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L'Udc gela il Nuovo centrodestra
"Stiamo con Crocetta"


Dopo l'intervista di Cascio i centristi rispondono con Miccichè: "Non ci facciamo dettare l'agenda". Si allontana l'ipotesi di gruppi unici all'Ars, dove i due partiti stanno su sponde diverse


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PALERMO - Qualcosa si muove nel centrodestra. E in particolare nell'area moderata che fa concorrenza a Forza Italia. A Francesco Cascio del Nuovo centrodestra, che ieri ha invitato l'Udc in un'intervista a Livesiciliaa fare una scelta e mollare Crocetta, ribattono i centristi. E rispondono picche.

In questi giorni il Nuovo centrodestra lavora all'avvio della Costituente Popolare, insieme ai Popolari di Mauro e all'Udc. Un processo che vedrebbe sia tra gli afaniani sia tra i centristi sensibilità diverse. Nell'Udc, ad esempio, più lanciata sembra dalle dichiarazioni l'ala che fa capo al segretario Lorenzo Cesa, più prudente, almeno in apparenza, quella di Pierferdinando Casini, che poi è quella di Gianpiero D'Alia e dunque della maggioranza del partito siciliano. Che in Sicilia sta al governo, mentre Ncd siede all'opposizione di Crocetta. Una circostanza che complica il percorso di avvicinamento dei due partiti.

Ieri in un'intervista a Livesicilia, il coordinatore regionale di Ncd Francesco Cascio ha lanciato due segnali all'area politica dei moderati siciliani. Da una parte un segnale di distensione verso Renato Schifani e Simona Vicari, con i quali l'ex presidente dell'Ars aveva polemizzato dopo il voto: “Dopo le Europee sfogai un malessere temporaneo, ma tutto questo è superato. Erano soltanto scorie elettorali”, ha detto Cascio. Dall'altro, uno sprone proprio rivolto all'Udc. "Se credono nel progetto della costituente popolare dovranno mettere in conto anche la possibilità di uscire in futuro da questo esecutivo”, ha detto l'ex presidente dell'Ars facendo riferimento alla giunta Crocetta.

Frasi che non hanno suscitato qualche perplessità in casa Udc. A Livesicilia, il vicesegretario regionale Gianluca Miccichè risponde così a Cascio: “Intanto siamo contenti che dopo le Europee ritroviamo gli amici dell'Ncd parlare di politica e in particolare della costituente popolare. L'agenda politica non ce la detta certamente né l'onorevole Cascio né Ncd. Noi siamo al governo con Crocetta perché rispettiamo un patto con gli elettori. In questo anno e mezzo Crocetta avrà fatto certamente tanti errori ma si sono fatte anche tante cose buone. Noi indicheremo a Crocetta una serie di cose da fare, a partire come spendere i fondi europei. Su questo valuteremo Crocetta e ci faremo valutare dagli elettori”.

Insomma, la “scelta” invocata da Cascio, l'Udc per ora non la mette in agenda. Ma questo significa una frenata per il progetto della costituente popolare? Micciché la mette così: “La costituzione di quest'area popolare è un percorso che si sta avviando adesso e no ne siamo il motore. Ovviamente avrà un suo excursus nei prossimi mesi, più che nelle prossime settimane. E la Sicilia sarà come sempre un laboratorio. Ci sono molte affinità con gli amici dell'Ncd. Ma la nostra permanenza al governo non c'entra”.

Udc e Ncd, quindi, resteranno in Sicilia su sponde opposte. L'idea di gruppi unici all'Ars, caldeggiata nei giorni scorsi dagli alfaniani, si allontana: “La costruzione dei gruppi parlamentari all'Ars nell'imediato mi sembra complicata”, ammette Miccichè.

Intanto, ad agitare le acque dalle parti di Ncd ci sono anche le voci secondo le quali da destra sarebbero in corso movimenti per far tornare alla casa berlusconiana un po' di fuoriusciti confluiti nel partito di Alfano dopo lo strappo. “Il mio nome non deve essere usato - come in questi giorni è accaduto - per tentativi scomposti, oltre che surreali, di ricompattare un partito, Forza Italia, diviso da violente contraddizioni interne. Le stesse che mi hanno portato a fondare, assieme ad altri coraggiosi amici, un nuovo partito, il Nuovo Centrodestra, dal pensiero lineare". Renato Schifani, cofondatore del Nuovo centrodestra, ha commentato così gli articoli apparsi in questi giorni su quotidiani nazionali che lo davano insieme ad altri alfaniani in procinto di tornare a Forza Italia. L'operazione “Lassie” di cui hanno scritto diversi giornali punterebbe a far tornare a casa alcuni azzurri passati sotto le insegne di Angelino Alfano. Tra loro è stato inserito anche il nome di Schifani e a riprova è stato scritto di un incontro quest'estate tra lo stesso ex presidente del Senato e Gianfranco Miccichè. Incontro che c'è effettivamente stato, a Cefalù, ma che nulla c'entra con un ritorno al partito di Berlusconi, insiste Schifani. "Io (nè altri a me strumentalmente riconducibili) - aggiunge il politico palermitano - non lascio il partito che ho fondato, a maggior ragione ora che tutti i fatti ci stanno dando ragione, anzi continuo a sostenerlo con determinazione assoluta. I giornalisti, liberi o orientati, che, in questi giorni, prestano la loro fantasia a progetti ambigui e fallimentari che non mi riguardano, continuino pure a occupare gli spazi che i giornali vi destinano. Ma sia chiaro che parlano di una persona che mai è tornata indietro di un passo nelle scelte della propria vita".