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Palermo

Praticante bocciato dopo 5 minuti
Il Tar accoglie il suo ricorso


Il Tar ha dato ragione però ai legali e ha accolto la domanda cautelare avanzata dai difensori, condannando il Ministero della Giustizia al pagamento delle spese processuali. A novembre il giovane sosterrà la prova orale.


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PALERMO  - Cinque minuti per valutare il compito di un aspirante avvocato sono troppo pochi. Lo sostiene il Tar di Palermo che ha ammesso con riserva, all'orale, un candidato di 30 anni, bocciato agli scritti nel 2013.   Esercitato il diritto di accesso agli atti, il giovane praticante avvocato si è accorto che la commissione, tra l'altro, aveva corretto 45 elaborati in appena 235 minuti, con una media di poco più di cinque minuti per elaborato.

E perciò ha deciso di fare ricorso al Tar difeso dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia. I legali hanno chiesto l'annullamento, previa sospensione, dei giudizi assegnati dalla commissione esaminatrice agli elaborati e l'ammissione con riserva alla prova orale.

Prodotti dalla difesa anche pareri pro-veritate, redatti da esperti giuristi, che hanno attestato la bontà degli elaborati del ricorrente. Contro il ricorso si è costituito in giudizio il Ministero della Giustizia.   Il Tar ha dato ragione però ai legali e ha accolto la domanda cautelare avanzata dai difensori, condannando il Ministero della Giustizia al pagamento delle spese processuali. A novembre il giovane sosterrà la prova orale.