Il giorno più lungo di Veronica | Insulti in carcere e l'intercettazione - Live Sicilia

Il giorno più lungo di Veronica | Insulti in carcere e l’intercettazione

La macchina che conduce Veronica Panarella in carcere

La madre del bimbo ucciso dieci giorni fa, che già ieri sera era stata ascoltata in procura per otto ore, è stata trasferita a Catania. La donna è sottoposta a fermo con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Spunta un'intercettazione. Il legale, Francesco Villardita: "No alla condanna mediatica". (Collabora Andrea Cassisi). LE FOTO IL VIDEO LE FOTO DAL LUOGO DEL DELITTO.

l'omicidio di santa croce camerina
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RAGUSA – Il giorno più lungo per Veronica Panarello, fermata con l’accusa di avere ucciso il figlio Loris, di otto anni, si è concluso con l’arrivo al carcere catanese di Piazza Lanza, dopo un lungo interrogatorio a Ragusa. Qui la donna passerà la notte, in attesa degli sviluppi giudiziari sul suo caso.

Emergono altri particolari dall’inchiesta, c’è una intercettazione in cui la madre e la sorella di Veronica lasciano trapelare dubbi che per gli investigatori hanno grande importanza e che aggraverebbero la posizione della madre di Loris. Ma l’avvocato difensore attacca: “Indagine frettolosa”.

L’interrogatorio e l’arrivo in carcere

Piange Veronica: ma non si dispera. E continua a ripetere quella frase come un ritornello. “Non l’ho ucciso io, non ho ucciso Loris”. La mamma ragazzina torna davanti ai magistrati per altre 6 ore, dopo le 8 della scorsa notte, senza cambiare di una virgola il suo atteggiamento: remissiva, voce bassa, occhi che non incrociano mai quelli di chi ascolta. Ma soprattutto la mamma del piccolo ritrovato in fondo al canalone al Mulino Vecchio, respinge ancora una volta le pesantissime accuse che la procura di Ragusa le contesta: omicidio aggravato dal legame di parentela e dalla crudeltà e occultamento di cadavere. Veronica Panarello, scrivono il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota nelle 25 pagine del decreto di fermo, “si è resa responsabile dell’omicidio del proprio figliolo con modalità di elevata efferatezza e sorprendente cinismo”.

Le sue dichiarazioni e il suo racconto di quel che accadde quella mattina “confliggono palesemente con le risultanze delle registrazioni degli impianti di video sorveglianza installati lungo l’effettivo percorso seguito dalla Panarello”. Per questo è documentato, “oltre ogni ragionevole dubbio”, che quella mattina Loris di casa non uscì più, dopo esservi rientrato alle 8.32, un minuto dopo esser sceso con la mamma e il fratellino più piccolo. E non ci sono dubbi, secondo la procura, anche sul fatto che “nell’intervallo tra le 8.49 e le 9.23 di sabato” nessun’altra persona non conosciuta entrò nel condominio di via Garibaldi 52. Ma Veronica avrebbe mentito non solo sugli orari e sugli spostamenti. Agli investigatori ha detto di non conoscere il Mulino Vecchio, dove è stato trovato suo figlio morto. Ed invece la sorella ha raccontato agli inquirenti che proprio a 50 metri da quel posto c’era una fontana dove la loro famiglia, quando erano piccole, andava a prendere l’acqua. Visto che i Panarello abitavano a meno di 2 chilometri da lì.

Secondo la ricostruzione della procura, dunque, quel maledetto sabato Veronica torna a casa dopo aver lasciato il figlio piccolo alla ludoteca alle 8.49. Per 36 minuti resta sola con Loris e, per gli investigatori, ammazza il piccolo “aggredendolo mediante azione di strangolamento” con una “fascetta stringicavo in plastica”. Poi, alle 9.25, lo carica in auto, passando dalle scale interne e dal garage e si dirige verso il Mulino: una telecamera la riprende “che svolta sulla strada poderale” che porta al punto dove è stato trovato il corpicino. Veronica dice di non esser mai passata di là ma di aver fatto un altro giro per andare a buttare il sacchetto della spazzatura. Ma quando gli investigatori hanno rifatto il percorso indicato con lei, ci hanno messo 5 minuti e 33 secondi meno del tempo che ci ha messo quel sabato mattina la mamma di Loris. Un tempo, scrivono i pm, “compatibile con il raggiungimento della zona del Mulino Vecchio, l’abbandono del corpo e il rientro sulla strada”. L’omicidio, pero’, almeno per il momento resta senza movente: in nessuna delle 25 pagine del provvedimento di fermo si fa mai riferimento alla ragione per cui Veronica avrebbe ucciso suo figlio.

“La mia assistita è estranea ai fatti che le vengono contestati – continua a dire l’avvocato Francesco Villardita – anche oggi ha ripetuto sempre la stessa versione. E dunque è serena”. Lei non c’entra: “ed infatti si è sottoposta spontaneamente a un prelievo del Dna, attraverso un tampone salivare”, prosegue il legale. Secondo cui, inoltre, non è affatto vero che Loris è tornato a casa invece di salire in auto con la mamma: “dal filmato visionato con la mia assistita non si riconosce nessuno. E abbiamo prove testimoniali che dimostrano che il bambino è stato accompagnato a scuola”. Villardita fa riferimento alla testimonianza di una vigilessa le cui dichiarazioni, però, la procura ritiene “altamente contraddittorie”. Sarà il gip a valutare nell’udienza di convalida del fermo, che dovrà essere fissata entro domani sera. In attesa di quel momento, Veronica è stata portata in carcere a Catania, dove è stata messa in isolamento e viene controllata a vista. Quando è uscita dalla questura di Ragusa, la gente le ha urlato vergogna, ma quando è arrivata al carcere di Catania le è andata peggio. Le urla dei detenuti si sono sentite anche fuori dalle mura della prigione di piazza Lanza: “assassina, assassina, devi morire…”.

I punti in contrasto

Due verità opposte, quella raccontata da Veronica Panarello e quella degli inquirenti, che ritengono di avere le prove che sia proprio lei l’assassina del figlio, il piccolo Loris.

“A SCUOLA” – Attorno alle 8.15 di sabato 29 novembre, ha messo a verbale la madre, “siamo usciti dalla mia abitazione… io, Loris ed il fratello siamo saliti sulla mia autovettura, una Volkswagen di colore nero, quindi percorrendo la via Roma siamo usciti dal centro abitato” per andare a buttare la spazzatura nei cassonetti poco distanti. Dopo aver buttato il sacchetto, la donna afferma di aver lasciato Loris vicino all’istituto. Il suo legale dice che alcuni testimoni lo confermerebbero. Secondo gli accertamenti della Procura le cose non sono andate così. La telecamera dell’emporio piazzata davanti a casa, alle 8.32, riprende Veronica e i figli uscire di casa e dirigersi verso l’auto, ma meno di un minuto dopo ricompare una figura – individuata dagli inquirenti in Loris, circostanza confutata dal legale dell’indagata – che, dopo aver sostato un attimo davanti al portone, entra nello stabile. Il bambino dunque sarebbe tornato a casa senza andare a scuola. Quattro telecamere posizionate in varie strade di Santa Croce Camerina, poi, “non rilevano in alcuna maniera, durante la fascia oraria d’interesse” il passaggio dell’auto sulle strade indicate.

A CASA – Veronica Panarello afferma – in una prima versione – che dopo aver lasciato Loris a scuola è andata direttamente al corso di cucina al castello di Donnafugata. In un secondo verbale sostiene di essere passata per casa per alcune “faccende domestiche” prima di raggiungere la tenuta, uscendo alle 9.15 dall’abitazione. Gli inquirenti, invece, sottolineano che le telecamere “vedono” la madre di Loris rientrare nell’abitazione alle 8.49 e rimanerci fino alle 9.25. Dunque 36 minuti in cui è a casa con il figlio, che a scuola non è mai andato. Cosa è accaduto in questo lasso di tempo?

IL CORSO DI CUCINA – La donna ripercorre a bordo dell’auto della polizia il tragitto di quella mattina, compreso il tratto da casa al castello di Donnafugata, con tanto di sosta ai cassonetti per gettare uno dei due sacchetti della spazzatura dimenticato da Loris. Al castello arriva con un leggero ritardo, di cui si scusa. I partecipanti al corso la descrivono “tranquilla”. Per gli investigatori la ricostruzione della donna ha un “buco” di sei minuti. Le telecamere riprendono infatti la Polo e alle 9:27 a 50 metri dalla strada che porta al Mulino Vecchio e 9 minuti dopo in un punto che, hanno accertato gli investigatori rifacendo il percorso con la donna, si raggiunge in 3 minuti. Cosa ha fatto dunque Veronica in quei 6 minuti nei pressi della strada che porta al Mulino Vecchio?

IL VECCHIO MULINO – La donna sostiene, tra l’altro, di non conoscere la zona del Mulino Vecchio dove è stato ritrovato il corpo di Loris. Gli inquirenti hanno ascoltato alcuni testimoni che la smentirebbero. Tra questi la sorella, secondo cui in quel luogo sarebbero andate a giocare da piccole.

LE FASCETTE – Veronica aveva in casa delle fascette da elettricista. Afferma che dovevano servire al bambino per il compito di scienze e le consegna alle maestre. Gli inquirenti sottolineano che le fascette sono “compatibili” con quelle usate per strangolare Loris. Le maestre sostengono di non aver mai detto agli alunni di munirsi di fascette.

L”intercettazione

Non ci sono solo le telecamere ad accusare Veronica Panarello: anche i suoi più stretti familiari, pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo del piccolo Loris, hanno dei dubbi su quanto raccontato dalla donna. Lo rivela un’intercettazione, riportata nel decreto di fermo, tra la madre e la sorella di Veronica. Una telefonata che arriva subito dopo che la sorella della mamma di Loris è stata portata a fare un sopralluogo nei pressi del Mulino Vecchio: Veronica ha infatti raccontato agli investigatori di non conoscere la zona. La sorella rivela invece che quando erano piccole vivevano a circa 2 km da lì ed andavano a prendere l’acqua ad una fontana a 50 metri dal Mulino.

Ecco l’intercettazione. Sorella: “la fontanella…lì è stato trovato il bambino, lì mi hanno fatto passare lo sai come mi sono sentita?” Madre: “ah va beh”

S: “no in poche parole, lei ha potuto prendere al contrario con la macchina ed andarsene a Donnafugata…mi è caduto il mondo addosso mamma mi è caduto, il mondo addosso mi è caduto”.

M: “Ma noi non abbiamo colpa Linuzza…se questa è alienata”

S: “no mamma per il bambino…”

M: “il bambino non c’è più gioia mia…non c’è più gioia mia…”

S: “buio che era mammà, buio che era”

M: “Eh Eh scusa ma perché qual è il problema qua? ma cambia qualcosa per sapere dove si stava impiccando questa?”

S: “Già il luogo lei lo conosceva no che dice di non sapere dove era il Mulino…”

M: “Si certo, ci veniva sempre lei a prendere l’acqua con me”.

LA DIRETTA DELLA GIORNATA

20.05. Veronica Panarello, in carcere con l’accusa di aver ucciso il figlo, accusò la madre di aver fatto sparire il piccolo Loris. Lo racconta la madre della donna, C.A, nel verbale riportato nel decreto di fermo. Veronica arrivò a casa sua con i carabinieri prima che fosse trovato il bimbo, alle 15.30 di sabato 29 novembre. “Mi chiese dove avessi messo suo figlio. Io le dissi che non avevo alcun motivo per prendere suo figlio”.

20.02. Veronica Panarello si è “resa responsabile dell’omicidio del proprio figliolo, con modalità di elevata efferatezza e sorprendente cinismo”. Lo scrivono i pm di Ragusa nel decreto di fermo indicando i “gravi indizi di colpevolezza” nei confronti della mamma del piccolo Loris”

19.54. Le dichiarazioni di Veronica Panarello “confliggono palesemente con le risultanze delle registrazioni degli impianti di video sorveglianza installati lungo l’effettivo percorso seguito dalla Panarello proprio quella mattina”. Lo scrivono i pm di Ragusa nel decreto di fermo emesso nei confronti della mamma di Loris.

19.42. E’ scoppiata a piangere al termine dell’interrogatorio in questura a Ragusa, Veronica Stival. La madre di Loris, secondo quanto si apprende, ha ribadito anche oggi di non aver alcuna responsabilità nella morte del figlio. “Io collaboro, collaboro – ha detto – ma non ho ucciso mio figlio”.

19.40. L’esame dei filmati e le testimonianze “consentivano di documentare, oltre ogni ragionevole dubbio, che il piccolo Loris non usci più dal condominio” dopo esser tornato a casa. E che “nell’intervallo tra le 8.49 e le 9.23 di sabato” nessun altra persona non conosciuta entro nel condominio. Lo scrivono i pm di Ragusa

19.39. “Assassina, assassina, devi morire…”. I detenuti del carcere di piazza Lanza reagiscono così all’arrivo della mamma di Loris nella struttura di Catania. Le urla, accompagnate da sonori fischi, si sentono anche fuori della casa circondariale e si uniscono a quelle di un centinaio di persone che sono all’esterno.

19.37. Veronica Panarello, la mamma di Loris Stival, fermata su disposizione della Procura di Ragusa per l’omicidio del figlio di 8 anni, è arrivata nella casa circondariale di Catania. Nella struttura penitenziaria, tra giovedì e venerdì, il Gip del capoluogo ibleo la sentirà nell’ambito di un’interrogatorio di garanzia per decidere sulla convalida del provvedimento restrittivo. Ad attenderla anche un centinaio di persone che hanno inveito contro di lei e urlato “assassina, assassina…”.

19.35. Veronica Panarello avrebbe provocato la morte di Loris per soffocamento “aggredendolo mediante azione di strangolamento portata con l’uso di una fascetta stringicavo in plastica”. E’ quanto scrivono i pm di Ragusa nel decreto di fermo – di cui l’ANSA ha preso visione – contestando alla donna l’aggravante della crudeltà e del legame di parentela.

19.33. L’auto della madre di Loris, “a oltre 200 metri da questo ultimo impianto di carburante” (il distributore Erg, ndr), “svoltava a destra immettendosi nella strada poderale che conduce al Mulino Vecchio”, dove è stato trovato il piccolo. Lo scrivono i pubblici ministeri di Ragusa nel decreto di fermo nei confronti di Veronica Panarello.

19.31. Veronica Panarello è arrivata in carcere.

18.39. “Non abbiamo parlato di fascette, assolutamente. Si è parlato soltanto ed esclusivamente di filmati. La ‘prima donna’ di questa vicenda sono i video di sorveglianza, il ‘grande fratello'”. Lo ha detto l’avvocato Francesco Villardita, legale di Veronica Panarello, uscendo dalla Questura di Ragusa dove la donna, fermata per l’omicidio del figlio Loris, è stata sentita dalla Procura che ha emesso il provvedimento restrittivo.

18.08. “Vergogna, vergogna…” e insulti: così alcune decine di cittadini hanno inveito contro la mamma di Loris quando è uscita dalla Questura di Ragusa per essere condotta, in stato di fermo per l’omicidio del figlio, nel carcere di Catania. Applausi, invece, sono stati scanditi al passaggio delle forze dell’ordine.

17.57. “Veronica Panarello ha ribadito la sua versione fornita il 29 novembre scorso sulla scomparsa del figlio, confermando fino in fondo la sua ricostruzione”. Lo ha detto il legale della mamma di Loris, avvocato Francesco Villardita. “E’ stato un interrogatorio lungo – ha aggiunto – al quale la mia cliente ha risposto punto su punto, rimanendo ferma sulle sue posizioni: lei è innocente e ha confermato di aver portato il bambino a scuola e di essere andata poi a Donnafugata”.

17.53. “Ma chi ha detto che Loris è tornato a casa? Da quel filmato visionato con la mia assistita non si riconosce nessuno. E abbiamo anche prove testimoniali che dimostrano che il bambino è stato accompagnato a scuola”. Lo ha detto il legale di Veronica Panarello, avvocato Francesco Villardita. “La signora – ha aggiunto l’avvocato Villardita – ha visto il fotogramma, e ha chiesto da cosa avrebbero individuato il fatto che fosse Loris. Perché non è assolutamente soggetto individuabile. Questa certezza – ha sostenuto il legale – non ce l’ha nessuno, e non potranno averla mai, perché non è identificabile se quel bambino è Loris o un’altra persona”.

17.49. “Serena per l’inchiesta ma distrutta dal punto di vista umano: le manca suo figlio e anche la sua famiglia”. Lo ha detto il legale di Veronica Panarello, avvocato Francesco Villardita, dopo l’interrogatorio della mamma di Loris

17.47. Quella della procura di Ragusa, affidata a polizia e carabinieri, è stata “un’indagine leggermente frettolosa”. E’ la valutazione del legale di Veronica Panarello, avvocato Francesco Villardita, dopo l’interrogatorio della sua assistita. “Sono certo – ha aggiunto – che alla fine si potrà giungere alla verità”.

17.44. La mamma di Loris, Veronica Panarello, ha lasciato la questura di Ragusa. La donna, fermata per l’omicidio del figlio, viene condotta nella casa circondariale di Piazza Lanza, dove sarà detenuta.

17.15. Dopo il fermo di Veronica Panarello per l’omicidio volontario aggravato del figlio Loris Stival e l’occultamento del cadavere, la posizione della donna passa ora all’esame del giudice per le indagini preliminari. Entro 48 ore dalla notifica del provvedimento, avvenuta la scorsa notte e fondato sul pericolo di fuga dell’indagata, il pm dovrà chiedere al gip la convalida del fermo e, se ritiene, l’emissione di una misura cautelare.

16.46. Esperti della Polizia Scientifica stanno eseguendo un prelievo del Dna di Veronica Panarello, la madre di Loris, per fare dei confronti comparativi con altri campioni isolati durante le indagini. La donna, a conclusione di tutte le attività in corso nella Questura di Ragusa, sarà trasferita nel carcere di Piazza Lanza a Catania.

16.39. E’ terminato dopo cinque ore l’interrogatorio della madre di Loris, Veronica Panarello, accusata di aver ucciso il figlio e di averne occultato il cadavere. Anche oggi, secondo quanto si apprende, la donna non avrebbe ammesso alcuna responsabilità dell’omicidio e avrebbe ribadito la sua versione dei fatti.

15.39 La madre del piccolo Loris, Veronica Panarello, è da oltre quattro ore negli uffici della questura di Ragusa, dove il pm Marco Rota la sta sentendo dopo il fermo di ieri sera con l’accusa di aver ucciso il figlio e di averne occultato il cadavere. Nella tarda mattinata fonti qualificate avevano riferito che la donna all’inizio era intenzionata ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma il protrarsi della permanenza in questura potrebbe far supporre un cambiamento di atteggiamento della mamma di Loris nel corso dell’incontro con magistrati e investigatori.

15.24 ”Intorno alle 13:30, l’inviato di “Chi l’ha visto?” Paolo Fattori ha rinvenuto una fascetta bianca da elettricista parzialmente bruciata sul luogo del ritrovamento del corpo di Loris Stival, accanto ai fiori deposti in questi giorni”. E’ quanto si afferma in una nota della trasmissione televisiva di Raitre. Fattori ”ha avvisato subito i carabinieri presenti che, pochi minuti dopo, hanno trovato un’altra fascetta nera poco distante, nei pressi del mulino vecchio. I militari hanno fotografato le fascette per un immediato riscontro da parte degli inquirenti”

15.23 “Non ci posso credere che una madre uccide il proprio figlio”. Lo ha detto la dirigente scolastica della ‘Falcone-Borsellino’, Giovanna Campo, commentando il fermo della procura di Ragusa della madre di Loris per omicidio. La dirigente ha confermato che stamattina a scuola sono andati quattro psicologi dell’Asp, che hanno incontrato gli alunni, e “in particolare nella III classe elementare, frequentata dal bambino, dove il vuoto è ancora grande”. “I ragazzi avevano voglia di parlare – ha ricostruito Giovanna Campo – ognuno ha dato la propria versione dell’accaduto, con una ricostruzione personale. Li ho invitati alla prudenza come è doveroso, spiegando loro la differenza tra fatto certo e ipotesi”. La preside ha spiegato che gli alunni “non erano turbati”, sottolineando che “i bambini metabolizzano prima anche le vicende tristi, perchè sono spontanei anche nel modo di vedere la morte”. “Il problema – ha sottolineato – siamo noi grandi, che non siamo in grado di dare certezze e soprattutto trattenere le emozioni, l’emozione traspare anche perchè in questo momento è ancora tanta e c’è grande dolore”.

14.31 “Non è il momento di parlare. Sono venuti gli psicologi in classe e tutto a scuola è normale, per quello che è possibile in questo momento”. E’ l’unico commento rilasciato, alla fine della lezione alla Falcone-Borsellino, da Teresa Iacona, una delle due maestre della terza elementare frequentata da Loris Stival.

13.58 “Non voglio parlare, non è il momento: sono molto alterato”. E’ l’unico commento rilasciato al telefono da Andrea Stival, il nonno paterno di Loris, che non vuole commentare la notizia del fermo della nuora, Veronica Panarello, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Ragusa sulla morte del bambino.

13.31 A differenza di quanto riportato nelle prime indiscrezioni, Veronica Panarello avrebbe rsiposto ai magistrati.

13.18 E’ in corso da quasi due ore l’interrogatorio di Veronica Panarello in questura, a Ragusa.

13.00 La mamma di Loris, Veronica Panarello, e suo figlio hanno fatto parte della ricostruzione del Presepe vivente nel 2006, quando il bambino aveva se mesi, a Santa Croce Camerina. Lei faceva la Madonna, lui il Bambin Gesù nella culla. La ricostruzione avvenne in un casolare di contrada Malavita. In una foto si vedono due angeli custodi vestiti di bianco dietro la mamma di Loris inginocchiata accanto alla culla che indossa jeans, un giubbotto scuro e una sciarpa arancione. Il piccolo è nella ‘mangiatoia’ con una tuta imbottita, cappellino e ciucciotto azzurri.

12.33 Si sarebbe avvalsa della facoltà di non rispondere Veronica Panarello, la madre di Loris Stival accusata di avere ucciso il figlio e di averne occultato il cadavere. La donna è stata sentita dal pubblico ministero di Ragusa Marco Rota e si trova ancora negli uffici della Questura ragusana.

12.24 “Non ho mai avuto paura, però qualche motivo di preoccupazione c’era perché non si sa mai quello che può succedere: oggi sono più sereno”. Lo afferma Orazio Fidone, il cacciatore che il 29 novembre scorso ha trovato il corpo di Loris a Santa Croce Camerina. L’uomo, che è indagato come atto dovuto nella stessa inchiesta, sul fermo della madre del bambino spiega di “non volere commentare” perché, aggiunge, “sono cose che non conosco e di cui quindi non posso parlare”. Fidone, che è stato sentito due volte nella scorsa settimana da polizia e carabinieri, rivela di “non avere avuto notizie ulteriori dalla Procura di Ragusa”. Poi usa una battuta rivolgendosi ai giornalisti: “ecco i miei carnefici, ma io sono sereno e tranquillo”.

12.22 “Mi auguro che non sia vero, che la mamma di Loris sia innocente. E’ sconvolgente pensare che una madre possa fare del male al proprio figlio”. A commentare gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sull’uccisione del piccolo Andrea Loris Stival che ha portato al fermo di Veronica Panarello è una donna segnata da un’altra tragedia familiare, Piera Maggio, mamma di Denise, la bimba di quattro anni rapita a Mazara del Vallo il primo settembre 2004. Due vicende di cronaca che, per una singolare coincidenza, si incrociano: dieci anni fa, infatti, la mamma di Loris si presentò ai carabinieri di Santa Croce Camerina sostenendo di avere visto una bambina che assomigliava molto a Denise. Una segnalazione che non trovò alcun riscontro. “Ho appreso questa circostanza di cui non ero a conoscenza – spiega Piero Maggio – e che si interseca con le indagini sulla scomparsa di mia figlia; credo si tratti solo di una coincidenza. Per il resto ho seguito la vicenda del piccolo Loris attraverso i giornali e la televisione, quindi non ho elementi per giudicare”. Proprio in questi giorni si è registrata una svolta nell’inchiesta sul rapimento di Denise. Venerdì scorso, nel corso del processo d’appello che vede imputata la sorellastra della bimba, Jessica Pulizzi, per concorso in sequestro di minorenne, il perito della Corte ha rivelato il testo di una intercettazione inedita dell’11 ottobre 2004. Nella conversazione si sente Jessica che dice alla sorella minore Alice: “Eramu n’casa… a mamma l’ha uccisa a Denise”. La mamma è Anna Corona, anche lei già indagata per concorso in sequestro di minorenne, ma la cui posizione è stata poi archiviata. La Procura di Marsala, sulla base di questa nuova intercettazione, ha avviato un’indagine contro ignoti per omicidio. “E’ una novità importante – sottolinea Piera Maggio – che conferma il coinvolgimento di Jessica Pulizzi, della madre e della sorella nel sequestro di mia figlia. Sono notizie di cui ho preso atto dolorosamente anche se io, nonostante tutto, continuo a sperare di riuscire un giorno a trovare Denise e ad avere giustizia”.

12.02 “Chiunque sia stato non lo perdono, anche se è stata lei…”. Così Pina Stival, nonna del piccolo Loris, parla degli sviluppi dell’inchiesta sull’uccisione di suo nipote. La donna commossa e provata piange davanti il luogo dove il corpo del bambino è stato trovato spiegando che “è impossibile perdonare una cosa del genere”.

11.44 “Chiunque sia stato deve morire: non ci sono parole, Loris era il principino di casa”. Così la zia paterna si sfoga sul luogo dove il bambino di otto anni è stato ucciso il 29 novembre scorso. Sentita da Mattino Cinque la donna parla anche dell’ipotesi della Procura che ha fermato la mamma del piccolo per omicidio: “se è stata lei non ci sono parole…”, dice. “Non dormo notte e giorno – aggiunge – io difendo mio fratello Davide e la mamma”.

11.39 “Non possiamo andare avanti così: fino a che ci saranno i giornalisti tornerò poche volte al Mulino Vecchio. I miei figli mi hanno detto di non andarci più”. Così Peppino Caggia, maresciallo dei carabinieri in pensione, proprietario della struttura attigua al canalone dove è stato trovato il corpo di Loris il 29 novembre scorso parla in piazza a Santa Croce Camerina degli sviluppi dell’inchiesta culminati con il fermo della mamma del bambino di otto anni per omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Alla domanda dei giornalisti se ritiene verosimile la ricostruzione del delitto da parte dell’accusa, Caggia dice di non volere commentare poi si lascia sfuggire un “purtroppo sì, ma chi potrebbe fare del male a un bimbo di otto anni….”.

11.36 “Non ci credo che Veronica abbia ucciso Loris, proprio non ci credo”. Antonella Stival, zia paterna di Veronica Panarello, difende la nipote. “Non è stata lei – ribadisce – il mio pensiero e il mio cuore sono con lei. Ricordiamo che per il momento è soltanto in stato di fermo e quindi aspettiamo gli sviluppi dell’inchiesta. E’ sempre stata una mamma splendida e speciale”. Antonella Stival torna a lanciare un appello alla collaborazione: “non so chi ha ucciso Loris, ma chi sa parli”.

11.34 L’interrogatorio di garanzia di Veronica Panarello è in corso

11.16 Francesco Villardita, l’avvocato di Veronica Panarello è arrivato alle undici in Questura a Ragusa per assistere all’interrogatorio della mamma del piccolo Andrea Loris. “Formalmente per tutti questi dieci giorni sono stato difensore di una persona offesa – ha detto ai cronisti -. Ma mediaticamente e sostanzialmente mi è sembrato di capire che assistevo un indagato. Mi auguro soltanto che, così come è stata indagata dai media dieci giorni prima del formale provvedimento, non verrà condannata con sentenza definitiva mediaticamente prima del processo. È necessario leggere gli atti processuali. I processi – continua – si fanno nelle aule di giustizia”. Villardita ha confermato che la sua assistita “non ha confessato”. E ribadisce: “Non condanniamola prima che venga fatto un processo di tutti i gradi di giudizio”. Quando i cronisti chiedono che si parla di gravi indizi di colpevolezza, così il legale: “Certamente, altrimenti non avrebbero fatto il fermo”.

11.15 “Siamo tutti sconvolti”. Lo dice Giovanna campo, preside dell’istituto ‘Falcone-Borsellino’ di Santa Croce Camerina (Ragusa), intervistata da Sky Tg24 sugli sviluppi delle indagini riguardanti l’omicidio del piccolo Andrea Loris Stival, con il fermo della madre. “Il nostro dovere – afferma la dirigente della scuola – è far filtrare la notizia, dolorosissima e sconvolgente, nella dovuta maniera”. Campo comunque descrive una Veronica Panarello “sempre presente a scuola e che veniva agli incontri” con i docenti. “Era una madre come tante altre – prosegue – e da parte nostra non c’è mai stato alcun sospetto. Bisogna essere prudenti, ci rimane comunque incredulità”.

11.04 Francesco Villardita, legale di Veronica Panarello, è arrivato negli uffici della questura di Ragusa, dove a breve si terrà l’interrogatorio di garanzia della madre di Andrea Loris Stival. La donna, sottoposta a fermo, è accusata di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Guardata a vista da un’ispettrice della polizia di Stato nella camera di sicurezza in cui si trova, la donna ha dormito poco e non ha proferito parola. Oggi alle 10,30 sarà nuovamente sentita, alla presenza del suo difensore, dai magistrati in Questura.

“Non l’ho ucciso io, lui era il mio bambino”, così si è difesa davanti ai magistrati della Procura di Ragusa dall’accusa di aver ucciso il figlio di otto anni. La donna ha ricostruito parte della sua vita e respinto tutte le contestazioni fattele dai pm.

Passata la paura dell’orco che per nove giorni aveva invaso Santa Croce Camerina, ma non c’è nessun sollievo davanti la scuola Falcone e Borsellino per la notizia del fermo per omicidio. La procura accusa Veronica Panarello di avere strangolato il bambino di otto anni e di averne poi occultato il cadavere nel canalone di Mulino Vecchio. Dopo giorni di indiscrezioni e ricostruzioni, adesso c’è una ‘verità’ che lascia “sconvolti e senza parole” alcuni dei genitori davanti alla scuola elementare che il piccolo frequentava. “E’ davvero incredibile – afferma la mamma di una ragazzina – come può una madre uccidere così un figlio. Se fosse stata veramente lei è da sottoporre a perizia psichiatrica immediatamente”. Gli alunni più grandi commentano anche loro stupiti la ricostruzione di giornali, televisioni e web: “non ci credo, mia madre non lo farebbe mai”: afferma un ragazzino in tuta e giubbotto di colore scuro. Accanto a lui un suo compagno annuisce. Ancora c’è ancora poca voglia di parlare perché si vuole capire cosa è successo, ma soprattutto perché.

“La famiglia che protegge i bambini, adesso non diventi per tutti l’orco”, afferma una mamma davanti la scuola. “Non so come fare a spiegare a mio figlio – dice un’altra donna – che non deve parlare con gli sconosciuti, ma che poi qualcosa di terribile può invece accadere in famiglia”. Un’altra mamma sposa la stessa tesi: “E’ difficile dire al proprio figlio che la famiglia è il luogo più protetto quando accadono queste cose”. Di fronte allo “sgomento umano del dramma”, però, alcune mamme appaiono sollevate: “L’orco non c’è, e noi, è inutile nasconderlo, siamo più tranquille…”.

Ieri la mossa degli inquirenti, poco prima di mezzanotte, dopo sei ore di un interrogatorio in cui la donna non ha mostrato segni di cedimento davanti alle contestazioni che le venivano formulate. Per Veronica Panarello è scattato così il fermo per omicidio volontario del figlioletto di otto anni. I magistrati, che le contestano anche il reato di occultamento di cadavere, continueranno ad ascoltarla per altre due ore, poi, a notte fonda, il trasferimento negli uffici della questura. Questa mattina è previsto l’interrogatorio di garanzia, con il legale di Veronica Panarello, Francesco Villardita, seguirà la decisione del gip sulla convalida del fermo e l’eventuale ordinanza di custoia cautelare.

Ieri sera il duello negli uffici della Procura: da un lato la madre del piccolo, strangolato e gettato in un canale di scolo alla periferia di Santa Croce Camerina il 29 novembre, che urla più volte la sua innocenza, dall’altro il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota. Gli inquirenti hanno impresso una netta accelerazione alle indagini nel pomeriggio di ieri: alle 17.30 la Giulietta grigio-metallizzato della squadra mobile di Ragusa arriva in via Garibaldi, a Santa Croce Camerina. Le voci su una imminente svolta nelle indagini si rincorrono da tutta la giornata e così dall’abitazione degli Stival esce Veronica Panarello, nascosta sotto a un cappuccio, e con lei il marito, Davide. In quel momento la donna è solo una persona informata sui fatti e come tale viene ascoltata, per la quarta volta. Nel corso della notte a Ragusa la sua posizione cambierà e negli ufici della Procura risuonano le parole del padre: “Se è stata lei mi cade il mondo addosso”.


La diretta

00.13. Veronica Panarello è stata fermata per omicidio. La madre di Loris Stival, il bambino di otto anni trovato morto il 29 novembre a Santa Croce Camerina, è stata sottoposta a fermo con l’accusa di omicidio dopo un interrogatorio di circa sei ore.

22.50. A quasi cinque ore dall’arrivo negli uffici della Procura della Repubblica di Ragusa, Veronica Panarello è tuttora ascoltata dai pubblici ministero che indagano sull’omicidio del figlio Loris Stival. Alcune decine di giornalisti stazionano all’esterno del palazzo di giustizia in attesa della conclusione dell’atto istruttorio. In serata sono arrivati in Procura altri investigatori che in questi giorni hanno partecipato alle indagini sul delitto.

22.19. “Se è stata davvero lei mi cade il mondo addosso, non ci posso credere…”. Lo ha detto David Stival, il padre di Loris, agli investigatori a palazzo di Giustizia dove è entrato circa quattro ore fa insieme alla moglie Veronica Panarello.

20.32. Da quasi tre ore Veronica Panarello è in procura. E’ sentita dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota.

19.39. L’immagine è comparsa su molti media, ma è ‘Chi l’ha visto’ ora a sottolineare che il cartello ‘Vendesi’ esposto sul balcone dell’appartamento in cui Loris abitava in via Garibaldi a Santa Croce Camerina era fissato con delle fascette da elettricista, simili a quelle trovate indosso al piccolo. Il dettaglio appare ben visibile in una foto diffusa dalla trasmissione.

18.17. “Io ho le spalle larghe e sono pronto ad affrontare tutto, se serve a fare luce sulla tragica morte del bambino, ma lasciate in pace la mia famiglia”. Lo afferma Orazio Fidone, il ‘cacciatore’ che il 29 novembre scorso ha trovato il corpo di Loris Stival a Santa Croce Camerina. In piazza l’uomo non vuole commentare gli sviluppi dell’ultima ora del caso spiegando di “non sapere cosa sta succedendo”. Intanto il genero Fausto Mandarà, che con lui ha annunciato “le opportune iniziative in sede legale nei confronti di chi ha postato su un social network” il suo nome per un presunto coinvolgimento indiretto nel caso. “Non conosco la signora – aggiunge – e non ho avuto alcun coinvolgimento nell’inchiesta, sono stato sentito come tanti altri, ma sono completamente estraneo a tutta questa vicenda”.

18.12. “Ritengo opportuno non fare commenti, comunque andranno le cose sarà una brutta storia. Prima di parlare aspetto notizie ufficiali dalla procura di Ragusa”. Lo ha detto il sindaco di Santa Croce Camerina, Franco Iurato, commentando gli sviluppi del caso di Loris Stival.

17.57. “Nulla di nuovo rispetto a prima: la mia assistita è sentita come persona informata sui fatti. E lo ribadisco non è indagata, meno che mai fermata o arrestata”. Lo afferma l’avvocato Francesco Villardita, legale della famiglia Stival, commentando la notizia che la mamma di Loris, Veronica Panarello, è uscita da casa sua accompagnata da polizia e carabinieri.

17.51. L’auto con la mamma e il papà di Loris è giunta in procura a Ragusa.

17.39 Secondo quanto si apprende, i genitori vanno in procura come persone informate dei fatti

17.38. “E’ una cosa inattesa che speriamo si chiarisca presto, lei è sempre stata una mamma perfetta: affettuosa e attenta”. Così dei vicini di casa commentano la presenza di polizia e carabinieri che hanno prelevato la mamma di Loris Stival. “E’ un doppio dramma – commenta un’altra signora con il marito – per il bambino e anche per lei, noi siamo convinti che lei non c’entri alcunché”.

17.36. L’auto della polizia a bordo della quale si trova la mamma di Loris – secondo quanto apprende l’ANSA – è diretta negli uffici della procura di Ragusa.

17.24. Veronica Panarello e suo marito entrano nell’auto della polizia

17.22. Secondo voci non confermate, Veronica Panarello, mamma di Loris, starebbe andando in procura su un’auto della polizia, secondo quanto riferisce Andrea Cassisi, il cronista di LiveSicilia presente sul posto..

17.12. Nell’abitazione degli Stival è salito il capo della mobile, Nino Ciavola. Con lui due agenti.

17.03. Forze dell’ordine a casa Stival. Ci sono carabinieri e polizia, la zona è presidiata

15.50. Il vescovo di Ragusa, monsignor Paolo Urso, durante la preghiera per l’affidamento della città di Ragusa all’Immacolata ha invitato i fedeli presenti (c’era anche il sindaco Federico Piccitto) a “pregare per un bambino, che si chiama Loris, e che noi affidiamo alla Vergine, affidiamo alla Madre, perché la Madre tenerissima lo possa accogliere nella serenità e nella gioia del cielo”. Il vescovo ha pregato poi “perché i nostri bambini possano essere sereni, perché possano crescere in un contesto di serenità. Perché la Vergine, protegga la nostra città da tutto quello che può costituire un’offesa non solo nei confronti dei bambini, ma anche nei confronti di tutta la realtà umana, in ogni forma di dignità umana”. “La Madre non può mai essere felice – ha aggiunto monsignor Urso durante la preghiera – se vede i propri figli, e in particolare i propri bambini, colpiti e colpiti malamente”.

15.07. Un elicottero della polizia sta sorvolando il perimetro urbano e le campagne di Santa Croce Camerina alla ricerca dello zainetto di Loris.

13.32. Cameraman, fotografi e giornalisti sono davanti la casa dei familiari di Loris Stival, il bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre scorso a Santa Croce Camerina. Sono tutti in attesa di probabili sviluppi dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Ragusa, che ha delegato le indagini a Polizia e Carabinieri. Intanto nella piazza principale stamattina a parlare con amici e conoscenti c’era Orazio Fidone, il ‘cacciatore’, unico indagato, anche se come atto dovuto, per sequestro di persona e omicidio. Con lui il suo legale, l’avvocato Pietro Savà, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

10.47. “Per ciò che riguarda i miei pensieri scritti sul mio diario, non fanno riferimento alla mia diretta conoscenza delle cose, ma solo ad un frutto dei miei pensieri addolorati da questa tragedia che ha colpito la mia famiglia ed al desiderio di giustizia, come credo l’abbia qualsiasi essere umano che si sente parte lesa. Il giornalismo “spazzatura”, non fa altro che mal interpretare la nostra rabbia ed il nostro dolore, cercando a tutti i costi di infangare la nostra famiglia e metterci l’uno contro l’altro. Da questo momento in poi, come ho chiuso il telefono di casa ed il mio cellulare agli sciacalli mediatici, chiuderò questo mio profilo FB e mi adopererò alla dovute denunce legali per stalking e distorsione delle cose scritte o narrate.  Avete fatto del sano diritto d’informazione, una macchina di bugie e di diffamazione. Vergognatevi!!!”. Lo scrive Antonella Stival, zia di Loris, sul suo profilo Facebook.

10.14. “Bastardi costituitevi”. E’ quanto ha scritto Antonella Stival, zia di Loris, sul suo profilo Facebook.

9.45. Sarebbero “almeno due i colpevoli” dell’ omicidio del piccolo Loris Stival, secondo l’edizione online del ‘Corriere di Ragusa’, in cui si sostiene che si tratterebbe di persone “note al bambino” trovato nel fosso di Mulino Vecchio nel pomeriggio di sabato 29 novembre. Secondo il giornale, sul conto delle due persone ci sarebbero “parecchi indizi e alcune prove schiaccianti”. I due, prosegue il quotidiano, “si sarebbero coperti a vicenda dopo aver strangolato il bambino con una fascetta di plastica, di quella in uso tra gli elettricisti”. La notizia non avrebbe trovato conferma tra gli investigatori e gli inquirenti, che continuano comunque a non escludere ogni ipotesi.

 

 

Le telefonate della mamma e le indagini

Nei 36 minuti tra le 8.49 e le 9.25 di sabato 29 novembre, quelli in cui secondo le riprese delle telecamere Veronica Panarello rimane sola con il figlio Loris nell’abitazione di via Garibaldi e che deve ancora spiegare, la donna parla al telefono una sola volta: con il marito. E’ quanto sarebbe emerso dall’analisi dei tabulati del telefono della madre di Loris. A chiamare sarebbe il padre del bimbo, pochi minuti prima che Veronica esca di casa.

Dai tabulati sarebbe inoltre emerso che quella mattina, fino a quando si presenta alla Falcone e Borsellino per prendere Loris – che però a scuola non sarebbe mai andato stando al racconto delle telecamere posizionate a Santa Croce Camerina – Veronica Panarello avrebbe parlato al telefono una decina di volte, alcune volte ancora con il marito e le altre con appartenenti al nucleo familiare. Una mezza dozzina sarebbero invece gli sms, alcuni dei quali ricevuti sul telefono della donna dal gestore telefonico: segno che qualcuno l’ha chiamata ma il telefono era spento o non raggiungibile.

Cosa si dicano i due non lo saprà mai nessuno se non saranno i diretti interessati a svelarlo: i tabulati telefonici hanno registrato la chiamata ma non il contenuto. Inquirenti ed investigatori che indagano sulla morte del piccolo Loris aggiungono un altro piccolo tassello al puzzle che stanno cercando di comporre per chiudere il cerchio su chi ha ammazzato Loris. Un tassello che serve a ricostruire ancora più nel dettaglio la mattina di Veronica, le cui dichiarazioni sono andare a sbattere contro gli accertamenti e le verifiche fatte dagli investigatori. La donna continua a non essere indagata e non è stata sentita nuovamente, ma è probabile che presto la procura di Ragusa deciderà come muoversi per avere una spiegazione ufficiale alle tante contraddizioni venute alla luce in questa settimana d’indagine.

Investigatori ed inquirenti hanno poi ottenuto un altro riscontro alle loro ipotesi investigative. Tra le 8.15 e le 8.32 di quel sabato mattina – vale a dire tra l’orario che Veronica Panarello indica a verbale come quello in cui è uscita di casa per portare i figli a scuola e quello indicato dalle telecamere che riprendono 3 soggetti, un adulto e due figure più piccole, uscire dal portone – nessuna delle altre persone che abitano nel palazzo di via Garibaldi 52 hanno messo il naso fuori di casa.

O erano già uscite o sono uscite più tardi. Dunque, è la conclusione degli investigatori, i tre soggetti che si vedono nelle immagini riprese dalla telecamera dell’emporio ‘Vanity and House’ non possono che essere Veronica, Loris e il bimbo più piccolo. Così come non può essere che Loris la figura che sempre la stessa telecamera riprende riavvicinarsi al portone poco meno di un minuto dopo. Nessun riscontro, invece, hanno dato le ricerche dello zainetto blu con le cinghie gialle di Loris. Per il secondo giorno gli elicotteri si sono alzati in volo perlustrando le campagne attorno al paese e nel tragitto fino al castello di Donnafugata, dove Veronica è andata dopo esser uscita di casa. Passando però, dicono gli investigatori dopo aver visto le immagini delle telecamere, per una strada diversa da quella indicata.

Ecco perché per tutto il giorno hanno rifatto ancora una volta il percorso registrato nelle immagini, passando sulla provincia 35 davanti al bivio della strada che porta a Mulino Vecchio, svoltando a sinistra subito dopo i cassonetti dove la donna dice di aver gettato i rifiuti fino ad arrivare sulla provinciale 20 dove la riprende un’altra telecamera. Ma non hanno trovato nessuna traccia dello zaino. E nessuna spiegazione logica dei 6 minuti di troppo che Veronica impiega per percorrere quel tragitto.

Il viceparroco contro i giornalisti

Attacco del viceparroco di Santa Croce Camerina, Padre Flavio Maganuco ai giornalisti durante l’omelia della messa domenicale. “E’ stata una settimana particolare – ha detto rivolgendosi ai tanti bambini presenti in chiesa – a scuola sono venute tante persone, anche troppe. E sono venute anche tante telecamere, anche qui in chiesa oggi, è una vergogna. Evidentemente non hanno altro da fare”.

Nel corso di tutta la messa il parroco non ha rivolto nè una parola nè una preghiera per Loris e per quello che è accaduto. “E’ inopportuno da parte mia dire qualsiasi cosa prima che venga fuori la verità intera – ha spiegato ai cronisti al termine della messa – sono state dette troppe cose e finché non c’é niente di certo non mi sento di dire nulla”. Il viceparroco ha poi ribadito che la comunità è stanca e arrabbiata” soprattutto per le cose “che sono state dette sulla città e sugli abitanti”. In chiesa non erano presenti nè i familiari del piccolo Loris nè Orazio Fidone, il cacciatore che ha ritrovato il corpo nel fosso di Contrada Mulino Vecchio.

“Capiamo l’esasperazione del viceparroco di Santa Croce Camerina. C’è una pressione mediatica eccessiva sulla sorte di Loris, sulle eventuali responsabilità della famiglia. I processi non si fanno in tv”. Lo afferma Luca Borgomo, presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart. “La tv, e soprattutto i contenitori pomeridiani, facciano lavorare gli inquirenti e soprattutto non cerchino di fare congetture che potrebbero essere errate. La video giustizia – conclude Borgomeo – spesso non ha senso”.

Parla l’avvocato di Veronica Panarello

“Smentisco nel modo più assoluto che la signora Veronica Panarello abbia tentato nel passato un suicidio sia con che senza l’ausilio di fascette per elettricisti”. Lo afferma in una dichiarazione l’avvocato Francesco Villardita, legale della famiglia Stival, su indiscrezioni di stampa sulla mamma del piccolo Loris secondo le quali la donna avrebbe tentato negli anni scorsi per due volte di togliersi la vita, in un caso usando una fascetta di plastica.

La cronaca di sabato 6 dicembre.


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