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PAlazzo dei normanni

Ars, ok al mutuo da 1,7 miliardi
Siciliani (tar)tassati per 30 anni


, Politica

Dopo lo scivolone di ieri, la maggioranza dice sì al mega-prestito. Per i prossimi trent'anni i siciliani dovranno sborsare tramite le tasse (Irap e Irpef) sei milioni di euro al mese solo per la rata e gli interessi. Le opposizioni lasciano polemicamente l'Aula. Figuccia: "Voto da annullare". Ecco chi ha votato a favore del mutuo.

 


PALERMO -
L’ultimo regalo del governo Crocetta ai siciliani è un mutuo da quasi 1,8 miliardi. E tasse (Irap e Irpef) ai livelli massimi, per i prossimi trent’anni. Ogni nuovo nato in terra di Sicilia, da stasera, porterà sulle spalle, fin dal primo giorno, un debito complessivo di 1.500 euro. Frutto non solo dell’ultimo prestito, certo, ma dell’indebitamento complessivo della Regione siciliana, che adesso supera gli otto miliardi di euro. E che con Crocetta presidente è quasi raddoppiato, dai circa 4 miliardi del 2009.

L’Ars approva il mutuo dopo che la stessa Aula, ieri, lo aveva ricacciato in commissione bilancio. Con un blitz dell’opposizione che ha messo a nudo le difficoltà o quantomeno la superficialità della maggioranza. Ma stavolta, il mutuo è passato. E da stasera, stando alle parole dei deputati che sostengono il governo, la Sicilia potrà presentarsi con nuova e accresciuta “credibilità” sui tavoli romani.

Un concetto ribadito in Aula dall’assessore all’Economia Alessandro Baccei: “La Sicilia – ha detto - è l'unica Regione d'Italia a non aver approvato un mutuo che è in realtà nazionale, equamente distribuito tra le Regioni e frutto di una direttiva europea. Abbiamo bloccato finora tutta l'Italia. Questo mutuo non è legato alle perdite del sistema sanitario, ma ai gravi problemi di bilancio della Regione. Problemi che vengono dal passato. Da chi ha assunto troppe persone o da chi si è mangiato il Fondo pensioni. La Regione – prosegue Baccei – negli anni non è riuscita a trasferire i fondi alla Sanità e le aziende sanitarie hanno accumulato debiti che adesso andiamo a sanare. Se non pagassimo, la Sanità verrebbe commissariata e dovremmo pagare una penale".

Ma una cosa è certa. I siciliani dovranno adesso garantire, fino alla data del 30 giugno 2045 una rata annuale di muto di quasi 71 milioni di euro (escluso quest’anno, quando la quota sarà persino più alta, oltre i 78 milioni di euro). Sei milioni di euro al mese, insomma, per i prossimi trent’anni. Questo pagherà la Sicilia solo per questo mutuo, per le quote in conto capitale e gli interessi, calcolati sul tasso fisso dell’1,20% concordato con la Cassa depositi e prestiti, società finanziaria a maggiore partecipazione statale con la quale è stato acceso il prestito.

Le opposizioni si sono rifiutate di votare a favore del mutuo e hanno anzi polemicamente lasciato l'Aula al momento del voto: “Abbiamo lasciato gli amici di Crocetta – ha detto Nello Musumeci – di fronte alle loro responsabilità. I debiti della Regione non si pagano con altri debiti, ma con la riduzione della spesa oppure ottenendo da Roma quello che ci è stato negato. In questo modo, maggioranza e governo stanno condannando i nostri figli e anche i nostri nipoti a un debito pesantissimo”. "Hanno portato in Aula - ha detto il capogruppo del Movimento cinque stelle Valentina Zafarana - un mutuo senza nemmeno un bilancio. Hanno violato il regolamento, non consentendo nemmeno la presentazione degli emendamenti. Questa maggioranza non fa che genuflettersi all'esecutivo. Abbiamo lasciato che questo mutuo, che condanna i siciliani, se lo votasserro loro".

Una responsabilità pesante, quella dei deputati che hanno detto di sì, secondo le opposizioni. Costretti, fatto assai inusuale, a votare addirittura tramite l’utilizzo di palline bianche e nere a causa del black out del sistema informatico.

Chi ha votato a favore del mutuo? Sono stati 37 i parlamentari che hanno legato il loro nome al mutuo trentennale: Alloro (Pd), Arancio (Pd), Barbagallo (Pd), Salvatore Cascio (Sicilia democratica), Cimino (Grande Sud), Cirone (Pd), Coltraro (Sicilia democratica), Cracolici (Pd), Currenti (Sicilia democratica), D’Agostino (Misto), Di Giacinto (Megafono), Dina (Udc), Dipasquale (Megafono), Gucciardi (Pd), Lantieri (Sicilia democratica), Leanza (Sicilia democratica), Lentini (Sicilia democratica), Lo Giudice (Pdr),  Lupo (Pd), Maggio (Pd), Malafarina (Megafono), Marziano (Pd), Micciché (Udc), Antonella Milazzo (Pd), Oddo (Megafono), Panarello (Pd), Panepinto (Pd), Picciolo (Pdr), Ragusa (Udc), Raia (Pd), Sammartino (Articolo 4), Sorbello (Udc), Sudano (Articolo 4), Tamajo (Pdr), Turano (Udc), Venturino (Misto), Vullo (Pd).

Aggiornamento 23.16 "Ho convintamente abbandonato l'Aula e sono rientrato solo per verificare lo stato dei lavori con la precisa intenzione di andar via immediatamente. Le telecamere potranno testimoniare che sono stato fisicamente braccato dai colleghi dell'opposizione per impedirmi di uscire e che la presidenza mi ha attribuito l'astensione all'approvazione del mutuo in maniera illegittima. Oggi all'Ars si è consumato un fatto gravissimo, che dovrà essere immediatamente chiarito. Sono stato il fautore dell'abbandono dei lavori da parte dell'opposizione, ritengo che il mutuo voluto da Crocetta e dal suo pd contribuirà in maniera significativa alla devastazione della nostra Sicilia. Chiedo la verifica di quanto accaduto e l'annullamento della votazione". Lo dichiara l'on. Vincenzo Figuccia, vicecapogruppo di Forza Italia all'Ars. 




 

20.11 Approvato il ddl su mutuo: erano solo 41 i presenti, 37 i voti a favore, 3 contrari e un astenuto.


19.57 Anche altri deputati dell'opposizione hanno lasciato l'Aula in polemica con la maggioranza.


19.55 Il gruppo del Movimento cinque stelle lascia polemicamente Sala d'Ercole: "Se lo votino loro" dice il capogruppo Zafarana.


19.52 Il numero legale c'è, ma di un soffio. Sono 47 i presenti. Il numero legale viene raggiunto con 45 presenti.


19.49 I deputati, un po' come accadeva a scuola, vengono chiamati uno per uno in ordine alfabetico. Chi è in Aula deve rispondere: "Presente".


19.41 Chiesta la verifica del numeo legale.


19.34 Respinto l'emendamento soppressivo. Si procede col voto.


19.10 Inizia l'inisuale voto con le palline bianche e nere.


19.06 Si andrà al voto tramite le palline. Bianche e nere che dovranno andare nell'urna dello stesso colore.


19.02 Interviene l'assessore all'Economia Baccei: "La Sicilia è l'unica Regione d'Italia a non aver approvato un mutuo nazionale, frutto di una direttiva europea. E stiamo bloccando tutta l'Italia. Questo mutuo non è legato alle perdite del sistema sanitario, ma ai gravi problemi di bilancio della Regione. Problemi che vengono dal passato. Da chi ha assunto troppe persone o da chi si è mangiato il Fondo pensioni. Tutto arriva dai governi passati. La Regione non riesce a trasferire i fondi alla Sanità e le aziende sanitarie hanno accumulato debiti che adesso andiamo a sanare. Se non pagassimo, la Sanità verrebbe commissariata e dovremmo pagare una penale".


18.55 Cracolici: "Su questo mutuo non si sta giocando una prova di forza tra maggioranza e opposizione. Approvare entro venerdì questo mutuo significa restituire alla Sicilia un po' di credibilità per portare a casa, dai tavoli romani, il massimo possibile per la nostra Regione".


18.44 Il vicepresidente Venturino: "Abbiamo ancora qualche problema col sistema elettronico. Siccome però è stato chiesto il voto segreto, dovremo votare col sistema delle 'palline'". Ogni deputato dovrà passare dentro la cabina per depositare nelle urne la pallina bianca per il voto favorevole, nera per quello contrario. Questo tipo di votazione si sarebbe svolta solo in altre due occasioni negli ultimi trent'anni.


18.32 Qualche problema al sistema elettronico di voto. Aula sospesa per cinque minuti.


18.29 Si passa all'esame degli emendamenti al mutuo.


18.28 Siragusa (Movimento cinque stelle): "Questa convocazione in Aula è illegittima".


18.25 Alongi (Ncd): "Non vorrei che su questo mutuo si voglia impallinare l'assessore Baccei. Oggi chiederemo l'appello nominale su ognuno dei 28 emendamenti al testo. Così ciascuno si assumerà le proprie responsabilità".


18.00 Ancora polemiche sulla discussione del mutuo a Sala d'Ercole. L'opposizione insiste: "Non si può oggi votare il ddl sul mutuo".


17.38 Lombardo (Pds): "In questi due anni ho sentito tante certezze, a cominciare dal mutuo approvato un anno fa. Che doveva essere uno strumento per un definitivo risanamento della Regione. Adesso ecco che c'è il nuovo mutuo che pare il cappello col quale ci presenteremo a Roma. Oggi ci dicono che il testo non è cambiato il testo. E che significa? Sono cambiate le condizioni per discuterlo. Quindi è un nuovo testo".


17.35 Il capogruppo del Movimento cinque stelle Zafarana: "Qui forse qualcuno spera che l'opposizione non debba nemmeno fare l'opposizione. E ogni legittimo atteggiamento viene considerato strumentale. Da una maggioranza, poi, che porta in Aula un mutuo senza nemmeno l'esistenza di un bilancio, e si genuflette all'esecutivo".


17.25 Anche il capogruppo di Cantiere popolare Cordaro torna sul tema degli ex Pip. E sul mutuo: "In base a quale articolo dello Statuto si manda un ddl in commissione, si impedisce di presentare qualsiasi emendamento e poi ci viene chiesto di approvarlo. Qui c'è il rischio che qualcuno si assuma responsabilità di natura personale".

17.18 Formica: "Il regolamento prevede che bisogni dare un termine per gli emendamenti al nuovo ddl sul mutuo apparso oggi all'ordine del giorno. Una forzatura farebbe male a questa Assemblea".

17.15 Malafarina: "Abbiamo chiarito l'incidente di ieri. Ma non posso non notare che parte della maggioranza spesso non è presente in Aula. Un comportamento che ci espone alle imboscate dell'opposizione. E' irresponsabile, anzi vergognoso".

17.12 Il deputato del Megafono Malafarina: "Purtroppo siamo qui per discutere di un problema, quello degli ex Pip, perché ci troviamo queste persone sotto i palazzi a influenzare l'attività dei deputati. Purtroppo oggi non è come ieri, i soldi non ci sono più. E in tanti, anche nel pubblico impiego, sono costretti a sacrifici".

17.08 I deputati regionali Giuseppe Milazzo, Edy Tamajo e Fabrizio Ferrandelli chiedono chiarimenti sui licenziamenti di alcuni ex Pip. "Il governo si assuma le proprie responsabilità".

Guarda chi si vede. Il mega-mutuo da 1,776 miliardi, stoppato ieri da Sala d'Ercole ritorna all'Ars, dopo il voto favorevole del rinvio in commissione bilancio del ddl. La commissione bilancio oggi ha però, di fatto, lasciato il testo intatto rispetto a quello approdato in parlamento, approvando il ddl a maggioranza.

Un "balletto" paradossale. Il mutuo verrà discusso già questo pomeriggio in Aula. E sono partite le proteste: "Non abbiamo avuto nemmeno il tempo - ha detto il deputato del Movimento cinque stelle e componente della commissione bilancio - di presentare modifiche, nè di discutere il testo. Questo è l'ennesimo gesto col quale viene calpestata la dignità di questo parlamento e dei deputati".

Il presidente della commissione bilancio Nino Dina: "Il rinvio in commissione era solo un atto strumentale e politico. Non erano emersi anche ieri, in Aula, problemi di natura tecnica. Gli emendamenti erano già stati precedentemente discussi. E abbiamo approvato così il testo".