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Registro delle unioni civili
"Sicilia modello per l'Italia"



È quanto emerso oggi nel corso del convegno “La nuova primavera dei diritti”, promosso dalla commissione Affari istituzionali dell’Ars per presentare i contenuti della legge che istituisce il “Registro delle unioni civili” in Sicilia.

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PALERMO - Esiste una 'buona Autonomia' che può essere un valore aggiunto per la Sicilia, la legge regionale sulle unioni civili - recentemente approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana - può fare da ‘apripista’ per iniziative legislative nazionali sullo stesso tema. E' quanto emerso oggi nel corso del convegno “La nuova primavera dei diritti”, promosso dalla commissione Affari istituzionali dell’Ars per presentare i contenuti della legge che istituisce il “Registro delle unioni civili” in Sicilia (“norme contro la discriminazione determinata dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere - istituzione del registro regionale delle unioni civili”).

All’iniziativa che si è tenuta a Palermo nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, hanno partecipato il presidente della commissione Affari Istituzionali e relatore del ddl Antonello Cracolici; l’ex presidente della Corte Costituzonale Gaetano Silvestri, il professore di Diritto Costituzionale Giovanni Pitruzzella e padre Nino Fasulo, direttore della rivista “Segno”. Hanno partecipato inoltre i deputati regionali Claudia La Rocca e Fabrizio Ferrandelli, promotori di due disegni di legge all’Ars sulla stessa materia.

Il dibattito è stato coordinato da Giovanni Pepi, condirettore del Giornale di Sicilia: “bisogna rispettare – ha detto Pepi - chi sceglie forme di convivenza alternative rispetto a quelle fondate sul matrimonio”.

Cracolici ha espresso la propria soddisfazione “da siciliano, oltre che da promotore della legge”. “La Sicilia – ha detto - è la prima regione italiana ad istituire un ‘Registro delle unioni civili’, solo pochi anni fa sarebbe stato impensabile approvare proprio qui una norma come questa. Oggi invece rappresentiamo un modello, abbiamo una legge innovativa: l’Autonomia siciliana può essere una virtù quando viene utilizzata bene”.

Uno dei temi affrontati durante il dibattito è stato relativo agli aspetti di costituzionalità della legge. Secondo l’ex presidente della Consulta, Silvestri “questa legge disciplina le modalità di erogazione dei servizi sociali che sono di competenza regionale, non interviene nel campo del Diritto privato e non incide sullo Stato civile. La mia – ha proseguito Silvestri - è una opinione personale, ma sinceramente non vedo problemi nel rapporto fra questa legge e la nostra Costituzione. Al contrario, l’unico problema è la mancanza di altre leggi come questa, grazie alla quale si allarga la tutela dei diritti”.

Un impianto normativo, dunque, che può essere un punto di riferimento per altre regioni e per il parlamento nazionale. “L’Autonomia e la competenza legislativa regionale – ha detto Pitruzzella – possono offrire riferimenti importanti. In passato è già avvenuto: penso all’elezione diretta dei sindaci, una novità introdotta per la prima volta in Sicilia con una legge regionale, prima che nel resto del Paese. Anche nel caso delle unioni civili può essere così, anche perché le ‘unioni di fatto’ sono in parte già presenti nel nostro ordinamento giuridico”.

Durante il dibattito è stato letto un messaggio di saluto del presidente della Camera, Laura Boldrini: “Esprimo particolare apprezzamento per questa legge. Sul terreno dei diritti civili le istituzioni e la politica sono in ritardo, è un nostro dovere intervenire”.

Apprezzamento anche da padre Nino Fasulo: “Questa legge non ‘istituisce’ diritti, li ‘riconosce’ ed è giusto così, i diritti vanno organizzati. Dobbiamo però sempre ricordarci che abbiamo il massimo della libertà, e che questa coincide con il massimo della responsabilità”.

Ferrandelli e La Rocca, promotori di due disegni di legge sullo stesso tema, hanno espresso la loro soddisfazione: “è una giornata importante, un passo in avanti per l’affermazione dei diritti civili”.

Ferrandelli ha inoltre auspicato che prima dell’estate l’Ars possa approvare la legge sull’accoglienza dei migranti: “un terreno – ha detto - sul quale la Sicilia deve essere in grado di dare risposte concrete, anche con strumenti legislativi adeguati e moderni”.

"Problemi di costituzionalità della legge regionale approvata in Sicilia sulle unioni civili? Io non ne vedo, ma naturalmente parlo a titolo personale. Semmai l'unico problema che vedo è la mancanza di altre leggi come questa, grazie alla quale si allarga la tutela dei diritti". Lo ha detto l'ex presidente della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri, intervenendo a Palermo al convegno dal titolo "la nuova primavera dei diritti" organizzato nel Palazzo dei Normanni per presentare la legge regionale recentemente approvata che istituisce in Sicilia il "Registro delle unioni civili". La legge non interviene sugli aspetti di natura giuridica ma permette alle coppie di fatto, etero ed omosessuali, di registrarsi presso l'assessorato regionale alla Famiglia. Sarà un apposito regolamento del governo regionale a stabilire le modalità di iscrizione al registro mentre con i decreti attuativi saranno definite io criteri di accesso ai servizi sanitari, educativi, formativi e per le politiche del lavoro.

"La competenza legislativa regionale può offrire riferimenti importanti, in passato è già avvenuto: penso all'elezione diretta dei sindaci, una novità introdotta per la prima volta proprio in Sicilia con una legge regionale. Anche per la legge sulle unioni civili può essere così: una legge nasce in una regione e poi magari quel modello si estende a livello nazionale". Lo ha detto Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Antitrust e docente di diritto costituzionale intervenendo a Palermo al convegno "La nuova primavera dei diritti" organizzato nel Palazzo dei Normanni per presentare una legge regionale recentemente approvata che istituisce in Sicilia il "Registro delle unioni civili", testo voluto dal presidente della commissione Affari istituzionali dell'Assemblea regionale, Antonello Cracolici (Pd). "Oggi siamo a questo dibattito per approfondire l'argomento - ha aggiunto Pitruzzella - questa legge apre prospettive importanti ma serve un una azione ricognitiva: è un passo nel campo dei diritti, ma ne servono altri".