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Cimiteri, polemica sulle date
Bertolino: "Non sono rispettate"


Il consigliere di maggioranza attacca: "Le salme ospitate in tombe private restano più del dovuto". La replica degli uffici: "Tutto in regola, servono soluzioni strutturali".

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Francesco Bertolino



PALERMO - Le date di “uscita” delle tombe dalle sepolture private? A Palermo non vengono rispettate. A denunciarlo è il consigliere comunale del Mov139 Francesco Bertolino e riguarda una prassi che da anni viene applicata nella quinta città d’Italia, dove, non è un mistero, c’è un problema legato alla carenza di posti nei cimiteri. Palazzo delle Aquile, in pratica, per evitare l’accumulo di salme, le posiziona temporaneamente in alcune tombe private con posti liberi: al proprietario della tomba viene però comunicata sia la data di entrata che quella di uscita.

Il Tar, recentemente, ha anche bocciato questa pratica ma il problema, per Bertolino, è anche il mancato rispetto delle date. "Non e' vero che non comunichiamo le date di uscita, sarebbe bastato informarsi con gli uffici - replica il dirigente Sergio Maneri - siamo in una fase di perenne emergenza, servono soluzioni strutturali, come la costruzione di un nuovo cimitero, e soluzioni intermedie che ci consentano di tamponare. La sentenza del Tar è stata sfavorevole, altre no. Sicuramente quello che applichiamo non è il metodo migliore ma non ci sono alternative al momento, è un rimedio ma solo fino a un certo punto. Serve una programmazione a lunga scadenza".

“Il problema non è la comunicazione in uscita, che viene trasmessa regolarmente, la questione è che viene disattesa e non si comunica alcuna proroga - spiega Bertolino - di fatto, oggi, le date comunicate non sono rispettate, lasciando le salme diversi giorni e spesso alcune settimane oltre la data comunicata, senza alcuna proroga. Tale procedimento, traumatico e mal digerito dai cittadini che si sono visti introdurre salme all'interno delle tombe di famiglia, ha garantito il superamento della fase emergenziale e lo svuotamento della sala Bonanno, trasformata negli anni in magazzino. Fino a qualche mese fa, ha dato comunque ottimi risultati permettendo di evitare lunghi depositi e garantendo il rispetto delle date comunicate. Se oggi la sala è nuovamente piena di salme in deposito, se le date di uscita comunicate alle famiglie concessionarie delle tombe non vengono rispettate, è evidente che qualcosa non funziona. Ho chiesto di convocare in commissione il dirigente per relazionare in merito. Tale situazione non è accettabile, se un sistema ha funzionato per diversi mesi e a un certo punto non ha più garantito lo stesso motivo per cui era stato pensato, è meglio interrompere tale metodologia pensata e voluta per far fronte a una fase emergenziale. La problematica necessita di una programmazione che superi questa emergenza costante. Sono certo che un nuovo forno crematorio, così come più volte richiesto, permetterà di limitare queste gravi criticità”.