Il preparatore che torna in campo | Zangara entra e strega Marassi - Live Sicilia

Il preparatore che torna in campo | Zangara entra e strega Marassi

I rosanero di Vitali chiudono contro il Genoa un campionato che aveva già decretato matematicamente un'amara retrocessione dalla B alla C1. A mezz'ora dalla fine, il preparatore dei portieri va a difendere la porta della difesa più battuta del torneo e non subisce reti. Accadeva il 22 giugno 1997.

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PALERMO – La storia di un estremo difensore che diventa preparatore dei portieri per poi tornare all’agonismo, tra i cadetti, in uno degli impianti più affascinanti d’Italia: il “Luigi Ferraris” di Genova. Accadeva il 22 giugno 1997. Il protagonista è un noto personaggio del calcio siciliano degli anni ’80, salito agli altari della cronaca per essere stato tra gli artefici del miracolo Licata con Zeman prima e Cerantola dopo: si tratta di Emilio Zangara, classe ’59 e capacità di volare da un palo all’altro abbinata a invidiabile tecnica nella gestione della sfera anche con i piedi.

Inizia la sua carriera nell’Amat, la società dell’azienda dei trasporti di Palermo che battaglia con la Fincantieri per il titolo di seconda squadra cittadina. Dopodiché una parentesi al Favara a cui fa seguito l’approdo alla corte del boemo. In gialloblu ha modo di mettersi in evidenza e di conquistarsi prima la promozione dalla C2 alla C1 e poi la gloria dello storico traguardo della serie B. Zeman non dimentica il proprio pupillo, che aveva scelto per la capacità di tenere la difesa alta avanzando anche fuori dall’area di porta, e lo chiama a Foggia nella fase iniziale del miracolo pugliese.

Gli ultimi anni di carriera li trascorre tra Salernitana e Castrovillari, prima di chiudere a Sciacca. Poco dopo, il Palermo del presidente Ferrara gli affida il ruolo di preparatore dei portieri. La stagione 1996/97 si rivela maledetta per il club di viale del Fante: dopo il precedente campionato ricco di emozioni forti e di soddisfazioni, i picciotti di Arcoleo, nel frattempo esonerato e rimpiazzato da Vitali, retrocedono in C1. La matematica certezza arriva quando al termine del campionato manca ancora qualche gara. Le ultime domeniche sono una lenta agonia dalla quale, tuttavia, emerge una storia di un calcio genuino ormai presente solo negli scaffali di archivi polverosi e trascurati.

I rosa chiudono il loro torneo in trasferta contro il Genoa: a verdetto già conclamato, Zangara esprime alla società il desiderio di poter tornare in campo per un’ultima volta. Il club risponde affermativamente e tessera il preparatore. A Marassi spazio in panchina per lui. In porta va Carmine Amato. I rossoblu maramaldeggiano sul Palermo e già dopo l’ora di gioco la gara ha ben poco da dire. A quel punto Vitali chiama Zangara e al 63′ lo manda in campo: l’uomo dello staff tecnico tornato tra i pali non subisce gol respingendo gli attacchi del Genoa. Fu l’unico portiere imbattuto di una stagione in cui i rosanero si aggiudicarono il poco invidiabile titolo di difesa più perforata della cadetteria. La piccola grande soddisfazione di un personaggio abituato a stare dietro le quinte, tornato sul palcoscenico per un ultimo bis.


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