Tutti insieme per rendere| la città a misura di bambino - Live Sicilia

Tutti insieme per rendere| la città a misura di bambino

Organizzato dall’associazione “Catania in movimento” l’incontro per trovare soluzioni adeguate a rendere la città etnea più fruibile ai minori.

l'assemblea
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CATANIA – Una città a misura di bambino è una città che pensa al futuro. Una realtà che investe su quel futuro, in primis, rispettandolo. Nonostante il concetto sia chiaro ormai quasi a tutti, nella maggior parte dei casi rimane però pura chimera. Una teoria difficile da concretizzare. Nonostante la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e il documento dell’Unicef “Costruire città amiche delle bambine e dei bambini” puntino da anni a rendere più vivibili le comunità. E allora, anche a Catania, nasce l’esigenza di riflettere. Di non stare più a guardare.

“Rispetto alla cosiddetta ‘primavera catanese’ degli anni 90 – dichiara a Live Sicilia Andrea Miccichè, ricercatore alla Kore di Enna e membro di ‘Catania in movimento’ – in cui allo sviluppo tecnologico della città faceva eco una concezione dello spazio urbano più vivibile e lontana dall’inerzia precedente, oggi Catania vive una grave crisi economica e un degrado del centro urbano, dei parchi e più in generale delle strutture pubbliche. Assistiamo ad un vero e proprio processo di privatizzazione dei luoghi per eccellenza decretati a creare aggregazione”.

E a farne le spese è la collettività, ma soprattutto i bambini. Da Ognina al parco Gioeni, da villa Pacini a viale Mario Rapisardi, basta fare un giro nei vari quartieri per comprendere il disagio e la quasi obbligata scelta delle famiglie di recarsi nei paesini pedemontani alla ricerca di luoghi di svago più adatti alle esigenze dei propri figli.

“Il successo della manifestazione ‘Lungomare liberato’ – continua Miccichè – ha decisamente messo in evidenza come nei catanesi sia forte il desiderio di riappropriarsi della propria città, di avere spazi sicuri in cui poter passeggiare e dialogare liberamente senza preoccuparsi del traffico. I giardini pubblici, ad eccezione della villa Bellini, versano in uno stato di quasi abbandono. Il parco Gioeni, ad esempio, inaugurato negli anni novanta potrebbe rappresentare un’attrazione turistica ma risulta trascurato, carente dal punto di vista dell’illuminazione e delle installazioni per i bambini.

Stesso discorso per il giardino Pacini e il boschetto della Playa. L’obiettivo dell’assemblea è pertanto quello di avviare un processo partecipato in cui associazioni e liberi cittadini possano portare istanze ed idee alla luce delle proprie esperienze e competenze. La proposta è quella di esaminare lo status attuale degli spazi pubblici dedicati all’infanzia istituendo una consulta che collabori con gli enti preposti attraverso il coinvolgimento attivo delle istituzioni e la creazione di un’apposita voce di bilancio dedicata a “Catania città per i bambini” in grado di intervenire laddove necessario. A fare da portavoce della nostra voglia di collaborare con l’amministrazione comunale sarà il consigliere Notarbartolo” .

E l’iniziativa, al momento, sembra aver destato l’attenzione di diverse associazioni. All’incontro hanno preso parte per un confronto: Mobilità Catania, Salvaiciclisti, Marcovaldo, Officine siciliane, Cestor, Sos mamma e Lungomare liberato. Sulla pagina facebook “Catania, città dei bambini” è già possibile effettuare segnalazioni su eventuali criticità degli spazi pubblici e suggerimenti non dimenticando mai che una città deve rispondere ai bisogni effettivi dei più piccoli e alla loro autonomia all’interno di un luogo. Ingrediente che genera benessere aiutando a crescere e a maturare.

 

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