Live Sicilia

La denuncia di un automobilista

Cucù, la strada non c'è più...
Guarda il VIDEO


denuncia, strada interrotta, Video, Cronaca

"Attenzione, percorrendo la strada provinciale 53, che porta da Alia a Sclafani Bagni, ci siamo imbattuti in qualcosa di allucinante". L'ex provincia: "La zona è chiusa da febbraio". Il commento: la Sicilia dei palazzi. La denuncia e il video.

VOTA
1.9/5
9 voti

PALERMO- La strada provinciale 53 che collega Alia a Chiusa Scalfani, nel palermitano, si interrompe di colpo. Davanti si apre un dirupo di 20 metri. E' quanto denuncia sul suo profilo Facebook un automobilista Fabio Armeli che ha postato un video. "Attenzione stamattina percorrendo la strada provinciale 53 che porta da Alia a Sclafani Bagni ci siamo imbattuti in qualcosa di allucinante. In pratica si camminava sulla provinciale ed è scomparsa completamente la strada con un dirupo di circa 15, 20 metri". La strada è franata ad aprile scorso, quando la Sicilia fu investita da temporali violenti. Oltre la strada provinciale 53 che porta da Alia a Scalfani Bagni crollarono due pale eoliche. Da allora c'è solo un cartello. Nessuna transenna a segnalare il pericolo per gli automobilisti.

"La strada è provinciale - spiega il sindaco -. C'è un cartello che segnala la presenza della strada chiusa. Forse qualche altro segnale andrebbe messo. Attendiamo di avere le somme che sono state destinate alla protezione civile per rifare la strada. Ne parliamo ogni giorno con il capo della protezione civile Calogero Foti". (ANSA).

LA PRECISAZIONE DELL'EX PROVINCIA
"Il tratto è chiuso al febbraio dallo scorso febbraio, con cartellonistica presente sui luoghi almeno 500 metri prima del punto in cui è stato girato il video - dice il commissario della Città metropolitana Manlio Munafò - l'autore del video ha oltrepassato i segnali di divieto di transito. Oltre alla segnaletica verticale, è presente anche la segnaletica orizzontale sulla carreggiata che evidentemente è stata aggirata o rimossa. Gli uffici stanno approfondendo gli aspetti della vicenda e provvedendo a impedire con una barriera fissa l'accesso alla zona interdetta".

“Percorrere una strada provinciale e ritrovarsi improvvisamente a cadere in un burrone. Può succedere anche questo in una Sicilia diventata terra di nessuno - dice il senatore de L’Altra Europa con Tsipras, Francesco Campanella, promotore della campagna contro il dissesto idrogeologico #laSiciliaTrema -. È così sulla strada provinciale 53, che da Alia porta a Sclafani Bagni, nel Palermitano. La strada è interrotta, da più di due anni, nell’assoluta negligenza generale”. Secondo Campanella, “se annunciamo l’abolizione delle province dal salotto di Massimo Giletti e poi in tre anni non riusciamo a produrre una legge decente che istituisca i liberi consorzi di Comuni, succede questo: che le strade provinciali diventano terra di nessuno, in cui nessuno può intervenire e in cui qualunque malcapitato si trovi a passare, può rischiare la vita. Sulla strada provinciale tra i due Comuni del Palermitano - aggiunge il senatore - non si trova uno straccio di segnaletica in prossimità del dirupo che ha completamente inghiottito l’asfalto. Le indicazioni, partendo da Alia, ci sono fino ai limiti del territorio comunale. L'amministrazione di Sclafani Bagni, territorio in cui ricade il crollo, a metà strada tra i due Comuni, ha anche prestato la segnaletica alla Provincia di Palermo, un paio di anni fa, quando è avvenuto il crollo. Ma col tempo le transenne sono sparite, forse volate via, forse rubate da qualcuno. Ecco in che stato versano le strade provinciali, completamente abbandonate a se stesse, mentre a Palazzo d’Orleans si litiga ancora attorno alle scaramucce di un partito che ormai rappresenta solo se stesso. Difficilmente una catastrofe amministrativa di questa portata poteva essere immaginata, persino dalla classe politica siciliana. Mi chiedo solo cosa aspettino, davanti a un disastro talmente sotto gli occhi di tutti, a staccare la spina al governo Crocetta - conclude Campanella - e porre fine a questa agonia per tutti i siciliani”.

 

GUARDA IL VIDEO DENUNCIA