Musumeci: "Bianco non può |essere il sindaco di 20 anni fa" - Live Sicilia

Musumeci: “Bianco non può |essere il sindaco di 20 anni fa”

L'incontro, organizzato da Officine siciliane, al quale hanno partecipato oltre al deputato regionale, Maurizio Caserta, Giulia Grillo, Matteo Iannitti e Niccolò Notarbartolo, è stato comunque un esercizio di democrazia, utile per tastare il polso di una città troppo spesso inascoltata.

amministrazione comunale
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CATANIA -L’assenza del sindaco o di un altro rappresentante dell’amministrazione, comunicata con una nota stampa a firma del consigliere Mario Crocitti oggi pomeriggio stesso, ha senza dubbio svuotato in parte l’incontro del suo significato. Perché tracciare un bilancio di metà mandato della giunta Bianco, questo il titolo dell’evento organizzato da Officine siciliane – non è certo semplice senza l’interlocutore. Nè la presenza di Niccolò Notarbartolo, esponente non solo della maggioranza (seppur di quella molto critica) ma del partito del sindaco, il Pd, è bastata a compensarla. In ogni caso, quella andata in scena oggi pomeriggio è stata una partecipata riunione di cittadini, impegnati tutti politicamente, ma uniti soprattutto dalla volontà di tracciare una linea di demarcazione tra ciò che è stato fatto, ciò che si sarebbe dovuto fare e che non è stato, nonché comprendere quali le nuove priorità. Un esercizio di democrazia utile per tastare il polso di una città troppo spesso inascoltata.

Il punto di partenza sono stati i dieci punti inseriti nel programma elettorale del sindaco Bianco, anche se nessuno di fatto è stato trattato. Troppa l’urgenza di discutere delle condizioni finanziarie dell’Ente ancora gravato dall’ombra del dissesto, delle vicende giudiziarie che hanno implicato i grossi imprenditori catanesi impegnati nella realizzazione di opere pubbliche fondamentali e della recente cronaca che ha visto nei crolli di San Berillo uno dei temi più sentiti. “La nostra idea – ha spiegato il professore Maurizio Caserta, di Officine siciliane – è cominciare un ragionamento sereno. Siamo tutti consapevoli delle difficoltà del momento – ha aggiunto – ma bisogna iniziare a capire quali obiettivi siano stati raggiunti, se le priorità sono cambiate. Siamo sicuri che le risposte arriveranno dall’amministrazione”.

Sicuramente arriveranno il prossimo 16 gennaio, quando la stessa giunta comunale riferirà alla città i risultati di metà mandato. E quando quanto emerso oggi pomeriggio verrà sottoposto al sindaco in persona. “Il primo punto importante – ha proseguito Caserta – riguarda l’assetto finanziario del Comune. Senza solidità finanziaria l’azione e amministrativa non si può svolgere. Il primo punto dunque – ha ribadito – è garantire che non ci siano nuovi debiti e che quelli che ci sono si stanno pagando”. Caserta ha affrontato anche l’argomento lavoro e della crisi economica, “che non è certo colpa del sindaco” ma per cui si potevano creare le condizioni per ripartire. E ancora la sicurezza e, in generale, il futuro della città. “Manca ancora il ragionamento organico che deve partire dalla solidità finanziaria – ha aggiunto. Va disegnato un percorso di sviluppo. I cittadini sono pronti a dare una mano”.

Anche la deputata nazionale del Movimento 5 Stelle Giulia Grillo ha insistito sul bilancio e sulla situazione finanziaria, ricordando la richiesta di accesso ga.il atti effettuata proprio dai deputati regionali pentastellati. Più “politici” gli interventi successivi, in ordine rigorosamente alfabetico, che hanno più scattato una fotografia della situazione attuale e di alcuni nodi che l’amministrazione ha contribuito ad annodare o è stata chiamata a sciogliere, più che un bilancio che quanto detto sia in realtà stato fatto.

Matteo Iannitti, leader di Catania bene Comune, interrogato sulle infrastrutture, ha fatto un breve passaggio sulla situazione economica, sull’austerity e sulle conseguenze di questa su alcune categorie sociali, per poi analizzare il sistema che sembra attualmente governare Catania. Lo stesso, secondo Iannitti, di trent’anni fa. “Ci sono tanti problemi infrastrutturali in città- ha detto. Tutte opere, in questo momento, sono raggiunte da inchieste della magistratura. La darsena è solo l’ultima. C’è anche il PUA. E poi, come è finita con l’ospedale San Marco? Il famoso ospedale di Librino che andava inaugurato nel 2014. Il cantiere, Tecnis, non si sa che fa. Dopo due anni non c’è traccia”. E poi Corso Martiri della Libertà.

“Due sono le aziende che avanzano progetto di speculazione – ha continuato – perché 240 mila metri cubi di cemento sono speculazione, una Parsitalia, palazzinari romani sotto inchiesta per speculazioni edilizie. L’altra è collegata a Bosco e Costanzo, ai domiciliari per corruzione. Quando ragioniamo di queste opere dobbiamo ricordare il sistema degli anni ottanta, dei cavalieri. Questo sistema – ha concluso – è tornato, poco importa che siano cambiati sindaco e cavalieri”.

Dopo un passaggio sull’assenza dell’interlocutore, “fatto che mi mette a disagio”, il deputato regionale Nello Musumeci ha passato in veloce rassegna ciò che non va a Catania -senso di insicurezza diffuso, cittadinanza più povera, assenza di politiche culturali omogenee, e l’eterogeneità della maggioranza “che pressa, confonde e ricatta”, per poi occuparsi dell’atteggiamento del sindaco. “Bianco soffre del complesso della comparazione – ha detto. La primavera è irripetibile e dobbiamo ammettere che noi abbiamo avuto quel successo non solo per merito nostro ma anche perché c’erano elementi che ci hanno agevolato. Noi abbiamo messo insieme le cose. Oggi Bianco non è più in condizioni di apparire il sindaco di venti anni fa, e questo lo rende nervoso”.

Infine Niccolò Notarbartolo. “Io sono parte della maggioranza che sostiene il sindaco – ha sottolineato subito. È vero che ho votato la maggior parte delle delibere, ma la maggior parte sono state obbligatorie, quelle che per legge vanno votate, pena lo scioglimento del Consiglio. Di delibere politiche, in effetti, non ne sono arrivate molte. La maggioranza critica è la maggioranza della maggioranza – ha proseguito. Il momento è drammatico anche per noi consiglieri di fronte a un’amministrazione che non riesce a dare la risposte ai cittadini. Sono convinto che molte storture provengano dal passato – ha aggiunto – per questo critico maggiormente la continuità politica rispetto al passato, che va avanti a tutelare alcuni impedendo al nuovo di emergere. La città è in stasi, impossibilitata a guardare al futuro”.

Le risposte, come detto, potrebbero arrivare a gennaio, in occasione dell’incontro dal titolo simile ma organizzato in casa dall’amministrazione. Se non prima, tramite comunicati o il giornale comunale.


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