Bonifica dell’ex cartiera Keyes| Assolto l’ex sindaco Nucifora - Live Sicilia

Bonifica dell’ex cartiera Keyes| Assolto l’ex sindaco Nucifora

L’ex primo cittadino era accusato di omissione in atti di ufficio per non aver provveduto alla rimozione dell’eternit e alla bonifica dell’area.

la sentenza
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CATANIA – Assolto perché il fatto non sussiste. Questa la sentenza pronunciata dal presidente della seconda sezione penale del tribunale di Catania, Carmen La Rosa, nei confronti di Sebastiano Nucifora, ex sindaco di Fiumefreddo di Sicilia, accusato di omissione in atti di ufficio nell’ambito del processo sulla mancata bonifica dell’ex cartiera Keyes, sul lungomare di Marina di Cottone. L’ex primo cittadino era stato rinviato a giudizio per non aver provveduto alla tempestiva rimozione dell’amianto e delle altre fonti d’inquinamento presenti nell’area. Nel corso del processo è emerso che l’amministrazione comunale aveva lavorato ad un progetto di riqualificazione dell’area, presentato alla Regione ed al Ministero, con l’obiettivo di ottenere dei finanziamenti, mai arrivati.

Al termine dell’istruttoria dibattimentale anche il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione dell’imputato perché il fatto non costituisce reato. Ma per i giudici, che hanno optato per una formula con assoluzione piena, a mancare non sarebbe solo l’elemento psicologico del reato. Soddisfatto il difensore di fiducia Walter Rapisarda. “La sentenza di assoluzione con la formula il fatto non sussiste – dichiara il legale – conferma che nessun comportamento omissivo era addebitabile al Nucifora e che l’amministrazione da lui presieduta si era adoperata con ogni mezzo nel tentativo di fronteggiare un problema che, purtroppo, risulta tutt’oggi irrisolto”. Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza.

L’INCHIESTA. E’ il gennaio del 2012 quando le Fiamme Gialle ripostesi sottopongono a sequestro l’ex cartiera Keyes. Al termine di un sopralluogo, compiuto insieme ai tecnici dell’Asp di Giarre, vengono rilevate enormi quantità di eternit in matrice friabile ed altre sostanze inquinanti. Nonostante siano trascorsi tre anni dall’ultimo sequestro e dal successivo affidamento dell’area ad un curatore fallimentare, nessun intervento di bonifica risulta avviato. Dall’ispezione emerge addirittura un peggioramento. Oltre alla caduta di numerose coperture in eternit vengono rinvenuti, all’interno dei capannoni, silos e fusti in ferro pieni di sostanze chimiche altamente inquinanti.

 

 

 

 

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