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Non hanno approvato i bilanci
Commissariati duecento Comuni


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Arrivano i 500 milioni da Roma, ma è troppo tardi. La Regione invia i propri funzionari: "Un atto dovuto". L'Anci: "Beffati due volte"

 

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PALERMO - Le lettere sono pronte. E dall'assessorato alle Autonomie locali lo considerano un “atto dovuto”. Ma si tratta comunque di un atto clamoroso, almeno nell'entità: la Regione ha commissariato oltre duecento Comuni. Si tratta di quelli che ancora non sono stati in grado di approvare il bilancio di previsione.

Un termine scaduto, a dire il vero, già dal 30 aprile. Ma finora l'assessorato guidato da Luisa Lantieri aveva atteso, nella speranza di un veloce “sblocco” del contenzioso tra Stato e Regioni sui famosi 500 milioni. Un accordo giunto solo in queste ore.

Ma è già troppo tardi. E così, la Lantieri non ha potuto fare altro che firmare i decreti di nomina dei commissari ad acta. Oltre duecento. Che saranno inviati appunto per la predisposizione dei bilanci. Ma non sarà facile. Al momento, infatti, i conti dei Comuni sono in rosso fisso, anche – stando alle denunce dei sindaci – a causa dei ritardi proprio nello scongelamento di due terzi delle somme destinate agli enti. Al momento, infatti, pur essendo stata compiuta la distribuzione delle somme, queste sono per la maggior parte virtuali: la Regione dispone infatti solo di 105 dei 340 milioni per i Comuni.

Nei giorni passati, Regione e Anci avevano avanzato l'ultima disperata richiesta, in occasione di una visita del ministro Alfano in Sicilia: la proroga a fine luglio del termine per l'approvazione dei bilanci, così come è già stato concesso alla Province. Ma al di là di qualche rassicurazione di rito, non si è mosso nulla. E così, ecco la decisione dell'assessorato. Un atto dovuto, quindi. Che però preoccupa, e non poco, i Comuni. Anche perché in molti casi, i commissari potrebbero trovarsi nelle condizioni di certificare il dissesto degli enti.

“Se fossero confermate le indiscrezioni secondo cui l’assessorato Autonomie locali della Regione Siciliana sta per notificare ai comuni dell’Isola l’insediamento di commissari per l’approvazione dei bilanci di previsione 2016, - hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia - i troveremmo, ancora una volta, a dover fare i conti con una Regione che ai delicatissimi problemi degli enti locali, sia sul versante finanziario sia sul versante delle diverse problematiche rispetto al personale, alla gestione dell’acqua e dei rifiuti, risponde con un atteggiamento burocratico dal quale si rileva la paradossale situazione per cui i sindaci sono responsabili per colpe altrui”.

Insomma, i sindaci si sentono due volte beffati: prima per non aver ricevuto le somme previste, poi a causa dei commissariamenti dovuti proprio ai mancati trasferimenti. E l'obiettivo delle critiche dei sindaci è il governo Crocetta. “Siamo di fronte – proseguono Orlando e Alvano - ad una sorta di “responsabilità oggettiva” che consente a qualcuno di scaricare sui primi cittadini la propria inefficienza e mancanza di autorevolezza, di scaricare sui primi cittadini la responsabilità di non aver chiuso in tempo con lo Stato la trattativa sui 500 milioni, e di non aver fatto valere in tempo, dinnanzi al governo nazionale, la singolarità della situazione siciliana. La Regione, - proseguono - che non più di un mese fa ha messo gli enti locali con le spalle al muro nella scelta tra non approvare i bilanci di previsione e dichiarare il dissesto, adesso con insolita solerzia, anziché affrontare il problema sostanziale e rassicurare gli enti locali, pianifica l’invio dei commissari per temporeggiare”.

“La reiterazione di una impostazione formalistica e priva di una strategia capace di porre freno alla complessiva crisi del sistema istituzionale siciliano - conclude il Presidente Leoluca Orlando - sarebbe la garanzia del perpetuarsi e, se è possibile, aggravarsi di un sistema sociale ed economico che genera povertà, disoccupazione e una qualità dei servizi degna di paesi in via di sviluppo. Saremmo, di fatto, all’ennesima mortificazione delle autonomie locali e con esse dei diritti dei cittadini nella nostra Regione”. E i timori dei sindaci nel frattempo sono diventati realtà: arrivano i commissari.