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La polemica

Il caso Siracusa che scuote il Pd
Botta e risposta Garozzo-Procura


Garozzo, siracusa, Siracusa
Il palazzo di giustizia di Siracusa

Alle velate accuse del sindaco di doppiopesismo rispondono i vertici giudiziari.

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SIRACUSA - "Ogni giorno una Procura è alle prese con diversi procedimenti: pubblicizziamo ciò che riteniamo possa rivestire carattere di interesse pubblico”. È la risposta, seppur non in via ufficiale, che arriva da fonti della Procura di Siracusa al sindaco del capoluogo aretuseo,Giancarlo Garozzo, riguardo a quanto affermato nel corso della conferenza stampa convocata dopo gli scandali giudiziari che stanno riguardando il Comune. Garozzo aveva reso noto un episodio e posto delle domande: “Qualcuno dovrà spiegare – aveva detto tra le altre cose - come mai in una determinata giornata in cui arrivano due avvisi di garanzia al Comune e contestualmente arriva una chiusura indagine per fatti del 2012 a un funzionario comunale accusato di aver preso tremila euro di tangente, questa circostanza venga inviata con una riservata in Municipio da parte della Procura. Come mai quando il destinatario di avviso è la politica si sente l’esigenza di emettere un comunicato stampa e quando riguarda i funzionari questo non avviene?".

I fatti si riferiscono a quanto accaduto lo scorso 14 giugno: nell’ambito dell’inchiesta sull’aggiudicazione dell’appalto degli asili nido la Procura comunicava di aver inviato avvisi di garanzia all’ex capo di gabinetto del sindaco, Giovanni Cafeo, e all’assessore comunale Alfredo Foti accusati di turbativa entrambi e anche di traffico di influenze illecite il primo. Secondo quanto svelato ieri dal sindaco Garozzo, lo stesso giorno accadeva anche altro: la Procura informava il Comune tramite una “riservata” di un avviso di garanzia a un funzionario accusato di aver intascato nel 2012 una tangente di tremila euro. Neanche tanto velato, insomma, il dubbio di doppiopesismo.

“Noi ogni giorno facciamo diverse cose – la spiegazione dagli ambienti della Procura siracusana -. Non tutto quello che fa la Procura viene pubblicizzato. Abbiamo dei nostri criteri. Pubblicizziamo tutto ciò che possa rivestire carattere di interesse pubblico. A seconda di valutazioni di carattere generale”. Il ruolo pubblico dei due indagati e l’attualità dell’inchiesta giudiziaria sugli asili nido spiegherebbero, insomma, la necessità di una comunicazione alla cittadinanza.

Chiuso il fronte con la Procura, che nel frattempo prosegue il proprio lavoro su diverse inchieste che investono la pubblica amministrazione, resta quello politico. Alla vigilia del confronto in direzione provinciale il prossimo 1 luglio, alla presenza del segretario regionale Fausto Raciti, il segretario provinciale dem, Alessio Lo Giudice, ha invitato i suoi ad abbassare i toni "e a rispondere a proposte politiche con altre proposte politiche e non con accuse personali, a maggior ragione se si ricoprono ruoli di primo piano. Occorre, inoltre, distinguere chiaramente il rilievo giudiziario delle vicende dalla valutazione dei riflessi politici delle vicende stesse - ha aggiunto -. Sarebbe opportuno, in ossequio ai principi cardine dello Stato di diritto e del garbo istituzionale, che tutti coloro che ricoprono un ruolo politico si astenessero da qualsiasi forma di interferenza o invasione di campo. Mi riferisco sia a chi pensa di strumentalizzare politicamente l’azione dell’autorità giudiziaria, sia a chi, al contrario, vorrebbe minimizzarne i riflessi politici alludendo a presunte anomalie nell'attività della magistratura. Entrambi gli atteggiamenti sono distanti e incompatibili con i principi, le regole e la cultura del Partito democratico".