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Scienze comunicazione, Marrone:
"25 anni di buoni risultati"


gianfranco marrone, università, Cronaca

"Meno iscritti al corso per le culture e le arti? E' perché sono stati istituiti corsi nell'area delle arti".

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PALERMO - Scienze della comunicazione a Palermo entra nel suo venticinquesimo anno. E se il corso di laurea “per le culture e le arti” segna una contrazione di iscritti, tiene invece il “classico” corso di laurea in Scienze ella comunicazione per i media e le istituzioni. Che da anni, racconta Gianfranco Marrone, professore di Semiotica a Scienze della Comunicazione, che lì ha insegnato sin dalla sua fondazione, nel 1992, sforna laureati con buoni riscontri professionali: "I nostri corsi di Scienze della comunicazione – racconta Marrone -, qui all'Università di Palermo, sono stati da subito una esperienza entusiasmante e produttiva. Abbiamo cominciato nel 1992, tra i primi in Italia con Bologna e Torino, e diversi studenti addirittura interrompevano gli studi perché trovavano lavoro anche prima di arrivare alla laurea, in agenzie pubblicitarie, uffici comunicazione e marketing di aziende private, uffici relazioni col pubblico delle istituzioni, centri studi, giornali e uffici stampa. Dopo 25 anni di lavoro possiamo dire senza dubbio che si è trattato, e si tratta ancora, di una formazione d'eccellenza, con docenti molto bravi e capaci, ma anche studenti vivaci, curiosi, intraprendenti.  Non a caso, chi si laurea in Comunicazione resta affettivamente molto legato all'ambiente formativo, ai professori, perfino agli spazi, ai laboratori, alle aule..."

I numeri però vedono una contrazione degli iscritti nel corso di laurea in Scienze della comunicazione per la cultura e le arti, che passa da 187 preiscrizioni l'anno scorso a 98 quest'anno. Una flessione che spinge il rettore Fabrizio Micari, citato oggi dal Giornale di Sicilia, a parlare dell'opportunità di una “riflessione su questa Scuola”. Per Micari “c'è stata un'evidente contrazione della domanda, così com'è strutturato il corso va onestamente ripensato per dare maggiori opportunità lavorative ai laureati”. Ma sui numeri Marrone offre una lettura diversa: "La contrazione degli studenti nel corso di laurea in Culture e arti (ma non a Media e Istituzioni) – spiega - ha quanto meno due ragioni, una esterna e una interna all'ateneo. Innanzitutto perché il mercato del lavoro nel settore della comunicazione, come in moltissimi altri, si sta saturando. Ciò nonostante, sia a livello nazionale che locale i laureati in Scienze della comunicazione continuano a essere fra quelli che più facilmente trovano lavoro. Lo ha confermato l'Istat pochi mesi fa. In secondo luogo, va ricordato che l'ateneo di Palermo, quest'anno, ha moltiplicato la sua offerta formativa nell'area delle arti, con i nuovi corsi Dams e Beni culturali: dunque, con ben tre corsi di laurea in discipline artistiche, gli studenti, complessivamente, non sono diminuiti ma sono più che raddoppiati. Saranno un po' meno a uno degli indirizzi di Comunicazione, ma sono molti di più, entro la Scuola di scienze umane, quelli che studiano le arti. Infine, parallelamente, abbiamo attivato corsi di comunicazione all'interno di molti altri corsi di laurea dell'ateneo, da Economia allo stesso Dams, da Scienze alimentari a Design. Come dire che la comunicazione, essendo trasversale, interessa moltissimi curricula di studio”. In effetti, ai quasi 100 iscritti al corso di Scienza della comunicazione, si aggiungono i 127 del Dams e i 213 al corso di laurea in beni culturali. "Detto ciò – chiosa Marrone -, è evidente che l'offerta formativa a Comunicazione può essere ulteriormente migliorata, come tutto a questo mondo, e sicuramente ci impegneremo a farlo".