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Le accuse di Princiotta all'Antimafia
Sfida al sindaco Garozzo


Garozzo, princiotta, siracusa, Siracusa

La conferenza stampa della consigliera. E le repliche del primo cittadino.

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SIRACUSA - Ha detto di aver fornito certificazione con “prova documentale” che sarebbe stato il sindaco a aizzare un pentito di mafia affinché ribadisse, contro di lei, dichiarazioni che già due Procure hanno ritenuto “prive di riscontro”, “tanto che i giornalisti che le avevano riportate sono indagati per diffamazione”. Questo sarebbe avvenuto per fermarla nella sua azione di denuncia a un sistema di appalti e affidamenti di servizi (da quelli sociali agli impianti sportivi) che sta coinvolgendo la macchina amministrativa del Comune siracusano e che, a oggi, ha portato a 21 avvisi di conclusione d’indagine nei confronti di: assessori, consiglieri comunali, dirigenti municipali, ex capi di gabinetto. Stamattina la consigliera comunale di Siracusa, Simona Princiotta – che in questi mesi s’è meritata dalla stampa l’appellativo di Mata Hari della politica siracusana – ha reso noti quasi tutti i contenuti dell’audizione tenuta ieri in commissione Antimafia all’Ars. Non ha rivelato, contravvenendo a quanto annunciato, quale indagine starebbe coinvolgendo il sindaco Giancarlo Garozzo “per fatti-reato commessi nella sua funzione istituzionale” perché la Procura prima della conferenza stampa le ha recapitato attraverso i carabinieri un atto di diffida riguardo a atti secretati. Ma ha sfidato Garozzo a rivelarlo lui. A rendere pubblico, cioè, il suo 335 (Registro di notizie di reato): “Lo faccia entro quindici giorni – ha detto Mata Hari Princiotta – altrimenti lo farò io, come l’ho fatto davanti alla commissione Antimafia”. Inoltre Princiotta ha ribaltato l’accostamento che il sindaco aveva fatto nei suoi confronti, sempre in audizione all’Antimafia regionale, a un esponente della criminalità (condannato in via definitiva a cinque anni e quattro mesi nell’inchiesta “Agamennone” sulle infiltrazioni della mafia nella gestione di alcuni servizi alle Rappresentazioni classiche del 1996 e 1998). Princiotta ha tirato fuori una delibera comunale in cui la commissione Toponomastica, presieduta dal sindaco Garozzo, intitola una strada al fratello di questa persona. Garozzo ha già smentito e ha annunciato denunce per calunnia: “È assolutamente falso che intrattengo rapporti, diretti o indiretti, con il collaboratore di giustizia, Rosario Piccione – ha detto - che non ho mai né conosciuto né sentito. Le prove di cui parla la consigliera Princiotta, dunque, non possono esistere oppure sono state costruite ad arte, ed è per tale ragione che il mio avvocato è già al lavoro per presentare un'altra denuncia per calunnia”. Allo stesso modo ha smentito rapporti con l’esponente della criminalità condannato nell’inchiesta sugli appalti al Teatro greco: “Non lo conosco e non ho mia incontrato questa persona – dice il sindaco - al cui fratello non sarà intitolata alcuna strada – ha precisato -: la decisione della Commissione toponomastica riguarda infatti il posizionamento di una targa commemorativa, come centinaia ne esistono nella nostra città, chiesta da un gruppo di cittadini con una petizione. Trovo di pessimo gusto – ha aggiunto - strumentalizzare per fini politici la morte di un giovane in un incidente stradale”. Nessuna parola, per ora, sull’indagine che lo coinvolgerebbe, né ha smentito un altro passaggio di Princiotta, che lo vorrebbe indagato per turbativa d’asta e abuso d’ufficio nell’inchiesta sull’affidamento del servizio idrico. Insomma, continua la sfida dei veleni a Siracusa finita all’Antimafia regionale, va ricordato, dopo le dichiarazioni del sindaco Garozzo durante una direzione provinciale del Pd (partito cui appartengono sia lui sia Princiotta), a metà settembre: “Qualcuno – aveva detto - dovrà prendersi la responsabilità di aver portato all'interno del Pd soggetti che hanno rapporti con la criminalità organizzata”. Vicenda prossima a finire in Antimafia nazionale: il presidente Rosy Bindi ha già convocato il sindaco Garozzo per mercoledì 19 a Roma. “Siamo in stretto contatto con l’onorevole Bindi su questa vicenda – ha detto il presidente dell’Antimafia regionale Nello Musumeci -. Abbiamo trasmesso a Roma gli atti acquisiti finora. Dalle dichiarazioni e dai documenti prodotti dalla consigliera comunale – aveva già detto ieri - emerge un contesto politico-amministrativo a Siracusa poco rassicurante”. Princiotta nella sua audizione aveva chiesto il commissariamento urgente del sindaco.