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Ballarò, soprusi agli immigrati
Rapina 'inventata': scarcerato


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Alfredo Caruso

Nel maggio il blitz contro i nuovi "picciotti del clan". Ora viene a galla la presunta messinscena.

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PALERMO - Era annoverato fra gli episodi della ribellione degli immigrati contro i nuovi picciotti di Ballarò. Oggi si scopre che dietro potrebbe esserci la messinscena di un extracomunitario.

Nel maggio scorso erano finite in carcere otto persone, indagate per avere terrorizzato i commercianti bengalesi della zona di via Maqueda. L'inchiesta è la stessa che fece luce sul tentato omicidio di Yusupha Susso, un giovane gambiano ferito il 2 aprile a colpi di pistola.

Le accuse contestate sono estorsione, rapina, minacce e violenza privata. Reati in alcuni casi commessi con l'aggravante di avere agito con metodo mafioso. Tra gli arrestati c'era Alfredo Caruso, 32 anni. In concorso con un complice mai identificato avrebbe rapinato un venditore ambulante. Secondo l'accusa, lo avevano pedinato fino all'ufficio postale dove aveva prelevato mille e duecento euro in contati da un libretto a deposito. Poi, l'ambulante era stato preso alle spalle da Caruso che gli aveva strappato il denaro dalla tasca. Un gesto violento accompagnato dalla frase: “Questi me li dai per i carcerati e se fai denuncia ti ammazzo”.

Sono state le indagini difensive dell'avvocato Gaetano Turrisi a fare emergere una verità diversa. Prima sono emerse alcune incongruenze nel racconto della presunta vittima che, oltre a non riconoscere il complice di Caruso, neppure ricordava il giorno esatto in cui sarebbe avvenuta la rapina. Disse genericamente che era avvenuta nel mese di marzo 2016.

Infine, la svolta: dall'analisi dei movimenti alle poste si è scoperto che l'unico prelievo di soldi in contanti da parte dell'immigrato risaliva alla fine del 2015. Dunque, il giorno del colpo non aveva preso i soldi che Caruso era accusato di avergli rubato con metodo mafioso. E così il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta di scarcerazione avanzata dall'avvocato Turrisi. Caruso è di nuovo un uomo libero.