Live Sicilia

I centri accoglienza migranti

Immigrazione, lettera al Prefetto:
"Troppe irregolarità nei Cas"



Riceviamo e pubblichiamo una lettera delle associazioni in difesa o degli immigrati nel Palermitano.

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera di alcune associazioni che si occupano dell'accoglienza ai migranti che giungono in Sicilia. La missiva è indirizzata anche al Prefetto e al Questore di Palermo.

Scriviamo in qualità di membri di diverse associazioni e realtà di Palermo in sostegno alla lettera mandata dai migranti che risiedono nei centri di accoglienza straordinaria (CAS) della Provincia.

La lettera, pubblicata in data 12/11/2016 in Livescilia, descrive una situazione purtroppo già nota
a chi opera nel settore ed è costretto ad assistere da tempo al deterioramento del sistema di accoglienza provinciale. Tanti di noi, infatti, possono oggi confermare le irregolarità che queste persone denunciano nella loro lettera. È per questo che ringraziamo queste persone, per avere descritto con le loro parole, nello specifico, le diverse problematiche che devono affrontare quotidianamente.

L'immagine della Sicilia in Italia e all'estero è sempre più legata al ruolo centrale nella gestione del fenomeno migratorio che la regione si trova oggi a svolgere. È fondamentale che un'immagine di accoglienza degna, di integrazione e rispetto per i profughi e i richiedenti d'asilo, abbia un diretto corrispettivo nella realtà, fatta di vita quotidiana, di queste persone. Le forti parole scritte nella lettera e rivolte a tutti noi, parlano di servizi basilari (previsti da decreto ministeriale) che non vengono quasi mai assicurati, diritti fondamentali non rispettati, nonché di una notevole mancanza di informazione e assistenza legale. Questa situazione rappresenta non solo un incubo per coloro che dovremmo, come società intera, proteggere e tutelare, ma anche un'offesa alla cittadinanza italiana che viene costantemente informata dell'esistenza di un sistema di accoglienza nazionale adeguato, che impiega spese ingenti, informazioni queste che nella maggior parte dei casi creano e alimentano conflitti sociali. Un deleterio circuito di disinformazione nasconde, infatti, le terribili condizioni di vita e l'isolamento in cui tanti richiedenti d'asilo sono costretti a vivere, alimentando retoriche di odio in cui i migranti rappresentano il capro espiatorio di un'economia in crisi.

Ma la nostra prima preoccupazione è rivolta al disagio in cui i richiedenti asilo della Provincia di Palermo sono costretti a vivere, a causa della grave mancanza di servizi previsti e del lunghissimo periodo di attesa per la procedura della richiesta d'asilo che fa sì che gli ospiti rimangano sospesi in condizioni di totale incertezza e disperazione per mesi e mesi. La situazione ormai non può essere più giustificata ricorrendo ad una logica emergenziale, vista la prevedibilità dei flussi migratori, degli arrivi o sbarchi e della permanenza nel territorio sia di nuovi arrivati sia degli ospiti già inseriti nel nostro sistema. Allo stesso tempo, chiediamo di fare luce sui casi di cattiva gestione dei centri per evitare che casi di malfunzionamento si perpetrino a lungo, sperperando i fondi pubblici destinati all'accoglienza.

Al momento nei CAS della Provincia ci sono più di 500 persone che bivaccano sospesi in un vuoto improduttivo e deleterio per tutti, senza alcun inserimento lavorativo, educativo o sociale. È persino raro trovare attività di alfabetizzazione e insegnamento della lingua italiana. Tante persone sono dunque per esempio abbandonate in centri sulle montagne, ma anche in altri posti della provincia di Palermo, in una situazione di ghettizzazione di fatto. La condizione di abbandono non è solamente, per così dire, un dato “geografico”. È, bensì, il risultato della combinazione tra un carente controllo da parte della Prefettura rispetto alla gestione dei centri e il tempo di attesa indeterminato che la Questura oggi impone. Questa somma di criticità e problematiche spesso porta i migranti dei CAS alla conclusione che la protezione dello Stato italiano non arriverà mai, con conseguenti fughe dai centri. Le persone oggi scappano da quelle che sentono come prigioni. Scappano, in direzione Nord Italia, con conseguente assembramento di persone ai confini o per le strade delle città. E spesso questi soggetti sono giovani – a volte giovanissimi donne e uomini – che hanno già vissuto guerre, abusi e sfruttamento in altri paesi e che rischiano di cadere in altri circuiti criminogeni di sfruttamento.

Per evitare il peggioramento della situazione a livello locale e nazionale, per andare verso un sistema di accoglienza degno di questo nome, sosteniamo con forza la voce dei migranti dei CAS nella Provincia di Palermo e le loro richieste.

Chiediamo dunque:

• che siano fissati immediatamente gli appuntamenti per la compilazione del modello C3, come previsto dalla legge,

• che i servizi previsti nei contratti firmati fra la Prefettura e le cooperative siano realmente assicurati e, infine,

• che siano effettuati i trasferimenti delle persone risiedenti da lungo periodo nei centri più critici

• che siano effettuati i trasferimenti delle persone risiedenti da lungo periodo nei centri più critici e che finalmente vengono applicate le indicazioni del governo italiano di chiudere i CAS e terminare la cosiddetta emergenza accoglienza

Diamo la nostra disponibilità per assistervi nell'organizzare un incontro con i nostri contatti nei vari CAS nella Provincia, con la prospettiva di trovare soluzioni per i vari problemi.

 

ARCI Palermo

Borderline Sicilia

Borderline-europe, diritti umani senza frontiere e.V.

Associazione L'Altro Diritto Sicilia

Comitato Antirazzista Cobas Palermo

Osservatorio contro le Discriminazioni Razziali Noureddine Adnane

Sportello La Migration (di Arcigay Palermo)

Laici comboniani di Palermo

Associazione Moltivolti, Palermo

Associazione 3 Febbraio, Palermo

Associazione Handala, Palermo

Associazione Santa Chiara, Palermo

Avv. Fulvio Vassallo Paleologo, Associazione Diritti e Frontiere, Roma