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L'inchiesta firme false a Palermo

Di Vita: "Siamo innocenti
Gli autosospesi si dimettano"


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Giulia Di Vita

Il deputato in silenzio dai pm, poi su Facebook: "Da due mesi siamo sotto attacco mediatico".


PALERMO - "Noi siamo innocenti". Giulia Di Vita, uno dei parlamentari sospesi dal Movimento cinque stelle e indagati a Palermo per l'inchiesta sulle presunte firme false, oggi non ha parlato davanti ai magistrati ma ha scelto Facebook per dire la sua sulla vicenda. "E' stato sempre chiaro e lampante, fin dall'inizio, l'attacco pretestuoso nei nostri confronti - sostiene in un lungo post -, e quando abbiamo capito che la presunta ricopiatura delle firme non era un'accusa campata totalmente in aria ma cominciava ad apparire verosimile siamo stati i primi a preoccuparci e, diciamolo pure, a incazzarci, sia per il presunto errore/tremenda stupidaggine compiuta ma soprattutto per essere stati, addirittura, additati come i fautori della stessa".

Di Vita spiega così la decisione di non  rispondere ai magistrati: "Nonostante il contenuto dell’interrogatorio sia coperto da segreto istruttorio pare che invece sia tutto di pubblico dominio, e quindi sì, anche io come i colleghi Nuti e Mannino mi sono avvalsa della facoltà di non rispondere, diritto sancito dal codice di procedura penale, e non ho rilasciato il saggio grafico. Perché? Da oltre 2 mesi, ormai, siamo sotto attacco mediatico e additati, più o meno esplicitamente, come dei delinquenti di terz’ordine, la feccia della politica, il disonore del Movimento 5 Stelle". La difesa continua: "Proprio noi che portiamo avanti le idee del Movimento prima che lo stesso nascesse, prima che si chiamasse Movimento 5 Stelle, prima che si potesse anche solo pensare di presentare liste civiche e candidarsi ad una qualche elezione. E quale occasione migliore per screditare l’intero Movimento se non gettare ombre inquietanti proprio su chi il Movimento 5 Stelle lo ha costruito sulle proprie spalle e ha mantenuto sempre la barra dritta fin dentro la 'stanza dei bottoni' senza cedere ad alcun tipo di compromesso?". Secondo la parlamentare l'inchiesta rappresenta per molti "un'occasione ghiotta" e "difatti tutti ci si sono gettati a capofitto dandone notizia manco fosse un delitto di mafia, seguendo passo passo ogni nostro battito di ciglia e dando interpretazioni fantasiose, non avendo materiale da parte nostra ,al nostro voluto e convinto silenzio stampa".

"Ci ritroviamo davanti a un uovo di Pasqua - ancora Di Vita -, ogni giorno ci svegliamo con una nuova sorpresa, una nuova coltellata, una nuova accusa. Ci sottoporremo, con molto piacere e determinazione, ai dovuti interrogatori, e tutto ciò che si riterrà necessario, quando tutti i giochi sottobanco saranno definitivamente messi sul tavolo e tutti i veleni saranno finalmente venuti a galla (e ci siamo quasi). Abbiamo sempre detto di essere a disposizione della magistratura - prosegue la deputata -, ed io infatti sono stata già sentita dai pm, quando sono stata convocata in qualità di persona informata dei fatti, per un’ora e mezza, rispondendo a tutte le domande e dando le informazioni che cercavano e di cui sono a conoscenza".

Di Vita, che si dice "profondamente dispiaciuta per ciò che gli attivisti e simpatizzanti di Palermo stanno subendo per colpa di pochi", poi aggiunge: "Non so se ritenermi in parte anche responsabile per avere, inconsapevolmente, consentito che ciò potesse accadere. Mi è veramente difficile valutare il fatto che alcuni dei coinvolti si siano decisi a parlare, e così attendo di sapere cosa è realmente successo e con quali escamotage siano state tirate in ballo anche le persone ignare, non solo parlamentari che fa più notizia e scalpore (guarda caso) ma anche attivisti ed ex attivisti che la causa del M5s l'hanno ormai abbandonata da tempo per ragioni personali".

Dalla parlamentare anche una stoccata a chi, come i deputati regionali La Rocca e Ciaccio, ha collaborato coi magistrati autosospendendosi: "Chi si è autosospeso, a quanto pare, è chi si è autoaccusato o ha confermato le accuse. Mi sembra un passaggio sacrosanto a cui fare seguire quanto prima le dovute dimissioni, proprio per questo l’autosospensione di chi è stato accusato ingiustamente non sta né in cielo né in terra, questo ovviamente è il mio personale pensiero e il motivo per cui non ho proceduto ad autosospendermi nonostante i tanti distinguo del fuoco amico". Di Vita aggiunge: "La sospensione, incredibilmente, pare essere considerata la soluzione alla vicenda.  Fermo quanto ho appena detto, ci sarà ancora tempo e spazio per parlarne e approfondire ogni aspetto. Ne usciremo presto - prosegue - e tutto si risolverà per il meglio, ed è molto normale che ciò avvenga".

"Fino ad oggi per me è stato un onore avere svolto il mio ruolo per cui credo di avere dato il massimo, anche da sospesa chiaramente continuerò a lavorare come sempre, con la stessa passione e convinzione che mi hanno portato fin qui da quando avevo 22 anni. Continuerò ad essere, sempre, una cittadina attiva, aiuterò da fuori i nuovi portavoce e non farò mancare mai il mio supporto e l’esperienza che ho accumulato in questo periodo e che spero possa servire a chi mi succederà - conclude -. E chi, dall'interno del Movimento, sta perorando 'altre' cause continuerà a non avere vita facile.
Le idee del M5S vanno avanti a prescindere, non servono le persone, queste sono secondarie e devono essere intercambiabili, l’importante è che coloro che temporaneamente le rappresentano le salvaguardino e lottino per esse, in modo che nessuno possa deviarle, piegarle o cambiare la loro natura. Se ciò dovesse accadere, infatti, il M5S sarà davvero in pericolo e servirà una forte presa di posizione per non lasciare tramontare il sogno di così tante persone".