Live Sicilia

PALERMO

Il pentito di mafia e i cavalli
"Così truccavamo le corse"


cavalli, corse, giovanni vitale, ippodromo, mafia, pentito, Cronaca
Il pentito Giovanni Vitale

I retroscena raccontati da Giovanni Vitale.

VOTA
0/5
0 voti

PALERMO - Fu uno dei primi incarichi di peso del mafioso Giovanni Vitale, oggi collaboratore di giustizia. Si trovò fianco a fianco con Giuseppe Fricano, l'insospettabile meccanico sponsorizzato dal boss di Porta Nuova, Alessandro D'Ambrogio, per la nomina a reggente del mandamento di Resuttana. Gli fu affidato un compito delicato: “Profeta mi chiamò per dargli un aiuto all'ippodromo... si incontrava con Sergio Giannusa (altro pezzo grosso di Resuttana, ndr) e si organizzavano le corse dentro l'ippodromo.... Fricano aveva messo a Gigetto (Gigetto Siragusa) responsabile dell'ippodromo”.

Iniziava il nuovo corso all'interno della struttura di viale del Fante. Bisognava lasciarsi alla spalle “la baldoria... se dovevo fermare un cavallo ci andavo e già mi sbrigavo, e poi li lasciavo là e me ne andavo... a loro invece gli piaceva stare là. Noi quando fermavano i cavalli, anche quando c'ero io, non è che rimanevo là a vedermi le corse... facevo questo e subito me ne andavo. Meno mi facevo vedere meglio era...”. Assieme a Vitale all'interno dell'ippodromo avrebbero lavorato “Antonio Taralla, Nicola Geraci, Vincenzo Lucà e Antonino Siragusa". Sono solo alcuni dei tanti nomi messi a verbale dall'ultimo pentito di mafia.