Le "matricole" della politica| Dalla Ztl a Sala delle Lapidi - Live Sicilia

Le “matricole” della politica| Dalla Ztl a Sala delle Lapidi

Marcello Robotti

Marcello Robotti, presidente di Vivo Civile, si candiderà nella lista a sostegno di Ferrandelli.

Palermo 2017
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2 min di lettura

PALERMO – Dal ricorso contro la Ztl agli esposti sui bandi per il Natale, dai rimborsi ai consiglieri comunali alla movida, passando perfino per il canile comunale. Sono stati anni intensi per Marcello Robotti, 54 anni, di professione skipper, presidente dell’associazione Vivo Civile e oggi candidato al consiglio comunale di Palermo con la lista “Palermo prima di tutto” a sostegno di Fabrizio Ferrandelli. Il viaggio di Livesicilia alla scoperta delle “matricole” che tentano il salto a Sala delle Lapidi continua con Robotti e il suo impegno profuso per strada ma anche sui social, finito spesso sui giornali specie per i ricorsi contro la Zona a traffico limitato e che adesso si trasforma in una avventura politica a pieno titolo.

“Ho deciso di impegnarmi in prima persona alla luce dei risultati disastrosi dell’amministrazione Orlando – dice Robotti – ho più volte denunciato, in questi anni, la grande approssimazione con cui sono state prese certe decisioni che poi hanno avuto effetti nefasti sulla città. Penso alla Ztl, un provvedimento che nasconde una tassa e che soltanto in virtù del ricorso, portato avanti insieme a tanti amici, è stato modificato e reso più accettabile, anche se rimangono tantissime criticità”.

In questi giorni Robotti è stato in prima linea per la questione del canile, ad oggi non risolta del tutto. “Hanno speso tantissimi soldi per un problema che si trascina da anni – continua Robotti – senza mai arrivare a una soluzione, chiedendo prima aiuto agli animalisti e poi facendoli passare per la causa di ogni problema. Orlando in questi anni ha predicato bene e razzolato male: la tanto paventata trasparenza della sua amministrazione è stata smentita a più riprese, come nel caso dei bandi per il Natale e il Capodanno finiti sotto la lente della magistratura. Per non parlare dei continui pasticci nel tema della movida: anziché cercare un serio punto di incontro, hanno criminalizzato i musicisti mentre la Vucciria è ancora ostaggio degli abusivi. Per Palermo è arrivato il momento di cambiare”.

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