"Le intercettazioni? Tempi brutti"| Giudici "spiati" dai carabinieri - Live Sicilia

“Le intercettazioni? Tempi brutti”| Giudici “spiati” dai carabinieri

Captate le conversazioni fra due magistrati amministrativi critici sulla "democrazia giudiziaria".

L'INCHIESTA SU USTICA LINES
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PALERMO – I due giudici amministrativi criticavano il ricorso “invasivo” della magistratura penale alle intercettazioni. E lo facevano in favore di cuffia. Perché da qualche parte, in una caserma dei carabinieri di Trapani e Palermo, c’era un militare che ascoltava, registrava e trascriveva le loro conversazioni.

“Come atto dovuto forse hanno messo sotto controllo per gli ultimi sei mesi, mi hanno detto, adesso non starebbero più…”. Così diceva Raffaele De Lipsis , ex presidente del Cga sotto inchiesta perché avrebbe cercato di esercitare pressioni sul suo successore, Claudio Zucchelli, affinché emettesse una sentenza favorevole alla Ustica Lines dell’armatore Ettore Morace. Il ricorso di Morace ai giudici amministrativi era contro la decisione del Tar che aveva bloccato l’appalto per i collegamenti con le isole minori.

L’interlocutore di De Lipsis, il 5 aprile scorso, era proprio Zucchelli. Una conversazione in cui si parlava di intercettazioni e telefoni da bonificare. E si criticava il massiccio utilizzo delle intercettazioni, simbolo dello “strapotere della magistratura penale”. Intercettazioni senza le quali, però, non sarebbero arrivati i riscontri che le Procure di Palermo e Trapani ritengono di avere trovato.

Il dialogo captato iniziava con un passaggio poco chiaro. “Io sospesi le elezioni in alcuni seggi, l’elezione di coso, della lista di Lombardo”, spiegava De Lipsis. Zucchelli sembrava correggerlo: “Di Crocetta?”. E De Lipsis proseguiva: “Di Crocetta, in alcuni seggi”. Forse degli esposti avevano fatto scattare delle indagini: “Questo è l’indizio che c’ho, però io dico non lo so, fammi sentire magari a Claudio glielo voglio dire, questo pure da bonificare”. Zucchelli non sembrava particolarmente interessato all’argomento: “Ma guarda io questa cosa fra l’altro non mi ricordo nemmeno chi me l’abbia detta, mi dissero ormai l’anno scorso… io non mi sono affatto preoccupato, innanzitutto perché ovviamente non ho niente da… e avevo pensato anche alla bonifica secondo me in realtà il rimedio è peggiore del male…”.

“Con la scusa della bonifica di vengono a mettere…”, aggiungeva De Lipsis. “Non soltanto ma nel senso – rispondeva Zucchelli – non sono intercettazioni pirata, sono stabilite e dirette, definite dalla Procura e allora andare a bonificare vuol dire sostanzialmente andare un po’ a, come posso dire, sfrugliare la Procura…”.

I due interlocutori mostravano di conoscere l’esistenza di un’indagine, ma Zucchelli non era affatto preoccupato: “… teoricamente l’intercettazione riguarda tutti i presidenti del Cga, quindi me compreso, quindi a me che mi intercettino non me ne frega assolutamente niente”. Che ci fosse un’indagine lo confermava De Lipsis: “Lì è sempre stata una situazione che sono partiti, là tutti quanti hanno avuto qualche esposto… però da quello che so sarebbe scaduta, quindi come dire sarebbe pulito, però voglio dire, adesso glielo dico a Claudio poi se lo vede lui quello che vuole, è giusto, una notizia no…”.

Zucchelli sapeva con certezza che “per tutto il periodo in cui sono stato a Palazzo Chigi e anche per l’annetto successivo, i miei telefonini sono sempre stati intercettati… lo so per certo”. Zucchelli dal 2001 al 2006 è stato capo dipartimento Affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio dei ministri. Il premier era Silvio Berlusconi, mai tenero con i giudici e soprattutto con l’utilizzo delle intercettazioni. La certezza di Zucchelli proveniva da “una persona che stava a Palazzo Chigi che era esperto in queste cose, c’aveva un programmino, no? Mi ha fatto una volta il check e mi ha detto guardi che c’ha due intercettazioni contemporanee”.

Quindi la stoccata del presidente del Cga contro i colleghi del settore penale: “Viviamo in questi tempi brutti Raffaele, purtroppo qui spesso e volentieri poi queste intercettazioni, come tu ben sai, sono fatte con un pretesto ma poi in realtà lo scopo è sentiamo cosa dice, poi vediamo, no?… allora io ti intercetto poi un giorno ti scappa la frasetta e quindi ti vanno a beccare… c’è stata una bella intervista l’altro ieri a un filosofo comunista Di Giovanni (il riferimento sarebbe a Biagio De Giovanni, ndr) il quale parlava di una democrazia giudiziaria di uno strapotere della magistratura penale che ha distrutto la politica e che di fatto governa… il paese. Meno male che te ne sei accorto cioè voglio dire è trent’anni che lo diciamo no? E adesso ti rammenti che questi e questa purtroppo è la realtà Raffaele che vogliamo fa? Pazienza comunque… perché poi voglio dire, questi procedimenti per le elezioni sono sempre delle stupidaggini idiote perché voglio dire tra le altre cose, come fa uno seriamente a pensare che un giudice si faccia corrompere per tre…”.

La telefonate si concludeva con De Lipsis che spostava il discorso sulla sentenza che interessava la compagnia di navigazione: “… io ti raccomando l’altra cosa perché io ci tengo molto perché io viaggio spesso con Ustica Lines, sono diventato amico di qualcuno là che mi segnalava questa cosa”. De Lipsis è finito inchiesta, Zucchelli non è indagato. Il ricorso al Cga è fissato per il prossimo 6 luglio.

 


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