Emergenza rifiuti no stop |Da Crocetta nuove ordinanze - Live Sicilia

Emergenza rifiuti no stop |Da Crocetta nuove ordinanze

Nuovo blocco temporaneo per la discarica di Valanghe d'Inverno. In Sicilia l’emergenza rifiuti non sembra volgere verso una risoluzione.

Il provvedimento
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CATANIA – Nessun piano definitivo per la gestione dello smaltimento dei rifiuti, ma una sequela di ordinanze contingibili e urgenti. È l’attuale quadro delle attività inerenti la gestione dei rifiuti nei territori siciliani, che ora si arricchisce di due nuove ordinanze emanate l’1 giugno 2017 dal governatore della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Si tratta della 4/rif e della 5/rif varate tramite una nuova intesa raggiunta col ministero dell’Ambiente, che avrebbe così concesso una sorta di ‘proroga’ dello stato d’emergenza in Sicilia.

I nuovi provvedimenti consistono in una reitera parziale, con modificazioni, dell’ordinanza 26/rif del 1 dicembre 2016 e dispongono per il periodo dal 1 giugno 2017 sino al 30 novembre 2017 il ricorso temporaneo ad una “speciale forma di gestione dei rifiuti al fine di evitare l’insorgere di emergenze igienico sanitaria”. Nel dettaglio l’ordinanza cita l’impianto della Sicula Trasporti a cui viene autorizzata l’attività straordinaria.

Brutte sorprese invece per la società Oikos, titolare della discarica di Motta Sant’Anastasia il cui utilizzo non è al momento previsto nelle due nuove ordinanze. La Regione a riguardo ha infatti spiccato un nuovo DDG, il ‘749 del 1 giugno 2017, finalizzato a sospendere ancora una volta il conferimento dei rifiuti nell’impianto di Valanghe d’Inverno, nonostante la società abbia di recente ottenuto il via libera per il rinnovo dell’Aia dal Consiglio superiore della Giustizia amministrativa. In attesa che la procedura di rinnovo venga riattivata e ultimata, la Regione ha intanto ordinato la chiusura dell’impianto.

Un nuovo boccone amaro per la società intenzionata ad impugnare anche quest’ultimo provvedimento. Ieri si è inoltre svolta l’udienza sulla richiesta di risarcimento danni avanzata dalla Oikos alla Regione Sicilia in relazione al blocco disposto dalla precedente ordinanza, la 26/ rif. L’esito è atteso per i prossimi giorni. Si tratta del provvedimento regionale e del successivo Ddg 2175 (datati sempre 22 dicembre 2016 e scaduti il 31 maggio) che disponevano il blocco del conferimento dei rifiuti nella discarica di Valanghe d’Inverno a circa 90 Comuni. La Oikos decide infatti di impugnare quei due provvedimenti ritenendoli causa di una perdita pari a milioni di euro. Il 9 marzo scorso il Tar gli dà ragione, sottolineando la natura “contraddittoria” del provvedimento varato da Crocetta. A quel punto la Regione emette nuovi decreti, gli uni a distanza di pochi giorni dagli altri. Quello del 16 marzo, poi modificato con quello del 24 marzo, ha autorizzato la società ad abbancare nuovamente 1040 tonnellate di rifiuti. A Valanghe d’Inverno iniziano ad arrivare i rifiuti (la sola frazione secca) da Palermo Bellolampo, dalla Sicula Trasporti di Lentini, da Trapani, da Gela e Ragusa. Ma il 31 maggio scade l’ordinanza.

Morale della favola, in Sicilia l’emergenza rifiuti non sembra volgere verso una risoluzione. Senza dimenticare il grido di allarme lanciato di recente da alcuni sindaci e dai diversi centri del catanese circa il rischio di una nuova emergenza che fra luglio e agosto potrebbe esplodere a causa dell’imminente esaurimento delle capacità contenitive degli impianti.

Eppure Bruxelles era stata chiara nel 2015: “Si chiederà alle autorità italiane di chiarire in quale misura sia stato attuato il piano di gestione dei rifiuti della Sicilia adottato nel 2012 e di garantire che il prossimo piano sia concepito e attuato in modo da ottenere un significativo aumento della raccolta differenziata, del recupero e del riciclaggio”. Al momento la regione Sicilia dispone di piano regionale dei rifiuti monco, non in linea con la normativa vigente e formulato in fretta e furia nel 2012 in base a un’ordinanza emergenziale, formato con procedure semplificate. A seguito di solleciti e diffide da parte del governo nazionale la giunta del governatore Crocetta ha adottato in via provvisoria il cosiddetto “piano stralcio” che “nulla ha a che fare – come ha riportato la relazione condotta dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Sicilia – con il piano regionale previsto dall’articolo 199 del decreto legislativo n. 152 del 2006”. Il piano del 2012 andrebbe dunque sottoposto a tutte le valutazioni ambientali strategiche (VAS) e soprattutto andrebbe aggiornato. Lo impone la comunità europea che a riguardo ha anche già attivato la procedura d’infrazione EU Pilot. Una vicenda – rimasta irrisolta – su cui le istituzioni e il governo regionale guidato da Rosario Crocetta si giocano la faccia.


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