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Il retroscena

Orlando e i nervi tesi del Pd
I dem nella morsa del sindaco


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L'attivismo su Grasso, l'esclusione dalla giunta, la lista concorrente: cresce l'insofferenza verso il Professore.


PALERMO - Il Pd e Leoluca Orlando non si rassegnano. Si spera ancora di convincere il presidente del Senato, in assenza di un piano B. Ma tra i dem e il sindaco qualcosa comincia a guastarsi. L'insofferenza del Pd verso il protagonismo di Orlando che si muove da autoproclamato monarca della coalizione c'è tutta. Raccontano che al Nazareno la dinamica dei fatti di domenica non abbia suscitato salti di gioia. È stato il Pd a inventarsi il piano Grasso e a gestirlo e la sua momentanea conclusione con un ruolo di primissimo piano per Orlando non è andata a genio ai dem. Che a quanto pare continuano a sperare in una discesa in campo del presidente del Senato.

Orlando dice che è Grasso l'unica via. E che serve la rottura netta con Crocetta e con il ruolo politico di Confindustria. Il Pd tace. E lavora in silenzio per salvare la carta che gli permetterebbe di presentarsi competitivo alle urne senza pagare dazio per i disastri di questi cinque anni.

I capicorrente si preparano a giocare la loro partita se Grasso resterà fuori. Da Giuseppe Lupo ad Antonello Cracolici passando per Davide Faraone, i papabili candidati non mancano. Ma nessuno si manifesterà finché ci sarà lo spiraglio aperto per una candidatura di Grasso. E fino ad allora nessuno si avventurerà in polemiche con Orlando. Che probabilmente tiene viva come il Pd l'ipotesi Grasso anche per far restare ai box i maggiorenti dem.

Nel partito la nascita della nuova giunta palermitana è stata presa come la prova del nove dagli scettici verso il sindaco: Orlando s'è preso i nostri voti e come sempre se ne infischia degli altri, commentano fuori taccuino i democratici. È il modus operandi del Professore: tutti civici con i voti degli altri. Eppure anche su questo il silenzio dei democratici è stato rigoroso, a differenza di Sinistra Comune che ha protestato per la defenestrazione dei suoi assessori. Un mutismo tattico che non cancella il motivo di tensione in più tra il sindaco e i dem. A cui si aggiunge la nascitura Lista dei territori che il Pd comincia a guardare come una insidiosa concorrente per le prossime Regionali.

La situazione è quanto mai complessa. Dopo il no quasi definitivo di Grasso a sinistra è tornato a circolare il nome di Claudio Fava. Al centro Gianpiero D'Alia avrebbe chiesto ad Angelino Alfano la disponibilità a correre, secondi quanto riportano oggi i quotidiani. Mentre da destra arrivano sirene per i centristi fin qui alleati del Pd.

Solo una giravolta clamorosa di Grasso può salvare capra e cavoli. Certo, sarebbe una capriola un tantino imbarazzante. Ma Grasso non è un politico qualsiasi e un suo ripensamento sarebbe persino salutato dagli applausi come sacrificio per la sua terra. Al Pd lo sanno bene e ci sperano. Proprio come fa l'aspirante dominus del centrosinistra Leoluca Orlando.