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La seduta

Conti, Baccei all’Ars: “Bilancio sano
Ecco come rispondiamo alla Corte”


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L’assessore all’Economia: “Rimpinguati alcuni accantonamenti. Non serve una nuova manovra”.

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PALERMO - “La mancata parificazione ha comportato una legittima preoccupazione, ma anche alcune strumentalizzazioni. Siamo qui anche per riaffermare con forza e con i numeri che il bilancio della Regione è un bilancio solido e sano”. Così
l’assessore all’Economia Alessandro Baccei apre il suo intervento a Sala d’Ercole, dove è stato chiamato a relazionare sulla strategia scelta dal governo per rispondere ai rilievi della Corte dei conti che a fine giugno ha deciso di sospendere il giudizio di parifica del bilancio. Oggi era l’ultimo giorno a disposizione della Regione per presentare la sua memoria: la nuova adunanza per la parifica è prevista per il 19 luglio.

Baccei prende spunto da alcuni dati citati dal Procuratore generale d’Appello Zingale nel corso della sua requisitoria, relativi alle spese e alle entrate. Per Baccei “non è vero che le spese sono costantemente superiori alle entrate”. Nel 2015, per Baccei, per la prima volta dopo tanti anni il risultato del bilancio è diventato positivo: un dato confermato anche nel 2016. In passato, ricorda Baccei, i bilanci erano caratterizzati da una gran mole di residui attivi, “segnalati ogni anno proprio dalla Corte dei conti”. Per l’assessore all’Economia gli anni precedenti erano caratterizzati anche da una enorme quantità di debiti fuori bilancio e “i costi della politica erano più alti e società in liquidazione da decenni”. Criticità su cui il governo, secondo Baccei, è intervenuto in maniera incisiva, a cominciare dalla “cancellazione di circa cinque miliardi di residui attivi e tramite l’accordo Stato-Regione sulle entrate, oltre che su diverse misure di revisione della spesa compresa la creazione della Centrale unica di committenza”. Baccei sottolinea poi che nel 2016 non sono stati più usati i Fondi di sviluppo e coesione per la spesa corrente e il pagamento dei mutui, come accadeva in passato, ma per gli investimenti.

Sui rilievi della Corte dei conti, Beccei spiega che “non riguardano il bilancio in senso stretto, cioè relativo al risultato finale: un disavanzo di 99 milioni di euro. Per questo motivo non ci sarà nessuna manovra correttiva”. Ciò che ha subito rilievi, spiega Baccei, è un’altra parte del prospetto del bilancio. Per questo il governo è intervenuto, modificando la parte relativa al disavanzo, che passa da 5,9 miliardi a quasi 6,1 miliardi. “Una cifra che deve rimanere – spiega Baccei – al di sotto delle coperture previste. E le coperture ammontano non a 7 miliardi, come inizialmente previsto, bensì a 7,5 miliardi”.

Baccei poi passa ai rilievi relativi alla mancata previsione o alla scarsa capienza dei fondi di accantonamento su “derivati”, “residui perenti”, “rischio contenzioso” e “perdite società partecipate”. A causa dei residui perenti, Baccei afferma che il bilancio così com’è è in grado di rispondere ai rilievi della Corte. Ma Baccei afferma che “in maniera prudenziale” il governo ha aggiunto un ulteriore accantonamento da 5,9 milioni di euro. Sulla “perdita delle partecipate”, Baccei afferma che era già stato previsto il Fondo per la ricapitalizzazione per le società. Anche in questo caso Baccei afferma l’intenzione del governo di aggiungere una somma per accantonamento da 3,5 milioni.

Sul rischio relativo ai “contratti derivati”, dice Baccei, la somma ‘del rischio’ è di 70 milioni di euro, nel caso in cui le banche decidessero di uscire unilateralmente dai contratti, possibile solo in caso di abbassamento del rating della Regione siciliana. “Il Fondo già esisteva – dice Baccei – ed era di 20 milioni. La somma del Fondo ovviamente deve essere pari a una parte del rischio. E la somma esistente è congrua”.

Il quarto rilievo riguarda il “fondo contenzioso”, nel quale inizialmente, ricorda Baccei, erano appostati 34 milioni, poi ridotti a 5 milioni nel corso della legge di stabilità. Per Baccei, i contenziosi con possibilità concreta di soccombenza, ammontano a circa 207 milioni di euro. “C’è anche l’esigenza di non bloccare le somme in bilancio, ma di darle a chi ne ha bisogno – dice Baccei – e forse c’è anche una sovrastima, visto che i dipartimenti magari non hanno potuto giudicare effettivamente quali siano i fondi a rischio soccombenza. Bisogna aggiungere – prosegue – che non tutti le cause andranno a giudizio nel corso di un anno. Per questo crediamo che la somma prudenzialmente da inserire nel Fondo può ammontare al 50 per cento del rischio, quindi circa 103 milioni”. Baccei conclude quindi ribadendo che “la copertura è di gran lunga maggiore al disavanzo e che quindi non ci sarà alcuna manovra correttiva”. L’Aula è stata poi rinviata al 20 luglio prossimo. Il giorno prima, sarà quello della verità: la Corte dei conti dovrà decidere (nuovamente) sulla parifica del bilancio.