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La Rosa candidato alla presidenza
per il movimento Siciliani liberi


Roberto La Rosa, siciliani liberi, Politica

L'avvocato palermitano scelto per la corsa a Palazzo d'Orleans.


PALERMO - C'è un altro candidato alla presidenza della Regione. Anche gli indipendentisti sicliani entrano nella competizione per le prossime regionali. L’Assemblea nazionale di domenica scorsa, a Pergusa, su proposta del Consiglio di Presidenza, ha espresso per acclamazione l’avvocato Roberto La Rosa, di Palermo, storico esponente dell'indipendentismo siciliano, come candidato alla Presidenza di “Siciliani Liberi”.

La Rosa ha dichiarato che questo impegno passa da quello di “pensiero”, che ha contraddistinto molte esperienze del passato, di pura testimonianza, ad uno di “azione”, "in grado finalmente di prendere le redini del Governo della Sicilia e di dare risposte concrete ai drammi della Sicilia di oggi".

Il candidato indipendentista ha sottolineato come questa presenza non sarà finalizzata unicamente ad assicurare una presenza parlamentare, ciò che certamente sarebbe un interessante primo traguardo, ma a puntare realmente alla Presidenza della Regione, riportando al voto i tanti Siciliani ormai disinteressati alla politica perché privi di valide alternative. Secondo “Siciliani Liberi”, infatti, i partiti italiani, tutti, "non sono strutturalmente in grado di contrapporsi al colonialismo dello Stato italiano di cui sono loro stessi la prima espressione".

I Siciliani Liberi hanno già partecipato con un loro candidato, Ciro Lomonte, alle amministrative di Palermo, ottenendo l'1,76 per cento (poco meno di cinquemila voti). La Rosa era candidato al consiglio comunale e ha totalizzato 78 preferenze.

Il programma di Governo di “Siciliani Liberi” - si legge nel sito del movimento politico guidato dal professor Massimo Costa - sarà tutto incentrato sulla “Questione finanziaria Siciliana”, ignorata da tutti, nascosta ai Siciliani, ma considerata l’origine di quasi tutti i problemi della Sicilia di oggi, e sulla proposta istituzionale di costituzione della Sicilia in “Zona Economica Speciale”, per rilanciare investimenti e occupazione, attraverso la totale devoluzione fiscale e amministrativa, la fiscalità di vantaggio, l’introduzione di una moneta complementare, la sburocratizzazione e uno status doganale speciale.