Il Pd attende Grasso e cambia idea | “Non serve il ‘modello Orlando’” - Live Sicilia

Il Pd attende Grasso e cambia idea | “Non serve il ‘modello Orlando’”

Sabato l'evento voluto dal deputato Panepinto: “Coalizione larga: coinvolgeremo gli amministratori”.

Verso le Regionali
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PALERMO – Un pezzo del Pd ha già cambiato idea. A poche settimane dalle direzione regionale che ha approvato la relazione del segretario Fausto Raciti, il “modello Orlando” non convince più. In realtà, in quella occasione si cercò accuratamente di aggirare i termini “modello” o “laboratorio”, ma la recente vittoria del sindaco uscente era stata indicata chiaramente come la traccia da seguire. “Bene fa il sindaco Leoluca Orlando commentava ad esempio in quei giorni il presidente Pd Giuseppe Bruno – a rilanciare l’idea che è stata  vincente in occasione delle elezioni amministrative di Palermo. L’esperienza fatta  dimostra che è questa la strada giusta da perseguire anche per la Regione”.

“Ma il modello Orlando, ha senso solo se c’è Orlando. E solo a Palermo”, taglia corto oggi il vice capogruppo all’Ars Giovanni Panepinto. È lui l’animatore di un incontro, previsto sabato prossimo ad Agrigento, in cui il Pd proverà ad archiviare quella suggestione. E ad aprire altri fronti. Partendo da un dato, ineludibile: “Serve – spiega Panepinto – una coalizione larga, questo è certamente l’elemento che va riprodotto rispetto alla vicenda palermitana: un fronte che si estenda dalla sinistra verde e ambientalista ai centristi di Alfano e D’Alia”.

Per il resto, non si parli più di Orlando come “simbolo”, rumoreggiano diversi Dem. Che non hanno probabilmente gradito il protagonismo del sindaco, ma non solo il suo. Alcuni influenti esponenti Pd ad esempio sono assai infastiditi dal ruolo di Totò Cardinale, così come di quello dei renziani a cominciare da Davide Faraone. E a sostenere l’iniziativa di Panepinto saranno in tanti, compresi i deputati regionali Mario Alloro (che rappresenta l’area che fa capo a Mirello Crisafulli), Giuseppe Arancio (riferimento dell’area dell’ex presidente della commissione regionale Antimafia, Lillo Speziale), Pino Apprendi (che ha sostenuto la corsa di Roberto Emiliano alla segreteria nazionale), e ancora i Dem di estrazione più classicamente “di sinistra” come Pippo Digiacomo, Filippo Panarello e Concetta Raia.

Ad aprire i lavori sarà il deputato nazionale Tonino Moscatt, ma la vera “novità” sarà un’altra. “Bisogna ripartire – dice Panepinto – dai nostri amministratori locali: sono loro a rappresentare il radicamento del partito nell’Isola. E sono quelli che, al contrario ad esempio dei sindaci Cinquestelle, sono in grado davvero di risolvere i problemi”. E all’evento interverranno infatti il sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo e la sindaca di Misilmeri Rosalia Stadarelli.

Un ritorno ai territori, quindi. Mentre al momento sembra lontanissima l’ipotesi-primarie. Si attende, infatti, ancora il sì di Piero Grasso: “Ma se non dovesse arrivare – prosegue Panepinto – il Pd ha comunque al proprio interno uomini e donne in grado di assumersi questa responsabilità. A patto che si scelga un nome in grado di unire la coalizione, di non creare divisioni”. E sullo sfondo, l’esperienza al fianco di Rosario Crocetta, il governatore che sembra pronto a chiedere le primarie. “Credo sia stucchevole e inutile – dice il deputato Pd – il discorso sulla discontinuità e sulla continuità col governo Crocetta. Adesso bisogna guardare avanti, restituendo la politica ai politici e parlando con le realtà locali: il programma in vista delle Regionali – prosegue Panepinto – deve essere il frutto di nove tavoli, uno per Provincia, e dovrà passare da una cabina di regia costituita da tutti i leader dei partiti della coalizione”. Siamo già oltre il “modello Orlando”.


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