Gentile e lo scandalo Ciapi | Condanna da 340 mila euro - Live Sicilia

Gentile e lo scandalo Ciapi | Condanna da 340 mila euro

Luigi Gentile

L'ex assessore regionale era stato assolto nel processo penale.

CORTE DEI CONTI
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PALERMO – Assolto nel processo penale, ma condannato in quello contabile. L’ex assessore regionale Luigi Gentile deve pagare 340 mila euro per il danno erariale provocato alle casse della Regione. La sentenza è della Corte dei Conti presieduta da Giuseppe Cernigliaro.

Gentile nell’ottobre scorso è stato uno dei pochi assolti nel processo nato dallo scandalo giudiziario che travolse il Ciapi di Palermo. Tra gli imputati, anche il manager della pubblicità Faustino Giacchetto. L’ex assessore all’Istruzione e formazione e formazione professionale fu scagionato nel merito per un’ipotesi di reato e per prescrizione per un’altra. Secondo l’accusa, il politico avrebbe ricevuto da Giacchetto, tramite delle società da lui controllate, alcune “utilità” tra cui il rimborso di alcune spese elettorali.

Gentile, nel corso del suo interrogatorio, produsse dei documenti per dimostrare che si era dimesso dal Comitato tecnico scientifico del progetto Co.Or.Ap già nel febbraio del 2008. Da qui l’assoluzione nel processo penale.

Nel frattempo sono fioccate condanne definite per un danno erariale da 15 milioni di euro, tanto quanto era costato il progetto considerato “costoso” e “inutile”. L’unico non condannato era stato Gentile: per lui la vicenda era stata dichiarata prescritta, ma dopo l’appello della Procura regionale della Corte dei Conti, è stata dichiarata “l’infondatezza dell’eccezione di prescrizione”.

Gentile si è difeso sostenendo “che il Comitato di cui era componente aveva funzioni consultive e come tali marginali; il potere gestionale, infatti, era stato esercitato dal Consiglio di amministrazione del Ciapi, al quale andava, pertanto, imputata la responsabilità di eventuali illegittimità”. Di avviso opposto il collegio che lo ha condannato. La sentenza non è definitiva, visto che può essere appellata.

 


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