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PALERMO

Quella mano di vernice di troppo
Rapinatori traditi dallo "Zip"


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ll Palazzo di giustizia di Palermo

Sono stati condannati a cinque anni ciascuno di carcere.

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PALERMO - Le mani di vernice, passata e ripassata sulla carrozzeria, non hanno impedito di individuare il ciclomotore, un Piaggio Zip, utilizzato per cinque rapine, di cui una tentata, messe a segno tra il 18 e il 28 agosto 2016.

Dal ciclomotore, e non solo, i poliziotti sono risaliti a Tommaso Riella, 19 anni, e Alessio Mattarelli, di 24.Entrambi sono stati condannati a 5 anni di carcere dal giudice per l'udienza preliminare Ermelinda Marfia. Nelle motivazioni della sentenza, che ha riconosciuto il diriitto al risarcimento per il commerciante - uno solo su cinque vittime - che si era costituito parte civile con l'assistenza dell'avvocato Luca Insalaco, il giudice ripercorre i colpi avvenuti in viale Michelangelo, viale piazza Armerina, via Casella, via Beato Angelico e via Mogadiscio.

A finire nel mirino erano stati titolari di farmacie, supermercati e pompe di benzina. Il modus operandi era ripetitivo. Un malvivente attendeva in sella allo scooter e l'altro faceva irruzione nei locali armato di un grosso coltello. I "falchi" della squadra mobile analizzarono le immagini delle telecamere e concentrarono i sospetti sui due giovani pregiudicati del rione Borgo Nuovo. Durante le perquisizioni nelle loro abitazioni trovarono i caschi e l'abbigliamento indossati durante gli assalti. E pure la sella dello Zip: le immagini delle telecamere di sicurezza, infatti, avevano immortalato il momento in cui i rapinatori, nella foga dell'azione, recuperarono la sella che si era staccata dal ciclomotore.