No all'alternanza scuola lavoro | La scuola si ferma per un giorno - Live Sicilia

No all’alternanza scuola lavoro | La scuola si ferma per un giorno

Gli striscioni degli studenti contro l'alternanza scuola lavoro

Venerdì 10 novembre lo sciopero nazionale.

PALERMO – “Sciopero della scuola. No Alternanza!”. Domani si blocca la scuola in tutta Italia e Palermo si è svegliata stamattina con decine di striscioni, che annunciano lo sciopero nazionale dei sindacati di base al quale prenderanno parte gli studenti delle scuole superiori e dell’Università e i lavoratori precari del settore. Si tratta del terzo sciopero dell’anno, che segue quelli del sei e del 13 ottobre. Sul tavolo degli imputati c’è la legge 107, la cosiddetta “Buona scuola”. Le richieste avanzate dagli studenti sono sempre le stesse: la riduzione del costo dei libri di testo e agevolazioni per i trasporti. Ma anche strutture scolastiche più sicure e, su tutto, un progetto “serio” di alternanza scuola lavoro.

L’appuntamento è previsto per domani mattina alle nove a piazza Croci, da lì partirà il corteo che si snoderà attraverso le strade della città e si concluderà a via Cavour, davanti la Prefettura. “Invitiamo tutti gli studenti medi, universitari e lavoratori precari a mobilitarsi nuovamente contro le politiche economiche e sociali del governo Gentiloni e contro la legge 107 della buona scuola”, si legge nel comunicato dei rappresentanti degli studenti. “Ormai – spiega Luisa, del Coordinamento Studenti Medi Palermo – da troppo tempo le riforme portate avanti dal PD non fanno altro che peggiorare le condizioni di noi studenti e dei lavoratori del mondo della scuola.”

“Domani – aggiunge Mattia, anche lui del Coordinamento Studenti Medi Palermo – scendiamo in piazza tutti, contro l’Alternanza scuola-lavoro, contro il caro libri e il caro trasporti e contro tutte le politiche predatorie portate avanti a scapito nostro. Assistiamo, anno dopo anno, a un aumento drastico dei tassi di disoccupazione giovanile, dispersione scolastica, emigrazione giovanile aggravata dal mancato finanziamento della scuola pubblica. Contro questo Stato che ci affama e ci educa al disciplinamento e al timore della ribellione, scendiamo tutti in Piazza domani! Alziamo la testa per il diritto allo studio, al salario, al reddito, alla pensione, alla salute, alla casa”.


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