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Sbloccati due milioni e mezzo
per pagare le borse di studio


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L'annuncio di rettorato ed Ersu.

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PALERMO - Buone notizie per gli studenti universitari. L’Università di Palermo, con il rettore Fabrizio Micari, e l’Ersu Palermo attraverso il commissario Roberto Rizzo, stamattina hanno congiuntamente comunicato che l’Ateneo palermitano sta provvedendo al versamento di una parte delle entrate riscosse mediante il pagamento, da parte degli studenti, della tassa regionale per il diritto allo studio.
Due milioni e mezzo di euro che saranno destinati al pagamento delle borse di studio.

Soddisfazione è espressa da entrambi. Da una parte il rettore sottolinea: “Rispetto allo scorso anno abbiamo voluto incrementare l’importo di ben un milione e mezzo con l’obiettivo di migliorare in maniera significativa i servizi erogati. Auspichiamo che il Ministero e la Regione assumano, come noi, un forte impegno per sostenere gli studenti e le loro famiglie”. Dall’altra il commissario dell’Ersu Palermo, ringraziando l’Università per l’ulteriore sforzo compiuto, evidenzia come il corretto funzionamento dell’ente dipenda da cause esterne, auspicando “che il Miur possa assumere un maggiore impegno per affrontare e risolvere le difficoltà finanziarie presenti per il pagamento di tutte le borse di studio degli studenti universitari risultati idonei”.

I benefici (esclusi quelli particolari, come per i portatori di handicap, e quelli straordinari) erogati nel giro di tre anni sono stati quasi dimezzati. Infatti, se nell’anno accademico 2014/2015 furono 4746, in quello successivo furono 2675. Mentre nell’anno accademico 2016/2017 sono stati 2893.

Questa variabilità dei benefici erogati ha parecchie cause. Anzitutto, la tassa regionale per il diritto allo studio versata dagli studenti, che come visto l’Università eroga all’ente a tranche, dipende d’altronde da quando gli studenti pagano la retta e dal loro numero. Altra fonte di finanziamento poi sono i fondi che il MIUR attribuisce a ciascun ERSU per la sua performance. Il FIS, così si chiama il fondo ministeriale, però negli anni è stato negli anni tagliato facendo venir meno parte dei finanziamenti per le borse. La Regione, infine, non contribuisce affatto al pagamento delle borse poiché i fondi - fra l’altro anch’essi dimezzati - da essa stanziati sono destinati per il funzionamento degli enti e delle sue strutture. Questo a fronte di un monte di idonei e vincitori decisamente più alto. Nel 2014 i vincitori furono 4803 e gli idonei 2693. Nel 2015 i vincitori del bando sono stati 2676 e gli idonei 3196. E infine nel 2016 i vincitori registratisi sono stati 3805 e gli idonei 3545.

Il motivo per cui le istituzioni annunciano un atto dovuto quale questo, è presto detto: si avvicina il pagamento delle borse.

La tassa regionale per il diritto allo studio, prima fonte per il pagamento delle borse di studio infatti, viene versata alle Università all’atto delle immatricolazioni e successivamente – dopo qualche mese dall’inizio delle lezioni – viene riversata agli enti per il diritto allo studio universitario che entro la data di chiusura della cassa regionale (solitamente nella prima decade di dicembre) emettono i titoli di pagamento delle borse di studio.