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Il retroscena

Vertice del centrodestra a Scillato
Tutti i duelli per entrare in giunta


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I leader siciliani della coalizione a confronto sulla composizione del governo. Ma anche sui tempi.


PALERMO - Un vertice per sciogliere gli ultimi nodi. Per dare una risposta ai dubbi tutti interni ai partiti per l'ingresso in giunta. E magari, per prendere un po' di tempo prima del varo del nuovo esecutivo. I leader del centrodestra siciliano oggi si incontrano a
Scillato, paesino del Parco delle Madonie. Sono le ore decisive per la nascita dell primo governo Musumeci. E l'impressione è che i giochi si siano complicati. Più passano le ore, infatti, più le certezze sembrano cedere, un po' in tutti gli schieramenti.

Paradossalmente, oggi sembra trovarsi più avanti di tutti Forza Italia, il partito guidato in Sicilia da Gianfranco Micciché e a causa del quale sembrava si dovesse attendere ancora un po'. In realtà sono ormai certi gli ingressi in giunta di Gaetano Armao, Paolo Inglese e Marco Falcone, mentre assai probabile è quello di Bernadette Grasso. Resta da riempire una casella. E qui c'è una volata tra le province di Trapani e Siracusa. Nel primo caso, nonostante qualche resistenza interna, il primo nome resta quello di Giuseppe Guaiana, sponsorizzato da Tonino D'Alì. A Siracusa, invece, sono fortissime le tensioni su una eventuale nomina di Edy Bandiera, soprattutto da parte dell'area che fa capo ai Cannata (Luca è sindaco di Avola, la sorella è stata la più votata di Forza Italia alle Regionali nel collegio aretuseo). E così, se l'assessore arriverà da lì, potrebbe essere un tecnico, da scegliere nelle prossime ore.

Sono cadute una dopo l'altra, nelle ultime ore, le certezze all'interno dell'Udc. Da giorni i giochi sembravano fatti, e invece sembra essere saltato tutto. I nomi di Mimmo Turano e Margherita La Rocca Ruvolo, dati per certi fino a poche ore fa, sono quasi fuori gioco. Sarebbe intervenuto direttamente il segretario nazionale Lorenzo Cesa in questo senso. E così, adesso i centristi sono a caccia dei due nomi da inserire che dovrebbero rispettare un principio geografico: uno in rappresentanza della Sicilia occidentale, uno di quella orientale. In quest'ultimo caso, nelle ultime ore sono salite prepotentemente le quotazioni del messinese Rosario Sidoti, ma appena ha iniziato a circolare il nome, non sono mancati i mugugni, anche interni all'Udc stesso. Un altro nome del Messinese è quello del presidente di Sicilia Vera, Pippo Lombardo. Ma la scelta potrebbe cadere anche su Siracusa. Per la Sicilia occidentale, invece, in giunta potrebbe andare un nome individuato dall'area che fa capo all'ex assessore Ester Bonafede.

Anche tra i Popolari e autonomisti la partita sembrava chiusa con la scelta di Roberto Lagalla (assessore designato da Musumeci) e di Toto Cordaro. Ma anche in questo caso, qualche certezza è venuta meno in seguito al pressing di Raffaele Lombardo che rappresenta, insieme al leader di Cantiere popolare Saverio Romano, uno dei due pilastri di una lista che ha ottenuto oltre il 7 per cento alle ultime regionali. L'ex presidente della Regione spinge ancora per l'inserimento in giunta di Mariella Ippolito, presidente dell'ordine dei farmacisti di Caltanissetta. Nell'accordo complessivo della lista doveva entrare anche la vicepresidenza all'Ars di Roberto Di Mauro. Ma potrebbe non bastare. Agli uomini di Lombardo non convince il fatto che i due assessori siano entrambi riferibili al Cantiere popolare e che siano entrambi palermitani.

Insomma, oggi si chiarirà anche questo. E forse nel corso della riunione arriverà anche un documento sottoscritto da una parte degli uomini di Fratelli d'Italia che non sarebbero entusiasti della scelta di Sandro Pappalardo e spingerebbero per Giampiero Cannella. E poi c'è un problema Lega: gli uomini di Salvini reclamano per loro il posto in giunta: la vicenda sarebbe arrivata ai più alti livelli nazionali e anche di questo oggi si è parlato al vertice di maggioranza. Insomma, quando tutto sembrava fatto, tutto è da rifare.