Il difensore di Gugliemino: |"La provenienza è lecita" - Live Sicilia

Il difensore di Gugliemino: |”La provenienza è lecita”

L'avvocato Salvo Cannata ha inviato una nota di replica.

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CATANIA – “Nessun sigillo”. L’avvocato Salvo Cannata, difensore di Michele Guglielmino ha inviato una nota dove replica punto per punto alle accuse mosse dagli inquirenti e che hanno portato al provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale Misure di Prevenzione. “La GM Supermercati srl continua e continuerà ad esercitare la propria attività di grande distribuzione alimentare, attraverso i suoi punti vendita, come ha sempre fatto”, scrive ancora il difensore. Cannata inoltre precisa: “La misura di prevenzione in oggetto è stata disposta dal Tribunale di Catania già lo scorso 5 gennaio. La stessa clientela potrà, pertanto, confermare come i supermercati GM siano perfettamente operanti ed aperti alla clientela, more solito”.

“Quanto alla “ritenuta” vicinanza del sig. Guglielmino al clan mafioso Cappello, è doveroso rappresentare che, benché sia stato imputato – dice Cannata –  di essere stato un partecipe dell’associazione nel 2003, lo stesso è stato assolto con formula piena da tale accusa siano in I che in II grado di giudizio.  Quanto ad altri “contatti” avuti dal sig. Guglielmino con la giustizia penale, va invece chiarito come questi riporti unicamente due precedenti penali per fatti commessi nel 2004, per i quali è già stata interamente e proficuamente scontata condanna”.

“Naturale a questo punto – spiega nella lunga nota il difensore dell’imprenditore – per i non addetti ai lavori, domandarsi come mai, se è vero che il sig. Guglielmino non è un delinquente incallito né tantomeno persona orbitante in contesti criminali, sia stato destinatario di un provvedimento di sequestro giudiziario. E’ la legge a prevederlo. Il sequestro che ha colpito i supermercati GM è disciplinato dal codice antimafia (D.lgs. 159/2001), la cui denominazione è invero impropria, trattandosi di un testo di Legge che disciplina le misure di prevenzione patrimoniali e personali, applicabili tuttavia non solo ai soggetti imputati o condannati per il reato di cui all’art. 416 bis c.p., ma a tutti i soggetti che si sospetta vivano, anche in parte, di proventi delittuosi. Dalla lettura del testo di Legge – aggiunge – appena citato è infatti facilmente evincibile come la legge preveda l’irrogazione del sequestro sulla base di un mero sospetto, chiamando l’interessato e la sua difesa a fornire tutte le chiarificazioni occorrenti solo successivamente, nel corso del procedimento”.

“Nessuna provenienza illecita”, specifica l’avvocato Salvo Cannata.  “Questa difesa – scrive il legale – procederà a dimostrare come i beni oggetto del presente sequestro siano di provenienza assolutamente lecita, essendo già venuta in possesso di dati documentali importanti, che – per la natura del procedimento instaurato – non sono stati richiesti direttamente all’interessato, ma che avrebbero fatto venire meno i presupposti dell’odierno sequestro, che sostanzialmente si fonda sulla sospetta provenienza dei fondi utilizzati per l’avvio del primo punto vendita G.M”.

Cannata inoltre spiega che “a fronte di una dichiarazione dei redditi del sig. Guglielmino non sufficiente, all’epoca, a supportare tale investimento economico, lo stesso ed i suoi famigliari hanno infatti avuto accesso ai tradizionali canali di credito assolutamente leciti, sottoscrivendo rapporti finanziari con diversi istituti creditizi. Difetterebbe, dunque, l’elemento principale di sospetto, vertente – lo si ripete – sulla capacità economica del sig. Guglielmino e famiglia di avvio della propria attività imprenditoriale, proprio per la sussistenza dei predetti rapporti di finanziamento richiesti ed ottenuti regolarmente; rapporti creditizi fin’oggi sconosciuti tanto alla Questura che al Tribunale decidente”.

“Sempre fiduciosi nell’operato delle Forze dell’ordine e della Magistratura italiana, si attende pertanto – conclude Salvo Cannata –  l’udienza fissata innanzi al Tribunale delle Misure di Prevenzione di Catania, onde poter fare chiarezza sulla vicenda qui delineata nella dovuta sede giudiziaria”.

 

 


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