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Il corsivo

Senza assessore da 4 settimane
La strana "emergenza" dei rifiuti


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Si aspetta Pierobon, che ha chiesto tempo per accettare. Ma non eravamo con l'acqua alla gola?

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In un vecchio e assai godibile film sul tema del tempo, il buon Luciano De Crescenzo, spiegava ai suoi discepoli una tematica cara al Padre della Chiesa di Tagaste: “Il passato non è più, il futuro non è ancora, il presente, come separazione tra due cose che non esistono, come fa a esistere?”. Ma né lo scrittore napoletano né Sant'Agostino conoscevano le vicende dei siculi rifiuti. E dalla poltrona che a quella montagna di caos e disastri deve sovrintendere, quella dell'assessore regionale al ramo. Perché se Figuccia non è più, Pierobon non è ancora, si appreso finalmente oggi quando Nello Musumeci si è fermato a conversare con i giornalisti all'Ars prima della seduta d'Aula sul tema. Che la nomina del nuovo assessore non fosse stata firmata lo sapevamo, quel che abbiamo scoperto è che l'assessore designato, il veneto con trascorsi campani, s'è preso due settimane per decidere se accettare o meno. E il tempo se ne va, cantava un altro arguto napoletano. Dalle dimissioni di Figuccia sono passati ventisette giorni, quattro settimane dopo l'assessore ai Rifiuti ancora non c'è. O meglio, c'è, si chiama Nello Musumeci, che ha l'interim, e si sta impegnando sul dossier. Che richiederebbe però un impegno totale, che per definizione il presidente della Regione non può garantire nell'esercizio delle sue complesse e ben più vaste funzioni. Intanto la parola emergenza continua a rimbombare nel Palazzo. E l'eco mette fretta a una regione intera. Solo una cosa sembra poter attendere: la poltrona che aspetta da un mese chi dovrà tentare di risolvere il caos, sospesa nello sfuggente presente tra il passato che non è più e il futuro che non è ancora.