"Gli affari sporchi di Bacchi"| Scarcerato il bancario Rappa - Live Sicilia

“Gli affari sporchi di Bacchi”| Scarcerato il bancario Rappa

Giampiero Rappa

Decisione del Riesame. Secondo l'accusa, era un professionista a disposizione del re delle scommesse

PALERMO – Scarcerato Giampiero Rappa, il bancario arrestato nel blitz che ha portato in carcere, tra gli altri, il re delle scommesse Benedetto Bacchi. Non si conoscono ancora le motivazioni con cui il Tribunale del Riesame ha accolto i ricorsi degli avvocati Claudio Gallina Montana e Massimo Guagliardo. Secondo l’accusa, l’ex bancario, dipendente del San Paolo, sarebbe stato uno dei professionisti a disposizione di Bacchi, contribuendo alla sua ascesa imprenditoriale in combutta con la mafia.

“Gli impegni finanziari e gli investimenti nel settore immobiliare sono stati sopportati ed orientati, sotto il profilo tecnico – scriveva il giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza di custodia cautelare – ed al fine di renderli occulti al fisco da professionisti, un bancario, un commercialista, un architetto e diversi prestanome che hanno stabilmente prestato a Bacchi i loro contributi fiduciari”.

Rappa, palermitano di 49 anni, faceva il doppio lavoro: bancario ad Alcamo e agente di “B2875”, il marchio di scommesse on line di Bacchi. Sarebbe stato l’uomo delle operazioni finanziarie. Grazie alle sue competenze i soldi incassati nelle agenzie finivano a Malta e poi rientravano in Italia, dove attraverso una società immobiliare sarebbero stati ripuliti, investendoli nell’acquisto di terreni e nella costruzione di palazzi e supermercati.

Ora, però, a distanza di venti giorni dal blitz, arriva la scarcerazione. I suoi legali nel ricorso avevano puntato sulla mancanza dei gravi indizi di colpevolezza. E scarcerati pure i fratelli Marco e Vincenzo Corso, cugini di Bacchi, difesi dall’avvocato Francesca Russo, sia per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza per l’ipotesi di associazione, sia sotto il profilo delle esigenze cautelari.

Scarcerati anche Marco Cannatella e Antonio Grigoli, difesi dagli avvocati Antonio Maltese e Antonio Ingroia.


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