I "ribelli" affossano la maggioranza | No al ddl Genovese e Ars ferma - Live Sicilia

I “ribelli” affossano la maggioranza | No al ddl Genovese e Ars ferma

Caronia, Cannata, Calderone e Gallo lasciano l'aula al momento del voto. Milazzo convoca il gruppo.

LE TENSIONI IN FORZA ITALIA
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PALERMO – Si sono alzati e hanno abbandonato l’Aula. Così, Marianna Caronia, Rosanna Cannata, Tommaso Calderone e Riccardo Gallo hanno affossato la maggioranza all’Ars, lasciando che la proposta del capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Milazzo, venisse bocciata. Al centro della discussione il disegno di legge firmato Luigi Genovese sul terzo mandato per i sindaci dei comuni fino a tremila abitanti. Il giovane deputato regionale aveva manifestato con una lunga nota, qualche giorno fa, alcuni segni di malcontento per la situazione interna del partito, ma non era presente ieri alla riunione dei “ribelli” a Caltanissetta.

Ddl che era già stato bocciato una volta in Commissione e che oggi è stato “riesumato” in base a un articolo del regolamento interno dell’Ars che disciplina il “non passaggio agli articoli”. Ovvero: i deputati avevano la possibilità di rimandare il testo in commissione per una nuova analisi, una seconda chance diciamo così, oppure mettere un punto definitivamente al percorso del testo. E così è stato: contro il ritorno in commissione hanno votato 27 deputati, 17 i voti a favore. A chiamare l’aula a esprimersi, richiamandosi al regolamento parlamentare, è stata la capigruppo riunita prima dell’inizio della seduta. 

Il voto dunque conferma le difficoltà della maggioranza. A favore del ritorno in commissione della norma si è espresso il capogruppo di Fi, Giuseppe Milazzo, mentre per l’opposizione si era detto contrario Antonello Cracolici (Pd), che ha parlato di “forzatura politica”.

Immediata, dopo il rinvio della seduta a domani, mercoledì 14 marzo, la convocazione di una riunione di gruppo nelle stanze del partito di Gianfranco Micciché, coordinatore regionale del partito e presidente dell’Ars, ma oggi assente a Palazzo dei Normanni. Durante la riunione, Milazzo ha affrontato i “ribelli” spiegando che lui non è responsabile del partito, ma soltanto del gruppo parlamentare e che quindi ben poco può fare per il malessere che stanno manifestando nei confronti della linea politica di Forza Italia. La questione infatti rimane aperta: fino a quando non ci sarà un confronto con Micciché, che possa incidere anche politicamente sulla direzione presa dal partito, le posizioni non cambieranno.

Intanto, al Parlamento regionale ancora non c’è traccia dei documenti contabili, con l’esercizio provvisorio in scadenza il 31 marzo. La commissione Bilancio dell’Ars, presieduta da Riccardo Savona, ha approvato il ddl con le norme stralcio del provvisorio. Il testo potrebbe arrivare in aula nei prossimi giorni. Via libera in commissione anche alla risoluzione sulle partecipate.

Prima dell’inizio della seduta di oggi, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha convocato un vertice di maggioranza con i capigruppo dei partiti che lo sostengono. La decisione presa è stata quella di procedere con le riforme, alcune saranno contenute nella legge di stabilità che, assieme al bilancio, il governo, dopo l’approvazione in giunta, potrebbe trasmettere all’inizio della prossima settimana. “Non appena i documenti contabili e finanziari arriveranno in commissione Bilancio li trasmetteremo a quelle di merito per l’esame e cercheremo di accelerare sui tempi”, assicura il presidente della Bilancio, Riccardo Savona, presente al vertice di Palazzo d’Orleans. I tempi stretti, l’esercizio provvisorio scade il 31 marzo, non scongiurano una proroga di un altro. “Deciderà il governo, intanto lavoriamo”, aggiunge Savona.

“Ancora oggi non abbiamo avuto traccia dei documenti contabili tantomeno della giunta di Governo. Musumeci venga in aula a riferire sulla consistenza della sua maggioranza. I numeri non sono dalla sua parte, né da un punto di vista contabile, tantomeno da quello politico”. A dichiararlo è la capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Valentina Zafarana a margine della riunione dei capigruppo nella quale non sono stati sottoposti i documenti contabili o ancora il documento di programmazione economica e finanziaria. “I tempi sono strettissimi – dice Valentina Zafarana – anzi possiamo già dire che il Governo è già oltre tempo massimo se si volesse operare per superare l’ormai cronico esercizio provvisorio. Il Parlamento siciliano non è quindi messo nelle condizioni di legiferare e dare risposte ai siciliani. Il presidente Musumeci – conclude Zafarana – venga a riferire in aula sulla tenuta della sua maggioranza”.

Su quanto avvenuto in aula interviene anche Vincenzo Figuccia: “Oggi abbiamo rispedito al mittente la norma sul terzo mandato dei sindaci – dice -. Non si possono creare feudi nei comuni consentendo che reucci si facciano detentori di potentati, capaci di gestire servizi essenziali, appalti e strutture come se fossero proprietà privata”.


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