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LA CURIOSITA'

Junsuke, principe pianista
Un giapponese tra i Borbone


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In questi giorni a Palermo, racconta la sua improbabile storia di "nobile per caso".

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La storia di un principe non potrebbe certamente cominciare senza il “C'era una volta” di rito. E come una favola che si rispetti narra le vicende di un'ascesa verso l'apice del lieto fine. Il problema è che si tratta della storia di un giapponese poverissimo, pianista autodidatta, che per un puro caso eredita il titolo di “Principe Maestro Borbone di Sicilia”, un titolo, però, che in Italia non ha più nessun valore. E' la storia di Junsuke, che abbandonato il suo cognome giapponese, ormai è noto ai più proprio come Junsuke Borbone.

L'ascesa ce la racconta “Sua altezza” in persona seduto in quella che per questa settimana sarà la sua residenza, Palazzo Pantelleria nel cuore di Palermo. Il “Principe Maestro” per la prima volta arriva nel “suo” regno, la Sicilia, in veste ufficiale per ricevere una delegazione giapponese in visita in Italia. Con la sua fondazione, la “New royal diplomacy”, farà da train d'union fra la delegazione e quello che rimane di alcune casate italiane nel corso di un banchetto che si terrà stasera proprio nella sua splendida e momentanea residenza.

Classe 1993, altissimo, mani sottili e delicate, Junsuke mentre narra le sue gesta con un inglese quasi incomprensibile, non parla una sola parola d'italiano, gesticola delicatamente come solo i giapponesi sanno fare. Raccontando la sua storia mostra foto e video a supporto come fosse una presentazione in Power Point. I suoi modi non hanno abbandonato l'oriente, ma si vede che va molto fiero dei suoi abiti, dei paramenti, bandiere, spille e stemmi che riportano il simbolo della “sua” casata. I giapponesi hanno una vera e propria adorazione per la vecchia Europa, con le sue storie e i suoi nobili altezzosi e Junsuke sembra non essere immune al fascino di questo vortice nobiliare.

Ma facciamo un passo indietro, come fa un giapponese squattrinato a diventare “Principe Maestro Borbone di Sicilia”? In base a quella che lui stesso ha definito la “short version”, come se avesse fatto il riassunto di un copione che è costretto a ripetere troppo spesso, Junsuke ha sempre amato suonare il pianoforte, si esercitava e sperimentava, ma a causa della sua povertà non ha mai avuto la possibilità di studiare seriamente. Venuto a conoscenza di un concorso per pianisti che si teneva a Ragusa Ibla (!), lavorando sodo, è riuscito a comprare un biglietto e ad atterrare in Sicilia in tempo per esibirsi. La personalissima versione di una sonata di Čajkovskij ha letteralmente stregato la Gran Duchessa Tarja Vittoria Borbone d'Italia (reggente di un ramo della famiglia, quello che non si è mai fatto un selfie con Donald Trump, per intenderci) presente al momento della performance del pianista del Sol levante. Da quel momento non si sono più separati e per la prima volta “un uomo comune ha ricevuto un titolo nobiliare senza avere sangue blu nelle vene - racconta Junsuke con espressione fiera”.

L'inizio della storia desta già qualche sospetto e per l'uomo italiano medio, cresciuto in una Repubblica e assolutamente non abituato ai colpi di fortuna (chiamiamoli così), la storia di Junsuke pare proprio una bufala, ma il meglio deve ancora venire.

Sempre in base alla “short version” della sua biografia, ormai al seguito della Gran Duchessa, proprio grazie al suo Čajkovskij (visto che parliamo di una favola, non poteva non entrare in scena la magia) è riuscito a mettere pace fra i Borbone e la famiglia imperiale Volkov di Russia, in rotta ormai addirittura dalla fine della prima guerra mondiale. La sua musica “addolcì talmente il cuore del capo famiglia russo Sergey Nikolaevich Volkov – racconta - che piangendo decise di tornare a stringere i rapporti con i Borboni” (sempre quelli mai ricevuti a Miami dal Presidente degli Stati Uniti).

Viste le capacità “rilassanti” di Junsuke e visto che nessuno dei tre figli della Gran Duchessa aveva intenzione di andare in giro per il mondo al seguito della madre per stringere nuovi rapporti diplomatici e dare nuova vita al ramo poco noto dei Borbone, a Tarjia Vittoria non è rimasto che Junsuke, dispostissimo invece a lavorare sodo per il buon nome della famiglia. Così nasce la fondazione “New Royal diplomacy” che ha lo scopo di portare in giro per il mondo “pace, serenità e il brand Borbone”.

Pace, “peace”, è la parola che da questo punto della storia in poi verrà ripetuta come un mantra cercando di spiegare cosa fa effettivamente questa “New Royal diplomacy”. La cosa certa è che si sostenta grazie a generose donazioni soprattutto da parte dei Borboni e di famiglie russe facoltose e che anche il governo giapponese ultimamente ha dato il suo contributo.

Oggi Junsuke porta la pace nel mondo e fra le famiglie nobili con un nuovo compagno di avventure, il russo Principe Anatolii Vittorio Borbone (anche a lui è stato donato il titolo, che a quanto pare non si nega a nessuno), la cui storia però è rimasta avvolta nel mistero visto che il giovane nobile è stato sempre in silenzio nel corso dell'intervista durata quasi due ore. Di certo ci sarebbe che Junsuke non poteva restare solo come portavoce dell'Italia (!) per la sua Fondazione: dopo il secondo ictus la Gran Duchessa non ha preso più parte agli incontri della “New royal diplomacy” che ha contribuito a creare e visto che i suoi figli, da bravi e veri nobili, non sopportavano lo stress degli incontri diplomatici, Tarja Vittoria ha pensato bene di nominare un altro principe Borbone e metterlo al fianco del gentilissimo e appassionato Junsuke.

Insomma, vera o no che sia la storia del “Principe Maestro”, documentata con minuzia sul sito Junsukeborbone.com e sul suo account Instagram, certo è il banchetto organizzato per stasera. La lista degli invitati è pronta: pare interverranno alcuni membri dell'aristocrazia palermitana, francese, svizzera e italiana e alcuni professionisti della cultura e dell'arte tra cui curatori e artisti. Tra questi Roberto Bordonaro e la moglie Coralie Hardouin di Belmonte, Chiara Donà dalle Rose e Francesco Donà dalle Rose e l'ormai ex assessore Vittorio Sgarbi.