Live Sicilia

IL GOVERNO NEUTRALE

I dubbi di Berlusconi
E se lascia Salvini?


elezioni, governo, neutrale, tregua, quirinale, consultazioni, pd, mattarella, salvini, berlusconi, dimaio, lega, movimento,

Il leader di Forza Italia sembra valutare l’appoggio al governo neutrale.

VOTA
0/5
0 voti

Silvio Berlusconi starebbe valutando un’apertura alla proposta del presidente Mattarella, portando un soccorso parlamentare all'esecutivo neutrale, in fase di definizione durante queste ore. Il leader di Fi non si è mai detto propenso a tornare alle urne in tempi brevi. Già nelle prime consultazioni, nel gioco di veti fra azzurri e Movimento 5 stelle, aveva proposto un governo di “alto profilo”. Al secondo giro di colloqui con Mattarella, aveva invece spinto affinché si lasciasse fare un tentativo parlamentare al centrodestra (guidato da Salvini, ovviamente).

È un Berlusconi inedito quello che si affaccia silente sulla scena politica di oggi. L'ex Cav sembra essersi ritrovato all'angolo del “gioco” per la formazione del governo, come mai era successo negli anni scorsi. Soltanto qualche giorno fa, uscendo dal Quirinale, l’ex premier era riuscito a strappare la scena a Matteo Salvini, impegnato nella sua prima uscita da capo del centrodestra unito.

Un silenzio che – secondo molti osservatori – lascerebbe pensare ad un momento di riflessione sulla strategia da tenere in vista della nomina del nuovo esecutivo “di tregua”. Per gli azzurri, la legislatura avrebbe dovuto trovare per forza uno sbocco. In extremis, Ieri, Berlusconi   aveva fatto intendere che – in caso di voto anticipato – avrebbe preferito le urne in autunno. Inascoltato. Oltre alle chiusure del Movimento 5 stelle e degli alleati Salvini e Meloni, il coro di “no” si è esteso anche allo stato maggiore di Fi. Giovanni Toti, ad esempio, governatore della Liguria, ha dichiarato stamane a Radio1 : “Forza Italia segua la Lega e Fdi, no a governi di tregua”. Una posizione non isolata, specie considerando che molti parlamentari azzurri del nord hanno vinto il proprio seggio uninominale grazie al massiccio risultato della Lega.

Dal canto proprio, il Carroccio tiene aperto il dialogo con il Movimento 5 stelle. I due partiti, in assenza di svolta nelle trattative, starebbero concordando una exit strategy per portare il paese alle urne già nel mese di luglio e restare “dialoganti” anche dopo, nel caso in cui nemmeno le nuove elezioni riuscissero ad esprimere una maggioranza chiara.

Dalle colonne dell’Huffington post parte un appello del capogruppo alla Camera leghista Giancarlo Giorgetti, affinché Forza Italia sia responsabile in questa fase: “Continuiamo a chiedere a Berlusconi un gesto di responsabilità per aiutarci a dare un governo al Paese. Semplicemente è cercare una forma di presenza di Forza Italia che sia compatibile con il governo con il Movimento 5 Stelle”. Sul silenzio del leader azzurro, Giorgetti ha sentenziato: “Se Silvio Berlusconi vota il governo del presidente,  l'alleanza finisce”. Sebbene non sia entusiasmato dall’idea di un voto estivo, l’esponente leghista ha comunque escluso l’ipotesi ventilata dallo stesso capo di Forza Italia di votare in autunno: “Per quanto sia rischioso per l’affluenza votare a metà luglio, non occorre perdere altro tempo e bisogna dare un governo politico al paese”.