Duello tra Santangelo e Tranchida | Liste civiche e minacce di querele - Live Sicilia

Duello tra Santangelo e Tranchida | Liste civiche e minacce di querele

Vincenzo Maurizio Santangelo e Giacomo Tranchida

I dubbi del senatore M5s sulla raccolta firme degli avversari, che replicano: "Falsità diffamanti"

Le Amministrative di Trapani
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TRAPANI – Minacce di querele reciproche, allusioni malcelate tra due fronti che si giocano tutto in una lotteria che vede in palio la poltrona di sindaco. Finisce così la seconda grande polemica della campagna elettorale per il Comune di Trapani. Dopo lo scontro Tranchida-Galluffo sul terreno dell’antimafia, questa volta sono nervi tesi tra l’ex sindaco di Erice e il Movimento cinque stelle. Da un lato il senatore grillino Vincenzo Maurizio Santangelo, dall’altro lo stesso candidato sindaco e i rappresentanti di tre delle otto liste civiche a lui collegate.

La partita si gioca proprio sul terreno delle liste e della corsa alla raccolta delle firme necessarie per la loro partecipazione alle elezioni del 10 giugno. “Con otto liste servono complessivamente quattromila firme e in questi giorni non abbiamo notato file di persone davanti agli studi notarili né davanti all’ufficio del segretario comunale”, era stata la denuncia di Santangelo nel corso della conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco M5s Giuseppe Mazzonello. Una puntualizzazione che non è piaciuta nel quartier generale di Tranchida, con il diretto interessato che ha risposto attraverso Facebook: in un post sulla sua pagina ‘Cambiamenti’ Tranchida ha ringraziato le “diverse migliaia di cittadini trapanesi che stanno sottoscrivendo le liste anche facendo le code” e si è scagliato contro “i signori e padroni di simboli di partito, vecchi o considerati nuovi, ma già vecchi dentro”. Una posizione rafforzata da una nota di Gianvito Mauro, Vincenzo Maltese e Gianrosario Simonte, rappresentanti delle tre liste civiche di diretta espressione dell’ex sindaco di Erice: “Dichiarazioni calunniose e diffamatorie”, è stato l’attacco i tre i quali hanno ricordato che le firme sono state autenticate da un notaio, Saverio Camilleri, il quale a questo punto sarebbe stato “calunniato e diffamato” dalle parole di Santangelo. “Per quanto riguarda il lavoro svolto in questi giorni – ancora Mauro, Maltese e Simonte – si tratta di accuse false e infondate che riteniamo gravissime, che rimandiamo al mittente e che rappresenteremo alla magistratura”.

La contraerea grillina non si è fatta attendere. Una prima una nota del movimento ha ribadito la “legittimità” dei punti interrogativi posti nella conferenza stampa di 24 ore prima, mettendo in guardia i trapanesi sulle norme che regolano la raccolta firme e chiedendo agli altri candidati di rendere noti i nomi delle liste. In un secondo momento è sceso in campo nuovamente Santangelo: “Sono io che valuterò con i miei avvocati se è il caso di presentare una querela nei loro confronti – ha annunciato -. Quella di Tranchida? Una reazione subdolamente scomposta – ha commentato il senatore grillino – che ha l’obiettivo di spostare l’attenzione dal problema. Nessuna polemica nei confronti del notaio Camilleri, sono gli uomini di Tranchida ad averlo esposto pubblicamente con quella nota”. E sulla raccolta firme: “Nessun riferimento a Tranchida nel corso della conferenza stampa, ma non mi si dica che la chiamata di quasi cinquemila trapanesi in queste ore per la presentazione di liste non è un’anomalia del sistema e della politica in questa città”. Dubbi che Santangelo esporrà domani pomeriggio al prefetto Darco Pellos e che accendono la campagna elettorale trapanese a un mese dal voto.


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