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sala delle lapidi

Ponte Corleone, scontro in Aula
Tensione anche nella maggioranza


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Opposizioni contro il sindaco, ma tutti chiedono chiarimenti sulla relazione.

 

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PALERMO - Il Ponte Corleone continua a infiammare gli animi della politica palermitana. La conferenza stampa di ieri del sindaco Orlando, che ha rassicurato sulla stabilità del ponte e minacciato denunce contro chi fa allarmismo, fossero anche esponenti della maggioranza, ha generato il caso a Sala delle Lapidi che stasera si è riunita per le comunicazioni. Giulio Cusumano ha colto l’occasione per lasciare la maggioranza, il capogruppo del Mov139 Sandro Terrani si è sentito punto nel vivo dal primo cittadino, le opposizioni hanno gridato allo scandalo e Giulio Tantillo annunciato che renderà pubblico uno studio del 2009 sul Corleone.

La relazione degli uffici ha detto però che il ponte può rimanere aperto, a patto che si rispettino i limiti al peso dei mezzi pesanti e alla velocità. Ma a far discutere è una relazione della Polizia municipale del 2015, a firma del vicecomandante Luigi Galatioto, tirata in ballo stasera dal capogruppo del M5s Ugo Forello. I vigili tre anni fa avevano infatti certificato l’impossibilità di applicare l’ordinanza del 2004 che prevedeva il limite dei 30 chilometri orari e quello del peso dei tir, che è quindi rimasta lettera morta per 11 anni: impossibile fermare i tir in viale Regione siciliana senza bloccare il traffico. Quell’anno l’ordinanza fu cambiata, vietando il transito ai mezzi con più di 11 tonnellate per asse, anche se non si capisce da dove dovrebbero passare visto che lato mare la situazione è anche peggiore. Ma resta il tema di come controllare il peso dei mezzi, visto che invece per l’alta velocità è possibile ovviare con gli autovelox. “Il sindaco mente – attacca Forello – il ponte ancora oggi vive una situazione di pericolo. Lo attesta la relazione presentata ieri alla stampa, ma anche la relazione del 2015 dei vigili. Il comandante venga immediatamente convocato in Aula: come vengono fatti i controlli per impedire il passaggio dei mezzi troppo pesanti?”. Immediata la replica di Giusto Catania di Sinistra Comune: “L’ordinanza del 2004 è stata revocata, oggi viene tirata in ballo in modo improprio perché la cosa è superata. Ma trovo corretto che l’assessore venga in Aula a chiarire alcuni aspetti della relazione”.

Il consiglio però ha rimproverato al sindaco di aver reso nota la relazione sul ponte alla stampa, prima ancora che all’Aula, e di avere attaccato i consiglieri critici sul punto, con Terrani considerato l'obiettivo dell'invettiva. “Abbiamo chiesto la relazione e ci è stata data poco prima della conferenza stampa – dice Giulio Tantillo di Fi - in piena violazione del regolamento del consiglio che dice che il consigliere deve avere il documento che richiede. E’ un fatto grave, tutti i dirigenti e i capiarea vengano a riferire”. “Non è la prima volta che la commissione Urbanistica chiede formalmente atti che non vengono forniti – rincara la dose il presidente Giovanni Lo Cascio del Pd - Tutti i documenti devono essere forniti in tempi celeri, la commissione lavora nel rispetto delle regole”.

“Tra le prerogative del consigliere c’è il diritto e il dovere, anche se di maggioranza, di portare a conoscenza del consiglio le criticità della città – ha detto Sandro Terrani del Mov139, in aperto scontro col primo cittadino – sono orgoglioso di aver segnalato il problema al quale oggi l’amministrazione pone rimedio, ma nessuno pensi di limitare la mia azione politica”. “Mi autodenuncio per procurato allarme – aggiunge Mimmo Russo del Misto - il ponte Corleone andava chiuso così come altri ponti di questa città, perfino la scala del Palazzo delle Aquile è stata chiusa”.

“I problemi si affrontano e si risolvono dialogando in maniera costruttiva e non minacciando denunce e instaurando il clima del terrore - tuona Fabrizio Ferrandelli - un buon sindaco non denuncia i propri dirigenti e i propri consiglieri, ma cerca di capire la matrice dei problemi e trova il modo per affrontarli e risolverli insieme. Sappia che noi siamo pronti ad alzare barricate, ad esporci in prima persona senza farci intimidire dalle conseguenze. È finito il tempo dell’arroganza e della monarchia assoluta”.