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Aggredita con un'ascia alle Poste
Dipendente ferita a Campofelice


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Un pensionato ha inveito contro l'impiegata. L'allarme sicurezza dei sindacati di categoria.

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CAMPOFELICE DI ROCCELLA - Un pensionato 83enne di Campofelice di Roccella si è recato presso il locale ufficio postale. Dopo aver inveito contro un’impiegata lamentando di esser stato truffato dei propri risparmi, l’ha aggredita con un’ascia lunga 34 cm. di cui 8 di lama. I carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Cefalù supportati da quelli della Stazione di Campofelice di Roccella, allertati da alcuni utenti presenti durante le fasi dell’aggressione, sono entrati nell’ufficio postale fermando l’aggressore. La vittima, una donna classe 1960, impiegata dell’ufficio postale di Campofelice di Roccella, è stata soccorsa e trasportata presso l’ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù. La donna è stata visitata e medicata, riportando una: “ferita lacerocontusa medicata con 15 punti di sutura e 15 giorni di prognosi”. Non si trova in pericolo di vita. L’uomo è stato portato presso il Comando Compagnia dei Carabinieri di Cefalù.

La nota dei sindacati di categoria SLP-CISL, SLC-CGIL, UILPOSTE, FAILP-CISAL, CONFSAL-COM e UGL-COM. "Certi di non correre il rischio di essere ripetitivi, ribadiamo la nostra attenzione sulla tutela della sicurezza sui posti di lavoro, ivi compreso il rischio che deriva ai lavoratori dalle azioni criminali poste in essere negli uffici postali, con connesse ricadute sul personale che vi opera. Ancora una volta registriamo il verificarsi di una violenta aggressione in danno di una collega SCF applicata nell’ufficio di Campofelice di Roccella, rimasta vittima di un esaltato che l’ha colpita con un’ascia procurandole gravi ferite alla testa. Solo grazie al pronto intervento dei clienti e colleghi presenti in ufficio e il tempestivo arrivo dei Carabinieri hanno impedito che l’aggressione si tramutasse in vera e propria tragedia per la malcapitata collega, alla quale non possiamo che esprimere tutta la nostra solidarietà. Da parte nostra non consentiremo che accadano ancora eventi criminosi di tale gravità all’interno degli Uffici Postali. L’Azienda deve garantire protezione e sicurezza al dipendente durante l’espletamento della sua attività lavorativa giornaliera".

"Atteso che rapinatori e malintenzionati non vanno in ferie - continua la nota dei sindacati - resta da capire se l'azienda, aldilà delle solite frasi di circostanza, vuole davvero assicurare un adeguato livello di sicurezza alle strutture produttive ed ai propri dipendenti, nella considerazione che il rischio professionale non fa parte delle prestazioni contrattuali e che, sistematicamente le lavoratrici ed i lavoratori diventano anche, beffardamente, destinatari di provvedimenti patrimoniali e disciplinari, al verificarsi di episodi criminosi negli uffici postali. Non è più possibile tollerare oltre questa totale indifferenza dell’Azienda di fronte ad episodi tanto gravi che mettono in serio pericolo l’incolumità fisica degli operatori postali. Da tempo non perdiamo occasione per evidenziare quanto sia divenuta necessaria l’adozione di misure deterrenti per arginare il fenomeno di rapine e aggressioni al personale. A buona ragione, quindi, possiamo affermare che non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Chi si reca al lavoro pretende di poter operare in serenità e sicurezza, avendo come contropartita una retribuzione per vivere; chi invece viene retribuito per assicurare queste legittime aspettative si attivi a tutti i livelli per realizzarle. Ed è per questi motivi che chiediamo all’Azienda di calendarizzare un urgente incontro al fine di poter dare risposte concrete al bisogno di sicurezza che proviene dalla categoria".