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LO SCIOPERO DELLA FAMe

Faraone, sesto giorno di digiuno
"Sui disabili ritardi inaccettabili"


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Sei giorni di digiuno per il senatore siciliano che critica il governo Musumeci.


PALERMO - E' stanco e non sente più la fame Davide Faraone, il senatore siciliano dem ed ex sottosegretario che mercoledì scorso ha cominciato lo sciopero in segno di protesta contro i ritardi nell'erogazione dei contributi regionali per i disabili gravissimi. “Ormai sono sei giorni che non mangio e dalla Regione ancora arrivano solo deboli segnali, come genitore e politico non posso che continuare a resistere fino a quando questa situazione non verrà risolta definitivamente”. E' determinato Faraone, in base alle ultime notizie sono stati sbloccati i fondi, sono stati distribuiti alle Asp su tutta l'Isola, ma al momento sono stati liquidati solo gli arretrati fino ad aprile. “Si sono accumulati dieci mesi di ritardi, un vuoto che ostacola quotidianamente le famiglie che devono convivere e affrontare difficoltà enormi per vivere, non è tollerabile”.

A portare alla luce il problema l'anno scorso era stato un servizio del programma televisivo “Le Iene” e poi l' “occupazione” di Palazzo d'Orleans da parte del regista ed ex Iena Pif. Allora il governatore era Rosario Crocetta, compagno di partito dell'ex sottosegretario, che con fermezza oggi rispedisce al mittente qualunque accusa di sensazionalismo: “Non accetto lezioni da nessuno per quanto riguarda questo argomento. Allora come oggi mi sono battuto senza sosta per i genitori e i ragazzi disabili. La mia battaglia non ha colore politico e rifarei quello che ho fatto anche se oggi ci fosse ancora un esponente politico del mio partito alla guida della Regione. Mi sono battuto per la legge sul “Dopo di noi”, per i ragazzi con la sindrome di Down, per i diritti dei ragazzi autistici. In questo caso non parlo e agisco da esponente politico ma da genitore e da cittadino che lotta una guerra quotidiana per ottenere dei diritti che dovrebbero essere garantiti”.

Oggi in Sicilia si contano circa 10mila disabili gravissimi che in base all'ultima legge in materia dovrebbero percepire contributi mensili da 1500 euro: “Cosa che non avviene mai con regolarità - sottolinea Faraone - Fino ad ora ha regnato l'anarchia e il caos nelle Asp. Nessuno si è mai preoccupato seriamente di fare rispettare le regole. Questi contributi – continua il senatore – dovrebbero arrivare puntuali, come gli stipendi degli onorevoli e dei dipendenti. Perchè queste famiglie hanno la necessità di organizzare e gestire in maniera ancora più efficiente le loro vite, devono poter contare su questo denaro per affrontare difficoltà che la maggior parte della gente può solo immaginare”.

Ma l'ex sottosegretario è anche fortemente preoccupato: “Prima di maturare la decisione di intraprendere questo sciopero della fame ho parlato con l'assessore alla Salute Razza e i suoi uffici moltissime volte per cercare di sbloccare questa situazione. Purtroppo non è servito. Oggi fanno ancora più paura il silenzio e le provocazioni del presidente della Regione Nello Musumeci che si limita a parlarmi a mezzo stampa, ma che ancora non firma i famosi decreti di cui nessuno conosce il contenuto”. Musumeci infatti ha annunciato una serie di controlli per chiarire e verificare cifre e dati sui disabili in Sicilia, annunciando la firma di alcuni decreti per far fronte all'emergenza. “Questi documenti sono un mistero – spiega Faraone – nessuno li ha letti. La preoccupazione fra le famiglie aumenta. Si vocifera di tagli delle risorse e modifiche dei criteri di assegnazione dei contributi. Il presidente deve parlare chiaro e tranquillizzare queste persone che già si trovano tutti i giorni ad affrontare mille difficoltà”.

Restano fuori dai giochi al momento anche i 40 milioni di euro destinati ai disabili gravi: “Su questa materia non possiamo fare altro che stendere un altro velo pietoso – attacca il senatore dem – dopo dieci mesi non si ha nessuna continuità, nessuna regolamentazione specifica. Non è davvero più accettabile che quello che in altre regioni d'Italia è la norma in Sicilia debba sempre diventare un caos. Che sia necessario l'intervento di un senatore o di Pif, che ringrazio per l'impegno, per ottenere quello che spetta di diritto”.

Non molla Davide Faraone, lo sciopero della fame continuerà ad oltranza: “La voglia di mangiare c'è eccome – sorride il renziano di ferro – ma continuerò la mia battaglia fino a quando Musumeci non renderà noto il contenuto dei decreti che ha intenzione di firmare. Invito il presidente a confrontarsi con i siciliani disabili e le loro famiglie. L'attenzione deve restare alta, non possiamo permetterci passi falsi. I disabili non possono e non devono più essere cittadini di serie B”.