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L'orrore

Pedofilia, quei video agghiaccianti
"I preti e le violenze in aumento"


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Don Fortunato Di Noto

Il prete e la bambina in macchina, ma i casi sono tanti. Parla don Fortunato Di Noto.

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Orrore e sdegno, questi i sentimenti che suscitano nell'opinione pubblica i fatti di cronaca legati alla pedofilia, soprattutto quando ad essere sono coinvolti sono i ministri di Dio. L'ultimo caso in ordine cronologico - con le indagini ancora in corso - quello di due giorni fa a Calenzano, un piccolo comune in provincia di Firenze, dove padre Paolo Glaentzer, 70 anni, sarebbe stato sorpreso seminudo in macchina con una bambina di 10 anni.

Niente carcere per il prete accusato di violenza sessuale aggravata: a Glaentzer sono stati concessi i domiciliari dal giudice per le indagini preliminari di Prato Francesco Pallini. Violenze ripetute in più occasioni quelle dell'ormai ex sacerdote, secondo l'accusa, nei confronti della piccola. Glaentzer, una volta nelle mani delle forze dell'ardine avrebbe dichiarato agli inquirenti che sarebbe stata la bambina a 'provocarlo' e sempre lei a prendere l'iniziativa. Un'affermazione che si commenta da sé.

Non ha dubbi sull'assurdità della versione attribuita al prete, don Fortunato Di Noto, il sacerdote siciliano che da 25 anni con la sua associazione Meter, scova, denuncia e fa arrestare pedofili, divulgatori e acquirenti di materiale pedopornografico non solo Italia, ma in tutto il mondo. "E' triste, talmente triste, che spesso non si trovano le parole quando si deve commentare un abuso su un bambino, a maggior ragione se compiuto da un sacerdote – ha detto a Livesicilia il sacerdote di Avola - ancora più assurde sono le spiegazioni attribuite a Glaentzer, che sarebbe stata 'la bambina a prendere l'iniziativa'. Siamo alla pura schizofrenia e serio disordine. Non possiamo pensare che la responsabilità possa ricadere sulla bambina, anche se vivesse in situazioni di disagio personale e sociale. Una bambina di 10 anni - ha continuato don Fortunato - non potrebbe mai avere la capacità di influenzare o sedurre un uomo maturo, quindi smettiamola di divulgare certe affermazioni. Noi tutti, cristiani e non, preti e religiosi, siamo chiamati a vestire gli ignudi, non a svestirli e a sfruttarli. Attendiamo gli sviluppi, certamente, ma ribadiamo che i bambini non si toccano, si amano e proteggono. Sempre e da chiunque”.

Il parroco e attivista è durissimo nei confronti dei preti pedofili, arrivando anche ad ammettere un'evidente “difficoltà da parte della Chiesa nella gestione dei casi che in questi anni sono venuti a galla”. Per il fondatore di Meter non ci deve essere distinzione fra pedofili, proprio per questo sulla sua attivissima pagina Facebook ha scritto un post lievemente provocatorio in cui accusa anche la stampa di non aver problemi a sbattere in prima pagina nomi, cognomi e foto dei preti pedofili, ma di non usare lo stesso trattamento nei confronti di tutti gli altri uomini che si macchiano dello stesso gravissimo reato: “Non difendo certo la categoria, anzi. E' naturale che se a fare certe cose è un uomo di Chiesa la faccenda susciti un maggiore clamore e sdegno, ma – ha aggiunto – sono forse meno colpevoli padri, educatori o ricchi signori che si sporcano le mani violando corpi innocenti?”.

Chiede stesso trattamento e massima attenzione don Fortunato: “Troppo spesso i sacerdoti che compiono questi reati vengono strumentalizzati e usati come clave per colpire la Chiesa nel suo complesso. Ma vorrei ricordare che ci sono 500mila preti che praticano in tutto il mondo e posso assicurare che la maggior parte lotta e difende gli ultimi come ci ha insegnato il Vangelo”. Il prete di Siracusa punta il dito anche contro altre categorie e figure di spicco della società, come magistrati, pediatri e insegnanti che insieme ai parroci spesso sono persone di riferimento per famiglie e minori: “La pedofilia non è una malattia – ha spiegato don Fortunato – ma una perversione che troppo spesso si decide di attuare e di non frenare. Spesso si crede che siano le modeste condizioni economiche e sociali a far proliferare questi abomini, ma non è così. Nella maggior parte questi crimini vengono compiuti fra ricchezze e opulenza”.

Sconvolgenti i dati raccolti da Meter in questi anni, che tratteggiano un quadro agghiacciante rispetto alle piccole vittime e gli orchi che ne approfittano: "Gli abusi sessuali su minori – ha detto don Di Noto - (si intendono quelli ai danni di bambini al di sotto dei 13 anni), sono sempre in aumento, non soltanto in Italia ma in tutto il mondo. La produzione di materiale pedopornografico è la dimostrazione palese di un vasto e intenso mercato dove milioni di bambini sono sottomessi alle molteplici forme di sfruttamento e di schiavitù sessuale. Sono decine di milioni i bambini coinvolti in tutto il mondo”. Dati alla mano: solo nel 2017, 140 milioni le bambine e le ragazze e 75 milioni i bambini e i ragazzi vittime di abusi sessuali. Ma a fronte di ciò solo 79 paesi vantano una legislazione in materia, di cui però 60, massima parte, non hanno una definizione specifica di “pornografia infantile” e 26 non si occupano di reati informatici. E ancora, si contano circa 2milioni di video, che coinvolgono anche neonati, e milioni di foto che ritraggono corpi non ancora sbocciati devastati dalle violenze più elaborate e sofisticate.

Insomma una vera e propria strage che anche in Sicilia conta centinaia di casi ogni anno: “Siamo di fronte ad una emergenza di proporzioni enormi - ha continuato il prete siracusano - tutti insieme, Chiesa istituzioni e privati cittadini possiamo fare tantissimo”. In 25 anni don Fortunato con Meter hanno fatto tanta strada: 23 operazioni internazionali e nazionali tra il 2003 e il 2018, quasi 150mila siti corrispondenti a link per più di 20milioni di foto e video pedopornografici segnalati in diversi paesi del mondo, quasi 3mila persone denunciate, mille persone indagate, più di 200 arresti in Italia e nel mondo ed infine più di mille vittime di abuso aiutate e sostenute grazie ai centri di ascolto messi a disposizione.