Live Sicilia

La seduta prima della pausa

Ex partecipate ed ex Province
Norme impugnate, blitz del governo


ars assunzioni, ars riddotta pianta organiza, assunzioni ars, meno dipendenti all'ars, meno posti in pianta organica all'ars, posti vacanti ars, tagli dipendenti ars

Sì alla riscrittura di alcune disposizioni impugnate della Finanziaria, alla Giornata della Legalità e al taglio dei dipendenti Ars


PALERMO -  Con un "blitz" che ha fatto infuriare le opposizioni in Aula, il governo ha presentato oggi, nell'ultima seduta utile prima della pausa estiva, la riscrittura di alcune norme impugnate della Finanziaria regionale. Inizialmente presentate come emendamento al disegno di legge per l'istituzione della giornata del ricordo e della legalità - "che nulla ha a che fare con il tema finanziario", ha contestato il M5s - sono state approvate alla fine come disegno di legge stralcio su iniziativa del presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè. In particolare, la legge voluta dal governo Musumeci tutela il personale delle ex partecipate: "Le società a controllo pubblico non possono procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato se non attingendo dagli elenchi del personale fuoriuscito dalle altre società per la totalità delle assunzioni". Inoltre, elimina i riferimenti temporali per le concessioni del demanio marittimo e proroga fino al 31 dicembre 2018 il commissariamento dei Liberi consorzi e delle Città metropolitane. Infine, abroga gli articoli della Finanziaria relativi al fotovoltaico, ai prepensionamenti del personale in quiescenza della Regione, abroga la norma sull'idoneità dell'antincendio e quella sulle strutture private accreditate della Sanità.  

Riduzione dei dipendenti dell'Ars

In apertura di seduta, l'Aula ha approvato la proposta del Consiglio di presidenza che riduce da 258 a 218 (-15,5%) le unità del personale dell'Assemblea regionale siciliana. Fermo restando il segretario generale, i consiglieri passano da 46 a 40, gli stenografi da 11 a 9, i segretari da 27 a 25, i coadiutori da 56 a 50, i tecnici amministrativi (in esaurimento) da 11 a 3, gli assistenti parlamentari da 106 a 90. Un'esigenza dettata anche dall'applicazione in questa Legislatura del taglio dei deputati da 90 a 70 e dal pensionamento di molti dipendenti di Palazzo dei Normanni. Rimangono, comunque - spiega la relazione approvata - "dei posti vacanti nelle varie carriere dei dipendenti dell'Ars, per i quali il Consiglio di Presidenza ha già autorizzato il presidente ad avviare le procedure per l'indizione di bandi di concorso", per "garantire il buon andamento degli uffici e tenuto conto delle effettive esigenze dell'Amministrazione".

La giornata della legalità

Il Parlamento regionale ha approvato anche il disegno di legge che istituisce la "Giornata regionale del ricordo e della legalità e del Forum permanente contro la mafia e la criminalità organizzata". Il testo approvato ad unanimità dalla commissione Affari istituzionali indica come "Giornata della memoria" il 30 aprile, giorno che coincide con l'anniversario dell'omicidio dell'allora segretario del Pci Pio La Torre e del suo collaboratore Rosario Di Salvo. Nel corso del dibattito d'aula, però, si è aperto uno "scontro" sul giorno scelto per celebrare questa ricorrenza. Il capogruppo di Diventeràbellissima Alessandro Aricò ha criticato l'opportunità di indicare il 30 aprile "perché - ha detto - coincide con il giorno dell'omicidio di un prestigioso esponente della vita politica siciliana, quando invece la Giornata della memoria deve essere le giornata di tutti". Aricò ha quindi proposto il 19 luglio, anniversario della strage di via d'Amelio nella quale furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. Il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo ha difeso la scelta del 30 aprile, ricordando fra l'altro che "Pio La Torre è stato anche parlamentare regionale". Giusy Savarino, esponente di Diventeràbellissima, ha "rilanciato" proponendo il 6 gennaio, anniversario dell'uccisione del presidente della Regione Piersanti Mattarella, mentre il suo collega di partito Giorgio Assenza ha proposto "il primo sabato di maggio". Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia, ha chiesto di indicare il primo maggio, anniversario della strage di Portella della Ginestra. Al termine di questi interventi il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè ha rimesso la scelta all'aula, che ha approvato l'articolo 1 del ddl così come era stato votato dalla commissione, che indica la data del 30 aprile quale "Giornata della memoria". La legge, alla fine, è stata approvata nella sua forma originaria stabilita dalla commissione Affari Istituzionali.

La relazione di Armao

Dopo l'approvazione della nuova pianta organica, l'assessore regionale all'Economia Gaetano Armao aveva riferito in Aula sul negoziato con il Governo nazionale sull'autonomia finanziaria della Regione. "Attualmente - ha detto - soltanto una percentuale del gettito complessivo prodotto in Sicilia rimane alla Regione. Inoltre, esiste una rinuncia ai ricorsi pendenti davanti alla Consulta. Quello che chiediamo è un ripensamento complessivo della nostra autonomia finanziaria, la piena applicazione degli articoli 36, 37 e 38 del nostro Statuto. La scorsa settimana siamo stati con il presidente Musumeci dal ministro per il Sud Barbara Lezzi per avviare il nuovo negoziato sull'autonomia finanziaria, postulando la piena percezione del nostro gettito". Tra le proposte del governo regionale anche l'apertura di casinò in Sicilia "anche per la necessaria destagionalizzazione del turismo, come la vicina Malta".

Il referendum sull'insularità

Nonostante fosse all'ordine del giorno, l'Aula non ha affrontato invece il punto che riguarda l'insularità e la proposta di sottoporre la questione a un referendum regionale. A darne notizia è stato il capogruppo dell'Udc Eleonora Lo Curto, che qualche settimana fa ha presentato l'iniziativa nel corso di una conferenza stampa: "Oggi sono d'accordo a rimandare tutto a settembre - dice a LiveSicilia - e se necessario lo chiederò io stessa perché ritengo che la questione sia la madre di tutte le battaglie e il referendum serve per arrivare con una forte legittimazione popolare al Parlamento nazionale. Non basta parlare di continuità territoriale, la questione è molto più ampia. E poiché per approvare la richiesta di referendum serve la maggioranza d'Aula, 36 deputati, e non semplicemente la maggioranza dei presenti, preferisco che se ne riparli in un momento più appropriato". Anche il presidente dell'Ars, Gianfranco Micciché, nel corso della Cerimonia del ventaglio aveva dichiarato che sarebbe stato più opportuno rimandare a dopo la pausa estiva.