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Il caso

Tagli ai fondi per le periferie
Pd e Sinistra contro il governo


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Botta e risposta con il Movimento 5 Stelle. La replica di Dell'Orco: "Non verrà tagliato nulla".

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PALERMO - Si riducono i fondi per le periferie nel Milleprorohe. E la sinistra protesta. “Acquisiamo il dato che per questo Governo le periferie e le diseguaglianze sociali del nostro Paese non sono una priorità. Prima gli italiani, ma non proprio tutti gli italiani –
così si legge in una nota di Sinistra Comune -. Lo slogan della Lega, ormai chiaramente mutuato dal M5S, andrebbe rivisto in questo modo. Il grado di attenzione riservato a chi vive ai margini, nel nostro Paese, è testimoniato dalla volontà di sospendere il piano periferie sino al 2020. E' quanto stabilisce un emendamento contenuto nel decreto Milleproroghe del governo Lega-M5S, che auspichiamo non venga confermato anche alla Camera. Per la prima volta dal suo insediamento, il Governo si occupa di periferie bloccando un finanziamento importante, che consentirebbe non solo la riqualificazione, ma soprattutto l’avvio di processi rigenerativi di intere aree del Paese, come quello della costa nord di Palermo. In soffitta finirebbe così anche il progetto RUIS, che, muovendo dalla resilienza dei territori interessati, mira al potenziamento delle prestazioni urbane e alla riqualificazione delle aree degradate. Stop dunque, stando al piano previsto dal decreto, allo sviluppo di pratiche per l'inclusione sociale, per la mobilità sostenibile e per la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano. Pratiche collaudate la cui perdita condannerà alla marginalità quote sempre maggiori di territori."

Protesta anche il Pd. “Lo stop ai fondi che stanziavano 4 miliardi di euro per le periferie italiane, contenuto nel decreto Milleproroghe, è una mazzata per tutti i comuni italiani ma soprattutto per Palermo che, compresa l’area metropolitana, attendeva almeno 50 milioni di euro da investire in aree verdi, riqualificazione energetica, recupero di beni confiscati e di presidi di legalità. Cosa ne pensano i consiglieri comunali palermitani del Movimento Cinque Stelle e della Lega di questo scippo in piena regola da 50 milioni di euro?”. Lo dice il capogruppo del Partito Democratico al consiglio comunale di Palermo, Dario Chinnici.

“Quello che era stato presentato come il governo del cambiamento - aggiunge l'esponente dem - si sta trasformando nel governo della cattiva amministrazione che, pur di smantellare quanto di buono fatto dal Pd, mette a repentaglio la riqualificazione delle periferie italiane, oltre ad arrecare gravissimi danni agli enti locali”.

I grillini ribattono. "L'emendamento al decreto Milleproroghe, approvato due giorni fa a palazzo Madama, sblocca 1 miliardo di euro per investimenti in 8 mila comuni italiani. Il Pd ci attacca dopo aver votato a favore e dopo aver promesso risorse, finanziate solo in parte, in base a una norma sulla quale peraltro la Consulta si è pronunciata rilevandone l'illegittimità costituzionale”. Lo dice la capogruppo del M5S all'Ars, Valentina Zafarana, a proposito dell'emendamento al decreto cosiddetto Milleproroghe, che due giorni fa ha avuto il via libera dal Senato. "Sulla questione dei fondi per le periferie relativi ai progetti locali occorre chiarezza. Il Governo – aggiunge – è dovuto intervenire in attuazione della sentenza 74 del 2018 della Corte costituzionale. E' stato garantito il finanziamento immediato dei primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100. Ma in ottemperanza della sentenza, per gli altri sarà necessario valutare quali progetti abbiano davvero una funzione di rilancio delle periferie e quali no, fermo restando che le spese progettuali già sostenute dai Comuni verranno rimborsate". "Il bando per le Periferie era stato finanziato dal precedente Governo - conclude - ma solo per metà dell’importo complessivo. Insomma mere promesse più che risorse vere messe a disposizione degli enti locali".

Il tema ieri era stato sollevato dall'Anci. “L'emendamento al decreto milleproroghe, approvato in Senato, con il quale è stata prevista la sospensione fino al 2020 del Bando di riqualificazione delle periferie rappresenta, per le città del Sud, una scelta particolarmente grave che, se confermata, rischia di determinare pesanti ricadute sui territori”. Questa la dichiarazione di Leoluca Orlando, presidente di AnciSicilia, a commento del blocco, all'interno del decreto “Milleproroghe” approvato ieri in Senato, di circa 3,8 miliardi di euro attivati dal "Piano periferie", che metterebbe a serio rischio impegni già sottoscritti da 96 comuni italiani e da un gran numero di città metropolitane e che, in Sicilia, coinvolgerebbe le città di Palermo, Catania, Enna, Caltanissetta, Agrigento, Ragusa, Siracusa e Trapani e le città metropolitane di Palermo e Catania e Messina.

“Sono tutti interventi di riqualificazione e rigenerazione non solo nel senso strutturale del termine, ma anche in senso di sicurezza sociale e tutti in aree particolarmente degradate, sotto entrambi i profili e lo stop a queste importanti risorse – continua Orlando - comporterebbe un danno economico rilevantissimo, perché i Comuni hanno investito tempo e risorse nei progetti di rigenerazione delle periferie portati avanti negli ultimi anni e priverebbe i cittadini delle nostre città di una prospettiva di vita sostenibile all'interno di aree urbane riqualificate. Ci auguriamo, pertanto, che prevalga il buon senso e che la norma non venga confermata, a settembre, anche alla Camera”.

La replica. "Posso assicurare che non verrà tagliato nulla. Alcuni finanziamenti sono stati sospesi, speriamo di poterli riprendere anche prima del 2020". Il sottosegretario dei Trasporti, Michele Dell'Orco, intervenendo a Sassari a margine di un convegno sulla continuità territoriale organizzato dal Movimento 5 Stelle, usa toni rassicuranti e prova a spegnere le polemiche nate dopo lo stop ai fondi per le periferie, imposto con un emendamento del Senato al decreto Milleproroghe. "Non ci sarà nessun fondo tagliato, c'è stata solamente la revisione dei finanziamenti - ha spiegato Dell'Orco - Alcuni sono stati rinviati, intanto occupiamoci di procedere con le cose che sono già state finanziate, ma nulla sarà tagliato".