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IL COMMENTO

Sanità e paradossi
I manager sul filo


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Sono illegittimi e "revocati". Ma sono chiamati a chiudere primariati e a bloccare assunzioni.

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PALERMO - Provate a mettervi per qualche minuto nei loro panni. Sono seduti sulla scomodissima poltrona di chi è stato nominato attraverso una legge dell’anno scorso considerata incostituzionale. Sono manager “illegittimi”, insomma, commissari di Asp e ospedali, mica di un circolo di bridge.

Immaginateveli, insomma, già qualche giorno fa, quando la sentenza della Consulta è stata pubblicata, diventando effettiva, e la macchina del governo regionale si è subito attivata in vista delle “necessarie determinazioni”. Immaginateveli in quei giorni, insomma, tutte le volte che hanno dovuto apporre una firma, una firma qualsiasi, che riguardasse appalti, assunzioni o semplici forniture di prodotti per l’ufficio. Con quale spirito, il manager in uscita e per di più illegittimo, avrebbe firmato mai?

Adesso, immaginateveli ancora qualche giorno dopo. Quando a questi stessi manager è giunta la lettera dell’assessorato con un chiaro invito (o meglio dire, ordine): “Chiudere tutte le strutture complesse non previste dai parametri nazionali e regionali”. E come, avrà pensato il povero povero manger, sono illegittimo e prossimo alla revoca, con gli scatoloni pronti e i cassetti mezzi vuoti, e dovrò mandare a casa primari e collaboratori vari?

Mettetevi nei loro panni, nei panni del povero manager della Sanità siciliana. Che adesso dovrà pure bloccare eventuali nuove assunzioni, in attesa che la rete ospedaliera venga definita. Stop, quindi. Anzi, stop and go. Perché paradosso nei paradossi, nella Sanità siciliana, ecco che fa capolino l’ipotesi di prendere questa decina di manager “illegittimi”, revocati, bacchettati e stoppati e di… rinnovarli ancora per un po’. In attesa che la selezione dei nuovi faccia il suo corso. Manager “scaldaposto” per il manager che arriverà.