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IL PROFILO

Chi è Luigi Patronaggio
Il pm che ha indagato Salvini


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Il procuratore di Agrigento ha sempre scelto un basso profilo.


Luigi Patronaggio si trova sotto i riflettori mediatici. Suo malgrado, si potrebbe dire. Visto che il procuratore di Agrigento ha sempre scelto un basso profilo. Lo stesso basso profilo che mantiene in queste ore dopo avere iscritto nel registro degli indagati il ministro dell'Interno Matteo Salvini per la vicenda dei migranti trattenuti a bordo della nave Diciotti. Nessun commento, nessuna replica, nessuna risposta al ministro, né alla valanga di polemiche che hanno accompagnato la sua scelta.

Nella sua ormai lunga carriera professionale non ci sono dichiarazioni fuori posto, eppure di occasioni per dire la sua ne ha avute tante quanti sono i processi e le inchieste importanti a cui ha contribuito: dall'assassinio di Don Pino Puglisi ai rapporti fra la mafia e Marcello Dell'Utri, dalla mancata perquisizione del Covo di Riina ad una costola della trattativa stato-mafia.

Patronaggio ha 60 anni e tre figli. Una delle sue ultime indagini, quella sulle presunte raccomandazioni attorno alla società Girgenti Acque è arrivata a costringere pure il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, a lasciare l'incarico.

Patronaggio si è sempre definito amico dell'ultima ora di Falcone e Borsellino per il fatto che lavorò assieme ai due magistrati negli ultimi anni della loro vita. Nel '96 lasciò Palermo, quando la sua era già una vita blindatissima. Si segnalano nella sua carriera gli incarichi di procuratore capo di Mistretta, sostituto procuratore generale a Palermo, uno dei vice di Roberto Scarpinato, e l'incarico di presidente della sezione gip del Tribunale di Agrigento, la città dove è tornato due anni fa. Nel giorno del suo insediamento disse subito di avere ben chiaro che nella città agrigentina, luogo di frontiera, sarebbe stato inevitabile occuparsi anche di immigrazione, di quegli ultimi che scappano da guerre e miseria.

Nulla però che avrebbe potuto far pensare al caso Diciotti e all'inchiesta che ha aperto nei confronti del ministro e che adesso è passata di competenza del Tribunale dei ministri di Palermo. Polemiche su polemiche per la sua decisione. Soprattutto sui social network si è scatenato un coro di protesta e indignazione, che come spesso accade nella rete, ha acquisito toni e linguaggio durissimi accompagnato dal cattivo utilizzo di vecchie immagini.

E così è rimbalzata di nuovo la fotografia scattata nel 2017 quando fu inaugurata la stanza museo del giudice ragazzino Giuseppe Livatino assassinato dalla mafia nel '90. A quella inaugurazione c'era anche Matteo Renzi insieme al ministro della giustizia Andrea Orlando e a tante altre autorità. E naturalmente c'era anche Luigi Patronaggio. Oggi quella vecchia immagine viene utilizzata per scagliarsi contro il magistrato che ha "osato" mettere sotto inchiesta Salvini.