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PALERMO

Raccolta firme a favore di Salvini
Catania: "E' un attacco alla Procura"


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Il capogruppo di Sinistra Comune a Sala delle Lapidi Giusto Catania

Sc contro Gelarda: "Grave che il promotore sia un poliziotto". La replica: "Rispettiamo i giudici"


PALERMO - Il gazebo a piazzetta Bagnagno della Lega, per una raccolta firme a favore del ministro Salvini,scatena la polemica politica. Oggi i rappresentanti del Carroccio a Palermo si ritroveranno a due passi dal Politeama per sostenere il loro leader, ma da Sinistra Comune arriva la bordata.

"La manifestazione 'Giu le mani da Salvini' organizzata a Palermo è una volgare provocazione e una vera e propria intimidazione nei confronti della Procura della Repubblica - dice il capogruppo di Sc al consiglio comunale, Giusto Catania - E' un momento molto delicato perchè sono in corso indagini sul Ministro degli Interni. Non è accettabile dare spazio ad una becera propaganda che di fatto mira a screditare le istituzioni del nostro Stato, in primis la magistratura".

Un attacco che poi colpisce proprio il capo dei salviniani palermitani, cioè Igor Gelarda. "E' ancora più inquietante e grave - continua Catania - che il promotore dell'iniziativa sia un consigliere comunale e per di più membro del corpo della polizia. A mio avviso ciò attesta una preoccupante disattenzione nei confronti delle istituzioni e delle stesse forze dell'ordine da parte di chi dovrebbe tutelarle".

*AGGIORNAMENTO
"Giusto Catania perde l'ennesima occasione per tacere", replicano Gelarda e l'altro consigliere comunale passato alla Lega, Elio Ficarra. "Il nostro gazebo di solidarietà, fra l'altro replicato già in molte altre città d'italia, è un sostegno al nostro ministro dell'Interno sulla politica finalmente efficace e concreta che sta portando avanti in italia. Noi non raccoglieremo firme contro nessuno, ma a favore dei cittadini italiani e di un progetto per l’Italia. Abbiamo piena fiducia nella magistratura italiana, ed altrettanta ne abbiamo in colui che sta difendendo gli interessi del popolo italiano. Noi daremo solidarietà a qualcuno che nello svolgere il suo dovere viene indagato (giustamente o meno non spetta a noi dirlo) e così facendo gli riconosciamo il rispetto che va a chi si espone a difesa di una visione condivisa dalla maggioranza del paese, senza paura delle conseguenze personali - aggiungono -. Non è il primo né sarà l’ultimo in italia e nella storia a pagare in prima persona per la difesa di un principio collettivo. Nessuna pressione alla magistratura, ma massima fiducia, vada avanti e segua il suo corso. La nostra è una manifestazione di principio e non di parte".