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LA NOTA

Orlando, la Gesip, la Reset
Cammarata: "È confuso"


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L'ex sindaco replica alle accuse del sindaco.


Riceviamo e pubblichiamo dall'ex sindaco di Palermo Diego Cammarata

"Io non c’ero, non son stato, non son mai venuto qui: a quell'ora faccio sempre la pipì…". Leoluca Orlando sembra proprio il protagonista della canzoncina di Lino Toffolo. Ieri per rispondere alle proteste dei sindacati della Reset, Orlando come spesso gli accade si è confuso, ma io, nonostante l’età, ho buona memoria e posso rinfrescarla pure a lui.

"Comprendo bene la preoccupazione di sindacati e lavoratori - ha dichiarato Orlando - visto che in passato, con la precedente Amministrazione comunale era effettivamente successo che i soldi per quella che era allora la Gesip fossero cancellati dal bilancio. Ma voglio rassicurarli. Così come quei lavoratori e i servizi sono stati salvati creando la Reset dopo il fallimento Gesip, così non c'è alcuna intenzione di portare di nuovo le aziende al fallimento".

Tutti gli uomini hanno difetti e naturalmente ognuno ha i suoi. Io ne ho tanti come molti di noi. Ce n’è uno in particolare però che detesto: la vigliaccheria. Io mi sono sempre assunto le mie responsabilità e spesso anche quelle degli altri. Diciamo che sotto questo profilo sono sempre stato un fissa. Ho sempre pensato però meglio fissa che vigliacco.

La storia di Gesip è nota a tutti e non vorrei dare l’impressione di quelle persone anziane che ripetono sempre le stesse cose. In fondo però effettivamente sono anziano e allora ripeterò a beneficio anche dei più distratti come andarono le cose. Tra il 1999 e il 2000 si consumarono tutti i passaggi di indirizzo politico-programmatico e furono emessi i provvedimenti amministrativi che portarono alla costituzione di Gesip s.p.a., il cui piano di impresa fu commissionato a Italia Lavoro con Determina Sindacale n.352/2000, naturalmente da Orlando.

La Gesip fu poi costituita facendo confluire i lavoratori LSU delle ex cooperative storiche (delibera n.169/97), dei lavoratori provenienti dai progetti "Fiori 1" (delibera n.2491/97), dei lavoratori provenienti dal progetto "Ex agenzia recapito espressi" (delibera n.2830/97) ed infine dei lavoratori del progetto "Palermo produce" (delibera n. 2831/97), tutte naturalmente come è facile constatare delibere dei tempi di Orlando. Fin qui non credo che ci possano essere dubbi.

Andiamo ai miei tempi. C’è forse un solo dipendente di quella che era Gesip s.p.a. che può affermare che quando governava la mia amministrazione gli venne meno un solo mese di stipendio o lo prese in ritardo? Assolutamente no. Neanche su questo, credo, ci possano essere dubbi.

Durante la mia amministrazione il corrispettivo del contratto di servizio era 58 milioni e adesso è 31 milioni. Neanche su questo, credo, ci possano essere dubbi. Nel bilancio 2011 per Gesip furono stanziati 19 milioni di risorse comunali e 42 milioni di euro arrivarono con l’ordinanza della Presidenza del Consiglio n.3944 del 2011. Io cessai il mio mandato nel gennaio del 2012 e il Commissario Latella e lo stesso Orlando beneficiarono di queste risorse che il Presidente Berlusconi fece arrivare a Palermo su mia richiesta con quella ordinanza, per tutto il 2012.

Allora mi chiedo cosa vuole intendere quando afferma che “con la precedente amministrazione comunale era effettivamente successo che i soldi per quella che era allora la Gesip fossero cancellati dal bilancio”? Noi non cancellammo nessuna risorsa anzi le facemmo arrivare, tanto che come ho detto, ne beneficiarono anche le amministrazioni successive. Semplicemente non mettemmo una posta in uscita strutturale perché quelle non erano entrate certe (avevamo appena avuto un taglio di 61 milioni di trasferimenti erariali). Diciamo una ovvia e necessaria operazione di buona amministrazione per non lasciare un buco di bilancio.

Che colpa ho io se poi Orlando non è stato capace di farsi dare negli anni successivi un solo euro dal Governo Nazionale? Il fallimento di Gesip fu infatti dichiarato nel 2015 (io non c’ero più dal 2012) proprio su richiesta dell’amministrazione Orlando per costituire la Reset.

Io mi rendo conto che Orlando tutto questo non lo capisca altrimenti non avrebbe avuto le gravi censure degli ispettori del Ministero, della Corte dei Conti ed adesso dei revisori. In fondo la politica ed il cinema non sono così lontani, disse un personaggio di un recente film di Roberto Andò, sono due mondi in cui il bluff ed il genio coesistono e spesso non è facile distinguerli.

Orlando non è certo tipo a cui io posso dare suggerimenti, troppo bravo lui a vendere ciò che non fa e troppo scarso io a vendere ciò che ho fatto ma se posso osare, invece di dire menzogne e tirarmi in ballo, mi lasci in pace.

I palermitani sono pigri e spesso, per non pensare troppo, amano affidarsi a chi fa credere loro di essere nelle condizioni di risolvere ogni problema. I palermitani però non sono stupidi e soprattutto non sono ciechi, basterà loro guardarsi attorno per capire che raccontare menzogne e ad attribuire responsabilità ad altri senza avere neppure la dignità di metterci la faccia, non è più strada che spunta.