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COMUNE DI PALERMO

"No a favoritismi di tipo clientelare"
Ecco la circolare anti-raccomandati


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Nella portineria del Polo tecnico affissa la circolare del capo area. Ed è polemica.


PALERMO - Niente disparità di trattamento o “favoritismi di tipo clientelare”. E, per questo, porte chiuse a tutti al di fuori dell’orario di ricevimento. L’ordine arriva dal capo dell’area della Riqualificazione urbana del comune di Palermo,
Nicola Di Bartolomeo, e campeggia in bella mostra nella portineria del Polo tecnico di via Ausonia. Si tratta di uno dei settori più importanti del capoluogo siciliano, il “cuore” degli uffici tecnici: dall’edilizia pubblica a quella privata, dalle espropriazioni al controllo del territorio.

Un palazzo sterminato in cui lavorano centinaia di persone e che, ogni giorno, ne accoglie altrettante per i motivi più disparati: dai tecnici che presentano le istanze ai semplici cittadini in cerca di informazioni, dai consiglieri comunali (c’è anche la commissione Urbanistica) ai rappresentanti di altri enti coinvolti nelle conferenze di servizi. Ma questo via vai, già in passato oggetto di severe restrizioni, disturba il lavoro degli impiegati: da qui la disposizione di servizio datata 4 ottobre e affissa al piano terra.

“Al fine di non interrompere l’attività lavorative e nel contempo evitare disparità di trattamento tra i cittadini e favoritismi di tipo clientelare – si legge nella nota – è fatto divieto di ricevere pubblico al di fuori dell’orario di ricevimento e non sono ammessi appuntamenti al di fuori di tale orario. I trasgressori saranno severamente puniti con l’immediato avvio di procedimento disciplinare”. Una disposizione che ha sorpreso non poco, specie per l’esplicito riferimento ai “favoritismi di tipo clientelare” che verrebbero concessi negli uffici.

Ma la circolare ha creato anche non pochi disagi. “Avevo un appuntamento e non mi hanno fatto salire”, dice un cittadino che ha segnalato il caso alla redazione, ma pare che i disguidi siano stati diversi anche relativamente a conferenze di servizi e riunioni sulle opere pubbliche. Il riferimento a possibili procedimenti disciplinari avrebbe reso ferree le restrizioni, nonostante le proteste degli utenti. “Appena ho appreso di questa notizia e delle disfunzioni provocate ai servizi delle opere pubbliche, mi sono messo in contatto con il dirigente e con il Segretario generale - spiega l’assessore Emilio Arcuri – Mi è stato assicurato che sarebbe stata emanata un’altra disposizione. La mia opinione, comunque, è che i funzionari possano prendere appuntamenti al di fuori dell’orario di ricevimento se questo aiuta il lavoro degli uffici e riduce i possibili disagi nei giorni di ricevimento”.

E che il clima non fosse proprio sereno al Polo tecnico, lo dimostra anche un altro cartello affisso e firmato sempre dal capo area che estende il divieto di ingresso al pubblico al di fuori dell’orario di ricevimento anche a “utenti che, accompagnati da politici o da colleghi di altri uffici, vogliono infrangere il divieto”. “D’accordo col Segretario generale Antonio Le Donne, il testo verrà riformulato per non urtare la sensibilità della politica - spiega Di Bartolomeo - Fermo restando che, vista la situazione degli uffici e le indagini in corso, ritengo opportuno che venga rispettata la circolare così da consentire agli impiegati di lavorare con serenità”.

Un richiamo così marcato ai consiglieri che la commissione Urbanistica, presieduta da Giovanni Lo Cascio (Pd), ha convocato Di Bartolomeo per chiarire la vicenda lunedì prossimo. “Al Polo tecnico c’è anche la nostra commissione – spiega Lo Cascio – Ma all’ingresso si crea il caos perché anche chi deve venire in commissione incontra problemi, nonostante si rispettino le regole e, su mia richiesta, si registrino tutti quelli che convochiamo. La circolare dà una pessima immagine degli uffici e della politica, se qualche consigliere prova a dare un contributo è perché c’è il caos e non si trovano le pratiche. Lunedì chiederemo chiarezza, anche perché i veri problemi sono altri: lo Iacp aspettava da mesi una risposta per progetti milionari e nessuno gliela dava. La causa del mal funzionamento degli uffici non sono certo i politici, che invece contribuiscono col solo scopo di aiutare tutti i cittadini disperati da questa situazione imbarazzante, probabilmente c'è chi rema contro questa amministrazione”.

Ma la vicenda ha mandato in subbuglio tutta la commissione. “Quello che è stato scritto è indegno, non si possono tacciare i consiglieri di favoritismi se si interessano dei problemi della città – dice Mimmo Russo di Fratelli d’Italia – Il consigliere che chiede un’informazione come può incidere in una pratica che dura anche anni? C’è chi aspetta 12 anni per sistemare una veranda, non è possibile come non è possibile trasformare il Polo tecnico in un lager. Anziché dare un’immagine distorta della realtà, si dicano quali sono invece i veri problemi: ci sono tecnici che chiedono solo informazioni”.

“La situazione degli uffici tecnici è grave, ci sono ritardi di mesi e le pratiche si accumulano – dice il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo - Capisco le ragioni delle parti, ma la verità è che vanno potenziati gli uffici con i dirigenti e i tecnici. Stimo troppo l’operato di Di Bartolomeo per pensare a un attacco alla politica”. “Non è accettabile far passare il messaggio che i rappresentanti istituzionali operino esclusivamente per curare interessi privati – dice Giusto Catania, capogruppo di Sinistra Comune - Trovo di cattivo gusto il messaggio di questa circolare. Personalmente non vado in giro per gli uffici, ma questa circolare la reputo offensiva perché mette in cattiva luce tutti. Invito l'architetto Di Bartolomeo, se è conoscenza di pressioni indebite, di andare a denunciare alla Procura della Repubblica e non fare una circolare che ha il solo merito di alimentare il clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni, dei suoi rappresentanti e dei dipendenti comunali”.