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IL CASO

A rischio la giornata "antimafia"
È l'ultimo pasticcio dell'Ars


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Lo Stato avvisa la Regione: la legge potrebbe essere impugnata. Il governo corre ai ripari


PALERMO - La legge regionale che istituisce la "giornata contro la mafia" è a rischio impugnativa. La Sicilia, insomma, ha rischiato la gaffe dell’anno. Anche una legge simbolo come quella sulla giornata della legalità e il forum permanente contro la mafia infatti va corretta. Lo Stato ha già avvisato la Regione: così, la norma potrebbe essere bocciata.

E così, è scattata la corsa a correggere gli errori. La giunta regionale ha infatti varato un ddl per modificare l’articolo potenzialmente incostituzionale visto che, così come era stato scritto, rischiava di invadere competenze che sono puramente statali. “La regione - dice il testo del deliberato - non intende sovrapporsi alle attività delle Forze di Polizia né invadere ambiti di competenza statale”. Meglio modificare la legge piuttosto che andare allo scontro con lo Stato e perdere tempo e rischiare una figuraccia. Adesso i parlamentari siciliani dovranno adeguarsi alle rilevazioni sollevate dal ministero dell’Interno e raccolte dall’Avvocato generale Gianluigi Amico. Ma certamente dovranno “scongiurare - per stare alle parole della relazione - l’impugnativa di grande impatto simbolico”.

L’Ars aveva “prontamente” (così si legge nei documenti ufficiali) approvato la legge prima di andare in ferie, il 7 agosto di quest’anno. Il testo prevede la nascita della "Giornata della memoria" il 30 aprile, giorno dell'omicidio dell'allora segretario del Pci Pio La Torre e del suo collaboratore Rosario Di Salvo , e della creazione di un Forum permanente contro la criminalità organizzata.

Oggi come detto arriva l'"avvertimento" dello Stato secondo cui la legge sarebbe scritta male, in modo poco chiaro sicché sarebbe opportuno “precisare più chiaramente gli ambiti nei quali interviene”. Per i funzionari del ministero dell’Interno che hanno vagliato il testo, infatti, l’Assemblea avrebbe sbagliato a parlare di “contrasto” alla criminalità organizzata, che spetta appunto alle forze dell'ordine. Altro errore poi sarebbe quello in cui il legislatore siciliano dà alla Regione il potere di chiamare a partecipare al forum permanente le Forze di Polizia statali. Queste due previsioni infatti lederebbero le competenze nazionali di contrasto e repressione dei reati. Insomma, tutto da rifare: l'Ars deve mettere una pezza, per evitare la gaffe.